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Milan, Pioli: "Impensabile un Napoli così, vincere a Cremona per restare attaccati"

Stefano Pioli (reuters)
Rossoneri allo Zini, De Ketelaere all'ultima chiamata prima del Mondiale. Il belga finora è stato un flop e anche il ct Martinez è preoccupato per il suo rendimento in Qatar. E' in ballottaggio con Brahim Diaz. Il tecnico lo sprona
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MILANO - C'era una volta il colpo del mercato: Charles De Ketelaere, 21 anni, grande talento belga pagato dal Milan al Bruges la non modica cifra di 35 milioni di euro. C'era una volta, ma mica tanto, perché era appena lo scorso settembre e tutti attendevano mirabilie dal lungagnone biondo col numero 90, dati il suo curriculum e la sua tecnica. Sono passati due mesi e lo scenario è completamente cambiato. A meno di una settimana dal viaggio in Qatar col Belgio, in cui è precipitato nelle gerarchie interne, De Ketelaere è diventato un rincalzo del Milan. E Cremona, la penultima chiamata della squadra prima del Mondiale per lui potrebbe essere davvero l'ultima, tra l'altro complicata dalla probabile panchina. Se scendesse in campo a partita in corso, dovrebbe sfruttare l'imprecisato tempo concesso per convincere la crescente schiera dei detrattori di non essere un flop. Pioli non ha svelato pubblicamente quanti saranno i minuti che gli con…

MILANO - C'era una volta il colpo del mercato: Charles De Ketelaere, 21 anni, grande talento belga pagato dal Milan al Bruges la non modica cifra di 35 milioni di euro. C'era una volta, ma mica tanto, perché era appena lo scorso settembre e tutti attendevano mirabilie dal lungagnone biondo col numero 90, dati il suo curriculum e la sua tecnica. Sono passati due mesi e lo scenario è completamente cambiato. A meno di una settimana dal viaggio in Qatar col Belgio, in cui è precipitato nelle gerarchie interne, De Ketelaere è diventato un rincalzo del Milan. E Cremona, la penultima chiamata della squadra prima del Mondiale per lui potrebbe essere davvero l'ultima, tra l'altro complicata dalla probabile panchina. Se scendesse in campo a partita in corso, dovrebbe sfruttare l'imprecisato tempo concesso per convincere la crescente schiera dei detrattori di non essere un flop. Pioli non ha svelato pubblicamente quanti saranno i minuti che gli concederà e se gli preferirà ancora Brahim Diaz: " L'allenamento servirà per capire le condizioni della squadra. Ma non è importante la quantità dei minuti che si giocano, è importante la qualità". 

Pioli lo aspetta, ma non troppo     

Le condizioni teoriche sono le migliori possibili, in teoria certamente più di quelle della partita con la Fiorentina. Ma anche se l'avversario è apparentemente più morbido, Pioli, che dello stadio di Cremona ha un bel ricordo ("lì ho segnato il mio unico gol in A"), non può permettersi di aspettare troppo a lungo la resurrezione dell'immalinconito Charles e comunque esclude che abbia perso un po' di istintività per via delle consegne tattiche, connaturate al calcio italiano: "Fino a un certo punto i nostri trequartisti hanno libertà. Charles, quando noi abbiamo la palla, deve fare quello che si sente e collaborare con i compagni. Poi, ovviamente, senza palla ha dei punti di riferimento da rispettare". Nella trasferta di Cremona, anticipo della quattordicesima giornata, il Milan deve per forza rispondere presente: se non lo fa, c'è il fondato rischio che il Napoli scappi ancora più lontano degli attuali sei punti. E d'accordo che a gennaio poi ci saranno altre ventitré giornate per recuperare, però ai campioni d'Italia conviene tentare di accorciare subito il distacco o almeno contenerlo al livello attuale, per evitare una ripartenza troppo a handicap: "Io mi aspettavo un campionato equilibrato, l'avevo detto subito. Ma nessuno si aspettava che il Napoli facesse così tanti punti. Dobbiamo restare attaccati a loro". Pioli, più che confortato dalla doppia vittoria col Salisburgo e con lo Spezia, non teme inciampi con la Cremonese. E anche se le assenze forzate sono pesanti (gli squalificati Hernandez e Giroud si aggiungono a Maignan, Calabria, Saelemaekers, Florenzi e ovviamente Ibrahimovic), ribadisce la nota tesi: la parola turnover a lui non piace, perché non esistono titolari e riserve. Ne sarebbe una conferma il ballottaggio più chiaro, quello tra Rebic e Origi per sostituire Giroud: "Stiamo giocando tantissimo e il dispendio di energie, mentali e fisiche, è alto. Quando abbiamo avuto quattro attaccanti a disposizione, li abbiamo fatti ruotare in modo da tenere il livello alto. E anche il recupero di Ibra sta procedendo bene".

Finora niente gol e solo un assist   

Tuttavia esistono evidentemente giocatori più o meno affidabili e De Ketealere non appartiene in questo momento alla prima categoria, nell'avvio di stagione quanto meno sfortunato per i belgi del Milan (Origi è stato a lungo fermo per la tendinite e poi non ha ancora ingranato, Saelemaekers ha cominciato con due gol nelle prime due partite, ma poi si è infortunato e tornerà nel 2023). La vicenda del giovane eclettico sta destando allarme anche nell'ambiente della Nazionale di Martinez, dove si parla apertamente di involuzione del campione annunciato e di crisi psicologica. Le tre panchine consecutive in campionato e il rendimento finora mediocre (nessun gol, un solo assist) non sono sfuggiti allo staff del ct, allarmato soprattutto dall'evidente segnale di sfiducia e dall'annesso contraccolpo sul morale di un ragazzo che fino a quest'estate aveva sempre vissuto nella bolla calcistica del Bruges, di cui era la stella. Non gli ha giovato il precoce paragone con Kakà, dopo le prime discrete apparizioni con la maglia del Milan: l'attesa è cresciuta a dismisura e le marcature strette, in serie A, hanno fatto il resto, oltre all'etichetta stessa di eclettico: chi sa ricoprire troppi ruoli (i suoi: trequartista, esterno d'attacco, anche prima o seconda punta) finisce a volte per non brillare in nessuno.

Il giudizio di Mulder: "In A sembra infelice"

Sul tema si sprecano ormai le disquisizioni, tecniche e pure filosofiche. L'olandese Jan Mulder, ex calciatore degli anni Settanta poi diventato scrittore, ha usato l'aggettivo rivelatore: "Questo ragazzo dà l'impressione di essere infelice: è un introverso, in un mondo difficile come quello del calcio". L'ex nazionale belga Marc Degryse ha illustrato l'unica ricetta possibile: "Deve giocare. Nemmeno in Qatar, a questo punto, sarà una pedina base. Ma non c'è dubbio che meriti il Mondiale, per quello che ha dimostrato negli ultimi due anni". I più perfidi annotano che finora ha giocato di più il suo omonimo Yoran De Ketelaere, ventiduenne portiere dell'Harelbeke, quarta serie belga, sette partite su sette. Ma al di là dei sarcasmi, in verità, una soluzione tattica potrebbe presto affacciarsi a Milanello. Pioli ha schierato De Ketelaere anche da punta, con scarso esito, e gli ha ultimamente preferito per la posizione di trequartista sia Diaz, che ha ripagato l'allenatore con gol e giocate di alto livello, sia in Champions Krunic, che col Salisburgo è stato di fatto il terzo di centrocampo in aiuto a Tonali e Bennacer, guidando un pressing efficace e raccordando mediana e attacco.

La possibile svolta tattica: un impiego alla Krunic?

Proprio le eccellenti partite di Krunic, che è sempre più presente sotto porta e al tiro (gol col Salisburgo, incrocio dei pali colpito con lo Spezia, dove ha giocato più arretrato), indicano la possibile strada tattica per ritrovare le qualità del talento smarrito. Nel 3-4-1-2 che Pioli sta applicando volentieri - per liberare Hernandez sulla fascia in fase offensiva, sgravandolo da troppi compiti difensivi, e per concedere a Leao la massima licenza di attaccare - le caratteristiche tecniche e atletiche del numero 90, particolarmente adatto al pressing e allo sfruttamento del recupero del pallone in zona molto avanzata, potrebbero trovare l'esatta collocazione, al limite in futuro anche da interno come Tonali, Bennacer e lo stesso Krunic arretrato ad esempio con lo Spezia in mediana? Pioli chiarisce il suo attuale punto di vista: "Tutto dipende dalle partite e da quale tipo di centrocampisti voglio schierare. C'è una bella differenza tra i trequartisti e Krunic. Che è un giocatore di inserimento, più un centrocampista di lavoro, intelligente e disponibile. Su Rade ho un giudizio solamente positivo". De Ketelaere, dunque, per ora rimane essenzialmente un centrocampista avanzato. Del resto il Milan, attingendo alla fresca esperienza con Leao e Tonali che stentarono un po' all'inizio della loro avventura milanista, resta convinto che De Ketelaere sia un colpo di mercato. Cremona potrebbe essere il luogo adatto per cominciare a dimostrarlo.