Milan-Fiorentina 2-1: decide al 92' una autorete di Milenkovic
di Enrico Currò , di Enrico CurròIl formidabile 2022 del Milan, l’anno del diciannovesimo scudetto, del ritorno tra le prime sedici d’Europa e di San Siro di nuovo sempre pieno, si è chiuso con una vittoria contorta, machiavellica contro la Fiorentina, e tuttavia preziosissima, perché mantiene il distacco dal Napoli a otto punti: la ripartenza di gennaio sarà a handicap, però il solco non è un crepaccio.
Pioli ha lasciato lo stadio, al fischio finale, mentre la folla acclamava gli eroi dell’annata durante il giro d’onore, sintesi della resurrezione sportiva di una squadra che pareva ormai attorcigliata in un’irreversibile mediocrità. Maldini, l’artefice tecnico della ricostruzione, ha accostato con cognizione di causa il Milan attuale a quello dei suoi tempi gloriosissimi: “Il pareggio avrebbe cambiato la sosta di campionato e sarebbe stato una sconfitta. Questi giocatori hanno voglia di vincere…
Il formidabile 2022 del Milan, l’anno del diciannovesimo scudetto, del ritorno tra le prime sedici d’Europa e di San Siro di nuovo sempre pieno, si è chiuso con una vittoria contorta, machiavellica contro la Fiorentina, e tuttavia preziosissima, perché mantiene il distacco dal Napoli a otto punti: la ripartenza di gennaio sarà a handicap, però il solco non è un crepaccio.
Pioli ha lasciato lo stadio, al fischio finale, mentre la folla acclamava gli eroi dell’annata durante il giro d’onore, sintesi della resurrezione sportiva di una squadra che pareva ormai attorcigliata in un’irreversibile mediocrità. Maldini, l’artefice tecnico della ricostruzione, ha accostato con cognizione di causa il Milan attuale a quello dei suoi tempi gloriosissimi: “Il pareggio avrebbe cambiato la sosta di campionato e sarebbe stato una sconfitta. Questi giocatori hanno voglia di vincere come l’avevamo noi”. A febbraio le grandi manovre di riavvicinamento al tetto d’Europa cominceranno col Tottenham di Conte.
L’ultimo atto del 2022 ha offerto più emozioni che spettacolo, anche se Tonali ha inneggiato al pragmatismo: “Alla fine i tifosi non si ricordano se hai vinto giocando bene oppure male”. Dopo il precocissimo 1-0 di Leao al novantaduesimo secondo e il meritato pari della Fiorentina (deviazione fatale di Thiaw su girata di Barak, in campo dall’inizio per l’infortunio di Bonaventura nel riscaldamento), il guizzo del successo al novantaduesimo minuto (cross del neoentrato Vranckx, uscita maldestra di Terracciano, rimpallo e autogol di Milenkovic) è stato contestato dagli avversari, che avevano già protestato per una scivolata-recupero di Tomori su Ikoné e avrebbero segnato senza il salvataggio sulla linea, sempre di Tomori su tiro sempre di Ikoné. Pioli ha attinto a tutte le tattiche in dotazione. Accantonata la difesa a tre delle ultime giornate, a tre ha schierato stavolta il centrocampo, ruotando le posizioni del trio Bennacer-Tonali-Krunic tra primo e secondo tempo e approdando infine, attraverso gli innesti più o meno riusciti di Dest, Origi, Vranckx e Rebic, allo spericolato 4-2-4.
In questa sorta di partita di rugby, la meta l’ha ottenuta il Milan in una data assai infelice per il calcio italiano: il 13 novembre 2017, proprio a San Siro, lo 0-0 con la Svezia precluse alla Nazionale il Mondiale. Nessuno avrebbe immaginato la triste replica, che l’interruzione del campionato per il viaggio in Qatar di molti stranieri della serie A ha perfidamente sottolineato ieri. Giroud, Leao ed Hernandez non si sono risparmiati per timore di un infortunio, giocando per tutto il tempo da protagonisti. Invece Nico Gonzalez, l’argentino della Fiorentina che si è autoescluso per partire tranquillo, si è preso le censure del dg Barone e dell’allenatore Italiano. Tonali, atteso oggi dal raduno a Coverciano per le malinconiche amichevoli azzurre con Albania e Austria, ha messo il dito sulla piaga: “Fa male non essere al Mondiale e farà ancora più male per un mese. Ma è stata solo colpa nostra”.