Pioli avverte il Milan, vietato pensare al Mondiale: "Questa classifica non ci piace, non vogliamo arrenderci"
di Enrico Currò , di Enrico CurròMILANO - Il Mondiale sarà la lunga parentesi tra le due porzioni del campionato più anomalo della storia. Ma intanto, prima che la parentesi si apra, c'è un'ultima giornata da giocare. E Pioli non vuole scherzi: nessuno deve avere già la testa in Qatar. Così ha intimato alla squadra di battere la Fiorentina, perché il distacco di otto punti dal Napoli non si dilati e non trasformi la ripresa di gennaio in una ripartenza troppo a handicap, con gli avversari irrimediabilmente in fuga: lo 0-0 con la Cremonese lo ha infastidito: "Lo considero il peccato originale. Questa classifica non ci piace. L'anomalia del Mondiale in questo periodo della stagione è evidente: non si è mai giocato così tanto e chiuso così presto la prima parte del campionato. Ma io credo che le parole giuste siano professionalità, serietà, affidabilità. Noi ne abbiamo in abbondanza. E abbiamo la possibilità…
MILANO - Il Mondiale sarà la lunga parentesi tra le due porzioni del campionato più anomalo della storia. Ma intanto, prima che la parentesi si apra, c'è un'ultima giornata da giocare. E Pioli non vuole scherzi: nessuno deve avere già la testa in Qatar. Così ha intimato alla squadra di battere la Fiorentina, perché il distacco di otto punti dal Napoli non si dilati e non trasformi la ripresa di gennaio in una ripartenza troppo a handicap, con gli avversari irrimediabilmente in fuga: lo 0-0 con la Cremonese lo ha infastidito: "Lo considero il peccato originale. Questa classifica non ci piace. L'anomalia del Mondiale in questo periodo della stagione è evidente: non si è mai giocato così tanto e chiuso così presto la prima parte del campionato. Ma io credo che le parole giuste siano professionalità, serietà, affidabilità. Noi ne abbiamo in abbondanza. E abbiamo la possibilità di dimostrare ancora una volta chi siamo".
L'avvertimento a Leao
In realtà il rischio del pensiero fisso sul Mondiale vale principalmente per quattro giocatori: Hernandez, Giroud, Leao e Kjaer, che nel Milan sono titolari e che in teoria potrebbero inconsciamente risparmiarsi con la Fiorentina, per timore di un infortunio alla vigilia del loro viaggio in Qatar. Per gli altri tre (il deludente De Ketelaere, Dest e Ballo-Touré) il ruolo di riserve nel club rende meno vistoso il potenziale pericolo (l'infortunato Saelemaekers è tra le riserve del Belgio). Di sicuro l'allenatore, deluso dal pessimo secondo tempo con la Cremonese, non vuole distrazioni esterne: "Fallisce solo chi si arrende e noi vogliamo fare più punti dell'anno scorso, anche perché farne di meno vorrebbe dire non vincere lo scudetto. Il 2022 è stato un anno bellissimo. Continuo a pensare che stare a Milanello sia meglio che stare fuori, ma io sono più preoccupato nel gestire gli elogi che le critiche: quelle per la partita di mercoledì, alla squadra e naturalmente a me, sono legittime".
Per Leao - stretto tra le ultime prestazioni non all'altezza della fama e la panchina iniziale a Cremona, ma certamente condizionato anche dalla vicenda del rinnovo del contratto, che a questo punto non potrà più arrivare prima della partenza col Portogallo per il Qatar - c'è una postilla personale: "Non è così facile mantenere sempre lo stesso livello, giocando così tanto. Però uno con le potenzialità di Rafa deve riuscirci".
Il rebus difesa a tre
A San Siro, dove ci sarà ancora una volta il tutto esaurito, l'allenatore chiede che siano appunto i titolari a riprendere il filo dell'insegnamento al Napoli. L'esperimento di Cremona - il via libera alla seconda schiera, favorito anche dalle squalifiche di Hernandez e Giroud - è fallito. Origi & C tornano in panchina e tocca di nuovo ai soliti noti, a partire da Leao. Il solo dubbio di formazione sembra legato, sulla fascia destra, al sostituto di Messias, che si è infortunato in allenamento: una disdetta, visto il rendimento del brasiliano, che si stava adattando molto bene ai compiti del tornante nel 3-4-1-2, il sistema ultimamente scelto da Pioli anche per valorizzare meglio Hernandez, delegandogli il completo utilizzo della fascia sinistra. La verosimile presenza contemporanea di Brahim Diaz a destra e di Krunic al centro (De Ketelaere sembra partire ancora dietro nella gerarchia) lascia immaginare un modulo fluido, oscillante tra la linea difensiva a tre e quella a quattro contro la Fiorentina di Italiano, che ha ripreso il cammino giusto e ha ritrovato il gusto per le giocate spensierate in attacco: "La difesa a tre l'abbiamo usata nelle ultime partite, ma conta di più l'avvio dell'azione. Abbiamo grandissimo rispetto per la Fiorentina ma dobbiamo rimanere concentrati sulla nostra prestazione. Siamo noi che possiamo determinare il nostro gioco: quando ci riusciamo, il più delle volte portiamo a casa il risultato".
Riprendere la corsa scudetto
Non sono dunque le questioni tattiche la priorità di Pioli, preoccupato piuttosto dalla necessità di riprendere in campionato il ritmo migliore, rallentato dalle trasferte di Torino e Cremona. In casa il curriculum è ottimo: sei vittorie e una sola sconfitta (col Napoli). Se battessero la Fiorentina, i campioni d'Italia attenuerebbero l'effetto trasferta, arrivando alla quindicesima giornata con due soli punti in meno dell'anno scorso: nulla di drammatico, né di compromettente nella corsa per lo scudetto, anche se lo scatto in avanti del Napoli è stato eccezionale: "Vogliamo fare più punti dell'anno scorso, lo ripeto. E non ci vogliamo arrendere. Secondo me questo è un Milan forte: se più o meno forte dell'anno scorso, sta a noi dimostrarlo. Non siamo ancora al momento dei bilanci. Dobbiamo puntare a superare i punti dell'anno scorso. Fallisce solo chi si arrende, fallisce solo chi rinuncia a dare il meglio e ancora più del meglio di quello che ha. E noi non vogliamo assolutamente fallire".
Già pronto il programma per il ritiro invernale
Ma il nodo, in fondo, resta sempre il Mondiale, che potrebbe avere lasciato troppa delusione in chi ne è rimasto escluso. Tomori e Kalulu speravano di andarci, Maignan pure (ma è infortunato e sa che il mancato viaggio a Doha è dipeso solo da questo), Origi coltivava una vaga speranziella, mentre Rebic sapeva già di essersi autoescluso per lo scontro col ct Dalic. La capacità di reazione alla frustrazione sarà fondamentale, ma in quel senso non mancano gli esempi virtuosi. Tonali, Bennacer e Krunic - e in fondo lo stesso Ibrahimovic, che fa di tutto per tornare a gennaio - hanno avuto tutto il tempo per metabolizzare l'idea di non potere partecipare al Mondiale e si sono concentrati sul Milan. Sono diventati loro i trascinatori, in questa strana stagione spezzata: "A chi andrà al Mondiale farò un in bocca al lupo. Chi non è stato scelto avrà ancora più motivazioni per potere mostrare le sue qualità, le sue capacità. De Ketalaere? Il Mondiale per un giocatore è il massimo. Mi auguro che lui faccia benissimo e che torni con grande positività, motivazione e ottimismo". Il ritiro a Dubai, dall'11 al 20 dicembre, sarà importante: "Avremo un'organizzazione molto dettagliata, con diversi gruppi di lavoro. Per chi andrà ai Mondiali sarà una gestione molto soggettiva. Ibrahimovic: non abbiamo ancora deciso se verrà con noi". Negli Emirati ci sarà invece Maignan, dopo il mancato recupero per il Qatar: "Sta meglio, ma non è ancora pronto per giocare con la Fiorentina". Ed è per questo che il ct francese Deschamps lo ha bocciato.