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Mihajlovic, folla alla camera ardente in Campidoglio. Lotito: "Troppe malattie tra i giocatori"

Tanti appassionati in fila per salutare l'ex calciatore e allenatore morto venerdì di leucemia. Lunedì i funerali
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Incessante, composto, silenzioso. Senza sosta l'omaggio di tifosi, cittadini, amici e conoscenti alla camera ardente di Sinisa Mihajlovic, allestita nella sala della Protomoteca in Campidoglio. Già prima delle 10, orario di apertura, erano numerose le persone in fila per dare l'ultimo saluto all'ex calciatore e tecnico scomparso lo scorso venerdì a causa della leucemia che lo aveva colpito nel 2019. Accanto al feretro, la famiglia, dalla moglie Arianna ai figli, dalla mamma al fratello. Sfilano accanto a loro le migliaia di persone che si fermano in preghiera per qualche istante. Alcuni piangono, altri scoppiano in singhiozzi e si abbracciano, qualcuno lascia un ricordo. C'è anche una delegazione dell'Admo, l'associazione donatori di midollo osseo.

(ansa)

Centinaia di persone si sono messe in fila per rendere omaggio a Mihajlovic, che in Italia ha vestito le maglie di Roma, Sampdoria, Lazio e Inter e da allenatore ha guidato Inter (da vice di Mancini), Catania, Fiorentina, Sampdoria, Milan, Torino e per ultimo il Bologna. Decine di rose bianche a fare da cornice alla bara, su cui è stata posta una foto che ritrae Mihajlovic sorridente. Ci sono i fiori che in molti hanno voluto portare e che si aggiungono agli omaggi istituzionali: tra quelli presenti, al centro della sala spicca la corona del comune di Roma, ai lati quella inviata dal presidente della Fifa, Gianni Infantino, e il vessillo della Lazio listato a lutto, poi ancora altri cuscini da parte di numerose società come la Roma.

A rendere omaggio a Mihajlovic anche il presidente del senato, Ignazio La Russa: "Mihajolovic è stato un eroe non solo in campo ma anche nella vita, lo ha dimostrato fino all'ultimo - le sue parole -. L'ho apprezzato come allenatore ma anche come tirava calci alla vita. Mi piace ricordare che non solo ha finito con l'Inter ma è stato allenatore vincente anche con il Catania, due squadre a cui sono legato. Alla fine siamo tutti vicini a lui come uomo e alla famiglia". Seduto in disparte, in raccoglimento per oltre un'ora, l'allenatore del Napoli, Luciano Spalletti: "Era uno che ti faceva subito capire chi avevi di fronte, non aveva il timore di doversi nascondere per poi fregarti o aggirarti. Era molto diretto, suscitava subito questo senso di persona vera". Presente in Campidoglio anche Vincenzo Montella: "Il suo è stato un lascito importante soprattutto per chi è malato e soffre. Aveva questa corazza pubblica ma negli ultimi anni, nella malattia, lo abbiamo visto senza maschera. Una persona totalmente autentica".

(ansa)

 

Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, ha consegnato ai figli le maglie della Lazio con scritto Mihajlovic. All'uscita ha ricordato in lacrime l'ex giocatore ("un grande amico, un grande uomo e un grande padre. Ha avuto il coraggio di portare avanti una malattia che è stata devastante. Per noi è un esempio di dignità e di forza") e poi ha lanciato un allarme: "Penso che dobbiamo approfondire alcune tematiche, ricorrono troppo spesso alcune malattie che potrebbero essere legate al tipo di stress e di cure. Mi risulta che anche Vialli stia male. Stiamo parlando del nulla, non c'è nessun discorso scientifico, certo ci dobbiamo porre l'interrogativo sul perché accadono queste cose in modo ricorrente. Accadono anche nella vita ordinaria, ma su dei fisici possenti e forti è più difficile che possano accadere. Mi auguro non ci sia nessun nesso però ci dobbiamo porre degli interrogativi a 360° per approfondire alcuni tipi di malattie che cominciano a essere numerose nel nostro mondo".

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