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Monza-Inter 2-2: una autorete di Dumfries al 93' beffa i nerazzurri

Una sfortunata deviazione dell'olandese vanifica la rete di rapina di Lautaro. Di Ciurria la rete del primo pari brianzolo
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MONZA - L'Inter non aveva ancora pareggiato in questo campionato. Il Monza non aveva mai chiuso in pari una partita in Serie A nel suo stadio. È successo, per entrambe, con un autogol di Dumfries - messo in campo per Darmian, bravo ma stanco - al terzo minuto di recupero. Una carambola fortunata, su assist di Ciurria, complice un colpo di testa di Caldirola E così il Monza di Berlusconi e Galliani (una esultanza da vecchi tempi, stile derby) ha frenato l'Inter in quello che in Brianza è stato vissuto come un derby. I nerazzurri, dopo avere riaperto il campionato battendo a San Siro il Napoli, fanno così un regalo alle altre inseguitrici: la Juve, che ha vinto di nuovo, e il Milan, che deve ancora scendere in campo contro la Roma. Colpa della difesa. Ventiquattro gol subiti in diciassette partite sono un'enormità, per una squadra costruita per vincere lo scudetto. E sono ben tredici le trasferte consecutive in cui la squadra prende gol. Fa…

MONZA - L'Inter non aveva ancora pareggiato in questo campionato. Il Monza non aveva mai chiuso in pari una partita in Serie A nel suo stadio. È successo, per entrambe, con un autogol di Dumfries - messo in campo per Darmian, bravo ma stanco - al terzo minuto di recupero. Una carambola fortunata, su assist di Ciurria, complice un colpo di testa di Caldirola E così il Monza di Berlusconi e Galliani (una esultanza da vecchi tempi, stile derby) ha frenato l'Inter in quello che in Brianza è stato vissuto come un derby. I nerazzurri, dopo avere riaperto il campionato battendo a San Siro il Napoli, fanno così un regalo alle altre inseguitrici: la Juve, che ha vinto di nuovo, e il Milan, che deve ancora scendere in campo contro la Roma. Colpa della difesa. Ventiquattro gol subiti in diciassette partite sono un'enormità, per una squadra costruita per vincere lo scudetto. E sono ben tredici le trasferte consecutive in cui la squadra prende gol. Fanno bene i tifosi interisti a esporre striscioni per Skriniar, chiedendogli di restare a Milano. Ma lo slovacco è il campione di un reparto che troppo spesso non funziona come dovrebbe, complici fasce e centrocampo.

<<La cronaca della gara>>

Il Monza, che già aveva battuto la Juve a settembre, ha realizzato un altro sogno dei tifosi. E dire che per 93 minuti sembrava che le belle favole fossero destinate a guastarsi. Il terzino goleador Carlos Augusto, nella sera del suo 34esimo compleanno, non solo non aveva segnato, come lo stadio Brianteo si aspettava, ma si era lasciato scappare per due volte Darmian, la seconda fatale. E il difensore centrale Pablo Marì, tornato titolare 70 giorni dopo l'aggressione subita in un centro commerciale ad Assago, si era malamente fatto scippare la palla da Lautaro Martinez che, novello Peirò, aveva confezionato un gol di rapina da calcio in bianco e nero. Un guizzo di pura furbizia.  Un gesto antico per dimostrare la fragilità del più moderno dei dogmi del calcio: la costruzione dal basso, che funziona solo se hai  giocatori per farla. Infatti il definitivo pareggio, giustamente festeggiato dall'U-Power Stadium come una vittoria, è arrivato quando il Monza ha accantonato le velleità di bel gioco e ha puntato sull'intensità, come chiesto alla vigilia da Raffaele Palladino: "Voglio che i miei giocatori siano degli animali", aveva detto.

Il primo tempo, oltre a quelli del Monza, ha messo in luce anche i limiti difensivi dell'Inter, che non a caso ha preso almeno un gol in ciascuna delle nove trasferte di questo campionato finora, che diventano dodici, considerando anche quelle del finale della scorsa stagione. La prima rete del Monza, segnata da Ciurria su assist di Pessina, è arrivata un solo minuto dopo quella di Darmian, innescato da Bastoni. A sbagliare è stato Acerbi, eroe a San Siro contro il Napoli. Ma è stato tutto il reparto a imbarcare acqua. Sotto gli occhi di Steven Zhang, in tribuna al fianco dei dirigenti, Inzaghi si è preso la responsabilità di schierare una squadra senza Lukaku, con l'area presidiata da Edin Dzeko e dal Toro campione del mondo. Una scelta tecnica non dettata, per una volta, da infortuni e acciacchi. Ma la sorpresa più bella l'hanno fatta i tifosi interisti che durante il minuto di silenzio, accolto con occhi lucidi dagli azzurri Barella e Bastoni, hanno esposto uno striscione: "Riposa in pace Gianluca Vialli".

Il momento di Big Rom è arrivato dopo nove minuti del secondo tempo al posto di Dzeko, privo dei superpoteri mostrati contro il Napoli. Dentro anche Asllani, in regia al posto di Calhanoglu. Ma il centrocampo lo ha preso in mano il Monza, soprattutto grazie all'ingresso di Filippo Ranocchia al posto di Machin. E il centravanti belga ha messo in luce il peggio del suo repertorio, sbagliando stop semplici e inciampando nel pallone. Ma è stata tutta l'Inter, apparentemente affaticata, ad arrancare, anche dopo i cambi: fuori Darmian e Dimarco, dentro Dumfries e Gosens. Sono comunque arrivate due occasioni. Prima un gol di Acerbi di testa, annullato (ma l'arbitro fischia con troppa fretta, il Var avrebbe dimostrato la regolarità della segnatura), poi un palo di Lautaro, ancora lui. Ma a segnare è stato Dumfries, nella sua porta, riportando il risultato in pari e facendo gioire due terzi abbondanti dei 13.622 tifosi presenti, il record dello stadio.

TABELLINO
Monza 2
Ciurria 12‘ pt, Caldirola 48’ st
Inter 2 Darmian 10’ pt, Lautaro 22’ pt
Monza (3-4-2-1) Di Gregorio 6 – Marlon 5.5 (1’ st Caldirola 7), Pablo Marì 4.5, Izzo 5.5 (43’ st Caprari 6) – Birindelli 5.5 (28’ st Colpani 6), Pessina 6.5, Machin 6 (21’ st Ranocchia 6.5), Carlos Augusto 5 – Ciurria 7.5, Mota Carvalho 6.5 – Petagna 5 (21’ st Gytkjaer 6). All. Palladino 6.5
Inter (3-5-2) Onana 6 – Skriniar 6, Acerbi 5.5, Bastoni 6- Darmian 7 (35’ st Dumfries 5), Barella 6 (18’ st Gagliardini 6), Calhanoglu 6 (10’ st Asllani 6), Mkhitaryan 6, Dimarco 6.5 (35’ st Gosens 6)  – Lautaro 7, Dzeko 6 (10’ st Lukaku 5). All. Inzaghi 5.5
Arbitro Sacchi 4
Note: Ammonito Mkhitaryan, Gagliardini, Inzaghi, Skriniar. Spettatori 13.622