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Lazio-Monza 1-0: Romero porta i biancocelesti al 2° posto

Il gol di Romero (afp)
Il 17enne argentino, entrato nella ripresa, decide la sfida contro i brianzoli, nel finale torna in campo Immobile. La squadra di Sarri aggancia il Milan
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ROMA - La favola di Luka Romero. Questo ragazzino di 17 anni - primo 2004 a segnare in serie A -, amato dal pubblico laziale anche se fino a stasera non si era visto granché, nato a Durango, in Messico, ma già convocato con l'Argentina di Scaloni, ha fatto impazzire l'Olimpico e regalato alla Lazio il secondo posto. Agganciato il Milan a quota 30. Soprattutto, le ha fatto vincere una partita sporca, non proprio la specialità della casa, contro l'organizzatissimo Monza di Palladino. Succede tutto al 25' della ripresa, con la squadra di Sarri che da un po' cercava di spingere sull'acceleratore ma senza successo: un bella percussione di Basic, all'improvviso, il cross basso per Pedro che s'inventa un rasoterra di sinistro al cianuro, Di Gregorio para ma non trattiene - colpevolmente - e sulla palla si avventa Romero che la scaraventa in rete. Subito gli saltano addosso tutti i compagni per festeggiarlo, Luka è la mascotte del gr…

ROMA - La favola di Luka Romero. Questo ragazzino di 17 anni - primo 2004 a segnare in serie A -, amato dal pubblico laziale anche se fino a stasera non si era visto granché, nato a Durango, in Messico, ma già convocato con l'Argentina di Scaloni, ha fatto impazzire l'Olimpico e regalato alla Lazio il secondo posto. Agganciato il Milan a quota 30. Soprattutto, le ha fatto vincere una partita sporca, non proprio la specialità della casa, contro l'organizzatissimo Monza di Palladino. Succede tutto al 25' della ripresa, con la squadra di Sarri che da un po' cercava di spingere sull'acceleratore ma senza successo: un bella percussione di Basic, all'improvviso, il cross basso per Pedro che s'inventa un rasoterra di sinistro al cianuro, Di Gregorio para ma non trattiene - colpevolmente - e sulla palla si avventa Romero che la scaraventa in rete. Subito gli saltano addosso tutti i compagni per festeggiarlo, Luka è la mascotte del gruppo: attenzione però, lo spogliatoio è innamorato di questo ragazzo, 18 anni il 18 novembre ("Un meraviglioso regalo di compleanno", dirà), soprattutto per il talento abbinato alla determinazione non comune. "Mai visto uno di 16 anni allenarsi con questa ferocia, con questa fame", aveva detto di lui Sarri lo scorso anno. 

Preso a parametro zero, ma ora serve il rinnovo

Soffiato dal ds Tare a tanti club importanti d'Italia e d'Europa nell'estate 2021, Romero è arrivato a parametro zero dal Maiorca. Pur di portarlo in biancoceleste, la Lazio ha accettato di vincolarlo solo per due anni: il contratto scade il 30 giugno 2023, quei club da tempo sono tornati in pressing e il rischio di perderlo, per la società di Lotito, è tuttora concreto. "Ma io qui sto bene, voglio restare", sottolinea Romero: allora la Lazio spera che le trattative per il rinnovo si concludano con l'happy end. Ovvio che l'ingaggio da 400mila euro dovrà essere raddoppiato. Le sue doti migliori? Il dribbling secco, la velocità nel breve, il tiro mancino. E quella ferocia agonistica che ha subito colpito Sarri. Questo gol, il primo in Serie A, Romero non lo dimenticherà mai: alla fine della partita ha portato l'aquila Olympia sul braccio sotto la curva Nord, con il sorriso acceso per un tempo indefinito. Negli spogliatoi, l'attaccante tascabile della Lazio ha ricevuto i complimenti di Lotito, che con il suo gol ha vinto il derby di Forza Italia con Berlusconi, anche se in tribuna all'Olimpico c'era solo Galliani.

Riecco Immobile

Nel finale, al 41', è entrato Immobile, assente dal 16 ottobre: il centravanti della Lazio spera di giocare dall'inizio nella grande sfida di domenica allo Stadium contro la Juve quarta in classifica. Ci sarà da divertirsi, sicuro. E comunque vada, la squadra di Sarri può essere soddisfatta del suo cammino in campionato, e non solo perché arriverà alla sosta davanti alla Roma. Il lavoro del tecnico toscano, nel senso dell'organizzazione, si nota anche quando le partite sono complicate come questa contro il Monza: addirittura nove le gare chiuse con la porta inviolata. C'è stata anche un po' di fortuna, va detto, perché al 13' Petagna aveva portato in vantaggio i suoi con un meraviglioso colpo di tacco: gol annullato dal Var per un fuorigioco millimetrico. Senza Zaccagni e con Milinkovic sotto tono (la testa al Mondiale?), la Lazio aveva faticato moltissimo a trovare spazi contro il 3-5-2 armonico di Palladino. Solo un'occasione nel primo tempo, con Vecino su assist di Anderson, l'uomo-derby, alla sesta partita di fila da falso 9. Non è entrato Luis Alberto, cessione possibile a gennaio. Poi, nella ripresa, la zampata di baby Romero, il salto al secondo posto, la festa.

Lazio-Monza 1-0 (0-0)
Lazio (4-3-3): Provedel; Lazzari (27' pt Marusic), Casale, Romagnoli, Hysaj; Milinkovic, Marcos Antonio (16' st Cataldi), Vecino (16' st Basic); Cancellieri (1' st Romero); Felipe Anderson, Pedro (42' st Immobile). (1 Maximiano; 31 Adamonis, 34 Gila, 26 Radu, 16 Kamenovic, 10 Luis Alberto, 50 Bertini). All.:
Sarri.
Monza (3-4-2-1): Di Gregorio; Donati (13' st Marlon), Caldirola, Izzo (34' st Carboni); Ciurria, Ranocchia, Machìn (13' st Rovella), Carlos Augusto; Pessina, Colpani (27' st Caprari); Petagna (27' st Gytkjaer). (89 Cragno, 91 Sorrentino, 8 Barberis, 10 Valoti, 19 Birindelli, 25 Ferrarini, 26 Antov, 38 Bondo, 77 D'Alessandro, 80 Vignato). All.: Palladino.
Arbitro: Santoro di Messina.
Reti: nel st Romero al 25'.
Ammoniti: Donati, Marusic per gioco falloso, Casale per comportamento antisportivo.
Angoli: 4-3 per la Lazio.
Recupero: 2' e 4'.
Spettatori: 35mila circa