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La sfida di Lotito: i debiti dei club spalmati in 60 rate per salvare il calcio

(ansa)
L’emendamento, in fondo al decreto Aiuti quater, è fortemente voluto dal senatore nonché presidente della Lazio, Claudio Lotito. Dovesse passare, scavalcherebbe il no all'operazione del ministro dello Sport Andrea Abodi
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L’emendamento salva calcio compare nella sera di venerdì in fondo al decreto Aiuti quater. Un paio di righette, fortemente sostenute dal senatore Claudio Lotito. Per anestetizzare la drammatica esposizione del calcio verso l’erario: 480 milioni di versamenti in scadenza il 22 dicembre, che rischiano di decretare il fallimento di almeno due squadre di Serie A e chissà di quante altre.  

Il decreto salva calcio: 60 rate senza sanzioni per i debiti 

L’emendamento all’articolo 13 del decreto prevedrebbe la possibile “rateizzazione fino a un massimo di 60 rate mensili di pari importo, con il versamento delle prime tre rate entro il 22 dicembre 2022”. In pratica: prendi il tuo debito, dividilo per 60, le prime tre parti le paghi subito e le altre comodamente in quasi cinque anni. Non solo. A questo, si aggiunge anche la moratoria della giustizia sportiva, perché “nelle more della conversione in legge del presente dec…

L’emendamento salva calcio compare nella sera di venerdì in fondo al decreto Aiuti quater. Un paio di righette, fortemente sostenute dal senatore Claudio Lotito. Per anestetizzare la drammatica esposizione del calcio verso l’erario: 480 milioni di versamenti in scadenza il 22 dicembre, che rischiano di decretare il fallimento di almeno due squadre di Serie A e chissà di quante altre.  

Il decreto salva calcio: 60 rate senza sanzioni per i debiti 

L’emendamento all’articolo 13 del decreto prevedrebbe la possibile “rateizzazione fino a un massimo di 60 rate mensili di pari importo, con il versamento delle prime tre rate entro il 22 dicembre 2022”. In pratica: prendi il tuo debito, dividilo per 60, le prime tre parti le paghi subito e le altre comodamente in quasi cinque anni. Non solo. A questo, si aggiunge anche la moratoria della giustizia sportiva, perché “nelle more della conversione in legge del presente decreto, non si applicano le sanzioni economiche, penali e sportive”. Insomma, un vero e proprio condono dei versamenti del calcio. E accanto a cui compare anche la proposta di modifica della legge Melandri, per vendere i diritti tv italiani non più su base triennale ma per 5 anni (anticipata da Repubblica).  

La sfida al governo: sostenerlo oppure no?

Se il testo del “salva calcio” passasse così com’è, crollerebbe anche il “niet” del ministro dello Sport Andrea Abodi, che soltanto un paio di settimane fa si era impegnato pubblicamente: “Non ci sarà alcuna rateizzazione”, aveva annunciato a metà novembre. Un impegno superato però adesso da questo testo, fortemente voluto da Forza Italia, ossia una delle forze di maggioranza, e osteggiato da molte forze politiche di opposizione. Da capire se il governo voglia davvero sostenerlo. O se sia solo la mossa, voluta da una parte politica, ma destinata al taglio al momento del voto.