Atalanta-Inter 2-3: Dzeko trascina i nerazzurri
dal nostro inviato Emanuele Gamba , dal nostro inviato Emanuele GambaBERGAMO - L'Inter ha vinto di misura la sfida tra squadre imperfette e molto difettose: ci sono stati tanti gol di mezzo, come sempre quando i milanesi giocano in trasferta, e molte emozioni di conseguenza, ma il derby nerazzurro non ha proposto buon calcio, non certo quello che le due formazioni sono in grado di mettere in scena. Il 3-2 finale dice quasi tutto: parla di cinque gol cui hanno ampiamente contribuito gli errori delle difese e della difficoltà di Inzaghi e Gasperini a gestire le partite con freddezza, con autorevolezza, con maturità. In definitiva ha vinto chi ha sbagliato bene e non è una nota di merito.
<< La cronaca della partita >>
Inter, mezzora di niente
All'Inter è andata bene, perché fino al gol di Dzeko non aveva fatto niente, zero di zero. In principio ci aveva provato con i lanci lunghi, e poteva anche essere una buona soluzione, per scavalcare la pressione a centrocampo delle marcature fisse bergamasche…
BERGAMO - L'Inter ha vinto di misura la sfida tra squadre imperfette e molto difettose: ci sono stati tanti gol di mezzo, come sempre quando i milanesi giocano in trasferta, e molte emozioni di conseguenza, ma il derby nerazzurro non ha proposto buon calcio, non certo quello che le due formazioni sono in grado di mettere in scena. Il 3-2 finale dice quasi tutto: parla di cinque gol cui hanno ampiamente contribuito gli errori delle difese e della difficoltà di Inzaghi e Gasperini a gestire le partite con freddezza, con autorevolezza, con maturità. In definitiva ha vinto chi ha sbagliato bene e non è una nota di merito.
<< La cronaca della partita >>
Inter, mezzora di niente
All'Inter è andata bene, perché fino al gol di Dzeko non aveva fatto niente, zero di zero. In principio ci aveva provato con i lanci lunghi, e poteva anche essere una buona soluzione, per scavalcare la pressione a centrocampo delle marcature fisse bergamasche, ma poi è diventato un inutile esercizio di retorica: stava per funzionare una mossa a sorpresa (da Onana direttamente a Dimarco, che aveva lasciato la fascia e s'era proiettato in posizione di centravanti per destabilizzare la difesa atalantina, e c'era quasi riuscito), ma poi l'interessante idea non ha avuto seguito e l'Inter s'è limitata ad aspettare all'Atalanta e a tocchettare gioco monocorde prevalentemente nella propria metà campo.
Il rigore di Lookman e l'ingenuità di De Vrij
Magari Inzaghi non supponeva che Gasperini cambiasse l'assetto tattico dei suoi, schierati con il 4-2-3-1 (Scalvini a centrocampo e Koopmeiners largo a destra), fatto sta che l'Atalanta, pur brillando molto poco, s'è trovata ad attaccare quasi per inerzia e per inerzia a passare in vantaggio: prima ha impegnato due volte nel giro di un minuto (15' e 16') Onana con un sinistro di Koopmeiners (gran parata) e un colpo di testa di Palomino, poi si è guadagnata il rigore del vantaggio con Zapata, sgambettato in area da De Vrij senza che ci fosse nessuna situazione di pericolo che inducesse a quell'azione. Dal dischetto ha trasformato Lookman, tuttavia meno a suo agio nel muoversi largo a sinistra.
Le urla di Inzaghi a Dumfries
L'Inter non ha reagito. Ha smesso di lanciare e ha insistito nel tocchettare, mentre Inzaghi ingaggiava una furibonda disputa a distanza con Dumfries, invitato a più riprese a tenere una posizione molto più avanzata (e poi rimproverato, dopo che l'olandese gli ha dato retta, per la distratta lentezza nei rientri). L'Inter, difatti, ha sempre tenuto un baricentro troppo basso in barba alle significative indicazioni urlate e mimate da Inzaghi, non ha mai attaccato con un fronte offensivo a quattro, per cui le sgroppate sulla sinistra di Dimarco, uno dei pochi propositivi, non venivano mai assecondate da quelle contemporanee di Dumfries dall'altra parte.
Dzeko, pareggio alla prima occasione
L'Atalanta, però, non ha approfittato della situazione di vantaggio. Zapata è apparso ancora imbastito e i due esterni avanzati non sono quasi mai stati coinvolti nella manovra, malgrado fossero i due elementi di maggior qualità della squadra. Così anche il pareggio si può dire che sia arrivato per inerzia: cross dalla sinistra di Calhanoglu, splendida spizzicata aerea di Lautaro e incornata decisiva di Dzeko, che si era liberato dalla marcatura di Palomino, subito in campo dal primo minuto pochi giorni dopo essere assolto dall'accusa di doping per sostituire Toloi, che durante il riscaldamento si era bloccato per il mal di schiena.
Gasperini cambia, l'Inter segna
Con il pareggio, l'Inter è entrata in partita mentre l'Atalanta, che ne era uscita dopo l'1-0, ha continuato a starne misteriosamente fuori. Nell'intervallo Gasperini ha cambiato Scalvini con Malinovskyi per riportare Koopmeiners a centrocampo, ma ottenendo sostanzialmente un peggioramento. L'Inter ha invece alzato almeno un poco ritmi e baricentro, spingendo quel tanto che è bastato che sovrastare l'Atalanta. Il sorpasso l'ha confezionato Dimarco, che è fuggito sulla sinistra e poi ha crossato basso per Dzeko, marcato male da Maehle: un doppio rimpallo e la palla è finita in rete. Il 3-1 all'Atalanta stordita è arrivato invece da un corner battuto da Calahnoglu: anche in questo caso è stata decisiva la spizzata di Lautaro, che non sarà alto ma ha un tempismo e una coordinazione formidabili, poi corretta in rete dal goffo autogol di testa di Palomino.
Palomino, autogol e gol
L'argentino si è subito riscattato nell'altra area, segnando il 2-3 a capo di un'azione del tutto analoga alla precedente: Holjund ha prolungato di testa e l'argentino incornato un avvitamento, anticipando Skriniar e offrendo al pubblico un quarto d'ora palpitante, brutto e pieno di errori come è stata l'intera partita ma vivo e appassionante.
Sofferenza fino al 97'
Così l'Inter si è trovata nelle condizione di soffrire fino all'ultimo secondo dei sette minuti di recupero per resistere agli slanci d'orgoglio, ma sempre poco lucidi e molto pasticciati, dell'Atalanta, che però non è andata al di là di un finale di intensa pressione. È finita così una sfida brutta e divertente tra due squadre piene di difetti, che al momento restituiscono un unico verdetto: l'Atalanta, alla terza sconfitta consecutiva, deve mettere da parte ogni sogno di gloria e concentrarsi sulla rincorsa all'Europa minore. Cosa possa combinare l'Inter, invece, non lo sa proprio nessuno, a cominciare dagli interisti.
Atalanta-Inter 2-3 (1-1)
Atalanta (3-4-1-2): Musso; Demiral (23' st Okoli), Palomino, Scalvini (1' st Malinovskyi); Hateboer, Koopmeiners, Ederson, Maehle; Pasalic (38' st Boga); Zapata (23' st Hojlund), Lookman. (31 Rossi, 57 Sportiello, 19 Djimsiti, 21 Zortea, 22 Ruggeri, 93 Soppy). All.: Gasperini.
Inter (3-5-2): Onana; Skriniar, De Vrij, Bastoni (27' st Acerbi); Dumfries (27' st Bellanova), Barella, Calhanoglu, Mkhitaryan (35' st Brozovic), Dimarco (35' st Gosens); Dzeko, Lautaro (39' st Correa). (1 Handanovic, 21 Cordaz, 46 Zanotti, 5 Gagliardini, 14 Asllani, 45 Carboni). All.: S.Inzaghi.
Arbitro: Chiffi di Padova.
Reti: nel pt 24' Lookman (rig.), 36' Dzeko; nel st 11' Dzeko, 16' Palomino (aut.), 32' Palomino.
Angoli: 5 e 4 per l'Atalanta.
Recupero: 1' e 6'.
Ammoniti: De Vrij e Skriniar per gioco falloso, Onana per comportamento non regolamentare.
Spettatori: 19.353 per un incasso di 566.257,86 euro