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Monza, Pablo Marì dimesso dall'ospedale. Palladino: "E' stato un miracolo, giusto giocare con il Bologna"

Il difensore spagnolo, accoltellato alla schiena in un centro commerciale ad Assago, è tornato a casa e dovrà osservare un periodo di assoluto riposo. I suoi compagni regolarmente in campo lunedì sera nel posticipo contro gli emiliani. Il tecnico: "Settimana pesante, quando abbiamo capito che l'incidente era meno grave, abbiamo azzerato quanto è successo"
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Pablo Marì, difensore del Monza che giovedì scorso è stato accoltellato in un supermercato presso un centro commerciale ad Assago, è stato dimesso stamane dall'ospedale e ha fatto rientro a casa dove ha cominciato un periodo di assoluto riposo. Lo ha reso noto lo stesso club brianzolo in una nota in cui "ringrazia sentitamente il professor Osvaldo Chiara e tutti i professionisti del Trauma Center dell'Ospedale Niguarda di Milano. Pablo, ti aspettiamo!". Marì venerdì è stato operato per la ricostruzione dei due muscoli lesionati sulla schiena, dovrà osservare un periodo di riposo di due mesi prima di riprendere l'attività sportiva. "Finalmente a casa! Voglio ringraziare personalmente tutti i medici e i professionisti del Centro Traumi dell'ospedale Niguarda di Milano" ha scritto sui social il giocatore spagnolo.

Palladino: "Nostro dovere giocare"

Il Monza, scosso da quanto accaduto al 29enne difensore, aveva chiesto alla Lega - senza successo - il rinvio della sfida in programma lunedì sera all'U-Power Stadium contro il Bologna. La sfida si giocherà regolarmente (i giocatori del Monza indosseranno una maglia dedicata al loro compagno), prima del fischio d'inizio verrà osservato un minuto di silenzio per ricordare Luis Fernando Ruggieri, vittima della folle aggressione di Assago. "E' stata una settimana pesante, la notizia di quanto accaduto a Marì ha scosso tutto l'ambente a partire dai calciatori" ha detto Raffaele Palladino, tecnico dei brianzoli. "Quando abbiamo saputo che Pablo era fuori pericolo abbiamo tirato un sospiro di sollievo. E' stato un miracolo. Abbiamo però capito che era un nostro dovere giocare, tornare in campo, siamo professionisti. Non c'è rammarico che la Lega non abbia voluto accettare la nostra richiesta. Quando abbiamo capito che l'incidente era meno grave, abbiamo azzerato quanto è successo. Ci deve essere positività nel tornare in campo con grande determinazione. Facciamo le nostre condoglianze alla famiglia Ruggeri, che piange un loro caro".

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