Inter-Bologna 6-1: nerazzurri al festival del gol
di Franco Vanni , di Franco VanniMILANO - Questa volta no. L’Inter contro il Bologna è andata in svantaggio ma non s’è disunita. Dopo essere finita sotto di un gol ha trovato l’energia per ribaltare il risultato e vincere la partita dilagando. Sei gol al Bologna, come lo scorso anno. In questa Serie A i nerazzurri non avevano mai portato a casa punti quando a segnare per primi erano stati gli avversari. È successo in una partita pericolosa, più per la cabala che per i valori in campo. Furono i rossoblù, lo scorso 27 aprile al Dall’Ara, a svegliare l’Inter dai sogni di scudetto.
Questa volta i nerazzurri, solo apparentemente intontiti dalla tranvata del 2-0 subito allo Stadium, hanno saputo rialzarsi e colpire di rimessa. Una buona notizia per Inzaghi e Marotta, che nei giorni scorsi si sono dannati per spiegarsi i chiari di luna di una squadra capace di grandi partite e preoccupanti amnesie. Soprattutto nei big ma…
MILANO - Questa volta no. L’Inter contro il Bologna è andata in svantaggio ma non s’è disunita. Dopo essere finita sotto di un gol ha trovato l’energia per ribaltare il risultato e vincere la partita dilagando. Sei gol al Bologna, come lo scorso anno. In questa Serie A i nerazzurri non avevano mai portato a casa punti quando a segnare per primi erano stati gli avversari. È successo in una partita pericolosa, più per la cabala che per i valori in campo. Furono i rossoblù, lo scorso 27 aprile al Dall’Ara, a svegliare l’Inter dai sogni di scudetto.
Questa volta i nerazzurri, solo apparentemente intontiti dalla tranvata del 2-0 subito allo Stadium, hanno saputo rialzarsi e colpire di rimessa. Una buona notizia per Inzaghi e Marotta, che nei giorni scorsi si sono dannati per spiegarsi i chiari di luna di una squadra capace di grandi partite e preoccupanti amnesie. Soprattutto nei big match e in trasferta. Il vero banco di prova sarà domenica a Bergamo, in casa di una Dea che ha 27 punti come l’Inter, ferita dalla sconfitta di Lecce. Ma intanto alla Pinetina ci si gode il momento, reso ancor più dolce dal pareggio a Cremona del Milan, che precede ad appena tre lunghezze.
L’Inter contro i rossoblù dell’ex Thiago Mossa si è presentata con l’onze de gala, al netto degli infortuni. La beffa: Lukaku potrebbe recuperare giusto per giocare il Mondiale col Belgio. A propiziare le prime due reti, una per parte, sono state altrettante deviazioni di Lykogiannis, che prima ha dirottato in gol un tiro senza pretese di Orsolini, poi ha servito Dzeko, che al volo ha segnato il suo primo gol a San Siro in questo campionato. Il raddoppio lo ha firmato Dimarco, calciando una punizione fischiata per un inesistente fallo di Lucumì su Lautaro. E proprio il Toro ha segnato il 3-1, zittendo così le polemiche social per una serata passata in discoteca a festeggiare il compleanno della compagna. A 25 anni la discoteca libera la testa, ed è proprio con quella che l’argentino ha girato in porta un corner di Calhanoglu. Nel secondo tempo Motta al posto dell’ammonito Lucumì ha messo in campo il disgraziato Sosa, che si è lasciato scappare Dimarco, di nuovo in gol, e ha toccato la palla di mani in area regalando un rigore, concesso al Var. Calhanoglu, a cui Lautaro ha lasciato l’onere di calciare, ha realizzato un record: per tre volte contro il Bologna ha servito assist e segnato nella stessa gara. Nel finale è arrivato anche il 6-1 di Gosens, e a rendere perfetta la serata interista è stata la conferma di Marotta prima del match: il rinnovo di Skriniar è vicino.
La curva nord non ha potuto esporre striscioni né suonare i tamburi, come punizione per quel che è successo durante la gara con la Sampdoria, quando i capi ultrà ordinarono ai tifosi del secondo anello verde di lasciare lo stadio, in segno di lutto per l’assassinio di Vittorio Boiocchi, pregiudicato e storica guida della curva interista. Prima della partita gli ultrà hanno distribuito un volantino in cui, oltre a esprimere affetto per “lo zio” Boiocchi, raccontano la loro versione dei fatti, molto differente da quella degli inquirenti. Per l’episodio sono stati emessi quattro Daspo e la procura di Milano ha aperto un’inchiesta. Quando la nord ha cantato “Vittorio uno di noi”, dagli altri settori si sono sentiti fischi.
Inter-Bologna 6-1 (3-1).
INTER (3-5-2): Onana, Skriniar, Acerbi, Bastoni, Dumfries (16' st Bellanova), Barella (29' st Gagliardini), Calhanoglu (14' st Asllani), Mkhitaryan, Dimarco (16' st Gosens), Dzeko, Lautaro (16' st Brozovic) All.: S.Inzaghi.
BOLOGNA (4-3-3): Skorupski, Posch, Soumaoro, Lucumi (1' st Sosa), Lykogiannis, Schouten, Medel (1' st Moro), Ferguson (16' st Soriano), Orsolini, Arnautovic (1' st Zirkzee), Barrow (29' st Vignato) All.: Thiago Motta.
Arbitro: Colombo di Como.
Reti: nel pt 22' Lykogiannis, 26' Dzeko, 36' Dimarco, 42' Lautaro; nel st 3' Dimarco, 14' Calhanoglu (R), 31' Gosens.
Angoli: 4-4.
Recupero: 2' e 2'.
Ammoniti: Arnauotivc, Lucumi, Orsolini e Sosa per gioco falloso, Lautaro e Medel per comportamento non regolamentare.
Spettatori: 69.312.