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Il Milan e il nodo rinnovi, si complica la strada per Leao e Bennacer

Rafael Leao (agf)
Dopo il lieto fine con Kalulu, il club rossonero alle prese con le trattative per l'attaccante portoghese e il centrocampista algerino. Intesa tutta da trovare, "colpa" di scudetto e Champions e della concorrenza di Premier League e Real Madrid
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MILANO - Il rinnovo del contratto di Pierre Kalulu è il felice seguito di una storia di mercato esemplare, ai tempi della globalizzazione in cui scovare un talento semisconosciuto è ormai praticamente impossibile: una favola col lieto fine. Ma il  ventiduenne difensore francese - entrato nel 2020 nella rosa del Milan da perfetto carneade costato soltanto 480 mila euro di premio di valorizzazione al Lione, che non ne aveva capito le potenzialità e mai lo aveva schierato in prima squadra - rappresenta un'eccezione anche dal punto di vista della trattativa: nel suo caso è stato fisiologico l'adeguamento del contratto, portato da 600mila euro netti l'anno a 2 milioni più bonus. Dopo quelli di Theo Hernandez, Tonali e Tomori, c'è un altro matrimonio che si allunga. Restano invece decisamente più difficili e laboriose le trattative per prolungare gli accordi con due pilastri della squadra di Pioli, Leao e Bennacer.

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MILANO - Il rinnovo del contratto di Pierre Kalulu è il felice seguito di una storia di mercato esemplare, ai tempi della globalizzazione in cui scovare un talento semisconosciuto è ormai praticamente impossibile: una favola col lieto fine. Ma il  ventiduenne difensore francese - entrato nel 2020 nella rosa del Milan da perfetto carneade costato soltanto 480 mila euro di premio di valorizzazione al Lione, che non ne aveva capito le potenzialità e mai lo aveva schierato in prima squadra - rappresenta un'eccezione anche dal punto di vista della trattativa: nel suo caso è stato fisiologico l'adeguamento del contratto, portato da 600mila euro netti l'anno a 2 milioni più bonus. Dopo quelli di Theo Hernandez, Tonali e Tomori, c'è un altro matrimonio che si allunga. Restano invece decisamente più difficili e laboriose le trattative per prolungare gli accordi con due pilastri della squadra di Pioli, Leao e Bennacer.

Theo, Tonali e Tomori ok, ma ora restano due casi

È l'effetto scudetto e Champions. Vincere aiuta a vincere, secondo massima calcistica che nella circostanza specifica si è tradotta nella crescente autostima dei giocatori e nella qualificazione alla fase a eliminazione diretta del massimo torneo per club dopo nove anni. Però vincere aiuta anche i calciatori e i loro procuratori a chiedere stipendi più alti, grazie alle offerte ricevute da una concorrenza sempre più spietata. E mette la società nelle condizioni di dovere scegliere: o esaudisce la richiesta di aumento, creando l'inevitabile effetto domino per il quale tutti presto o tardi esigono di guadagnare di più, oppure dice di no e rischia di perdere i migliori talenti, non necessariamente a parametro zero come è accaduto con Donnarumma e Kessié, portati alla scadenza del contratto e fuggiti al Psg r al Barcellona.

Le tentazioni di Rafa e Isma

Traduzione: per Bennacer e Leao, che attualmente hanno contratti praticamente gemelli sia per entità (1,5 milioni contro 1,4) sia per durata (scadenza 30 giugno 2024). E se le complicazioni per Leao sono note, quelle per Bennacer sono diventate chiare. Per Rafa e Isma, come li chiamano a Milanello per via dei diminutivi, le tentazioni non mancano. Il centrocampista algerino ha fatto bellissima figura in Champions, così adesso piace ancora più di prima in Premier League, soprattutto a Liverpool e Chelsea. Potrebbe dunque non bastare, per convincerlo a rimanere a Milanello, la prospettiva di triplicare quasi l'ingaggio attuale (da 1,5 milioni a 4 più bonus). Per l'attaccante portoghese Maldini e Massara sono disposti a un sacrificio superiore, arrivando a 6 milioni. Ma la solita Premier League - mezza Inghilterra vuole il gioiello portoghese e anche il Real Madrid è in corsa - offre di più. Contribuisce alla confusione la scabrosoa situazione collaterale, con due procuratori (l'avvocato francese Dimvula e il potente Mendes) e con la sanzione da 20 milioni che il giovane Rafa deve pagare allo Sporting Lisbona. Il divorzio a gennaio non rientra nella logica del Milan, che a febbraio si gioca i quarti della Champions col Tottenham di Conte, né del diretto interessato, che dopo il Mondiale non vorrebbe più essere il diciannovesimo della rosa per stipendio. A giugno, invece, tutto diventa possibile, a meno che un sussulto nella trattativa non porti a realizzare il desiderio di Maldini: che Leao firmi prima della partenza per il Qatar. Mancano però pochissimi giorni.

Il monte ingaggi da difendere

La questione è anche di filosofia finanziaria. Il Milan del fondo Elliott e dell'ad Gazidis, che il 5 dicembre saluterà Milano, ha fatto del risanamento dei conti e del contenimento dei costi (monte stipendi a inizio stagione 54 milioni netti) il suo fiore all'occhiello. E il nuovo Milan dell'altro fondo americano Red Bird di Cardinale e del nuovo ad Furlani, che da Elliott proviene, non sembra incline a cambiare rotta. Lo scudetto ha premiato la scelta di non svenarsi per vincere, tanto più che le vittorie di questa stagione sono arrivate senza un grande contributo dei nuovi acquisti, su tutti De Ketelaere e Origi. Se però la squadra vince, per trattenere i più forti bisogna alzare il monte stipendi. Se non vince, peraltro, sempre i più forti possono lasciarsi tentare dalle sirene dei grandi club d'Europa. Il rebus è davvero complicato.

La segnalazione di Mijatovic

Per ora conviene registrare la capacità di individuare il talento dove gli altri non lo vedono. La storia di Kalulu è poco nota nei dettagli. Nella primavera del 2019 l'ex campione montenegrino Predrag Mijatovic, che collaborava col procuratore croato Vlado Lemic, segnalò allo staff dirigenziale sportivo di allora - Boban, Maldini e Massara - il dinoccolato difensore. La spedizione per visionarlo fu immediata e bastò a Maldini per il via libera all'acquisto nel 2020, quando il Lione non aveva ancora fatto giocare Kalulu in prima squadra. Ma in fondo anche Leao e Bennacer, per i quali Boban volle fissare la clausola rescissoria rispettivamente di 150 e 50 milioni, non erano molto considerati, quando arrivarono da Lille ed Empoli. Per essere sdoganati dai tifosi stessi (c'era chi chiedeva la cessione di Leao a vsntaggio del norvegese Hauge), ci hanno messo un bel po'  Oggi tutti li vogliono e il Milan è costretto a laboriose trattative con loro: è l'effetto scudetto.