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Napoli-Juventus: i numeri, le filosofie di gioco, i protagonisti, il passato che ritorna

Spalletti e Allegri (agf)
Venerdì lo scontro diretto al Maradona. Due squadre che viaggiano col vento in poppa ma che arrivano al risultato in modo diverso
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Napoli contro Juventus è uno scontro tra filosofie calcistiche: il miglior attacco, quello del Napoli con 39 gol realizzati, contro la migliore difesa, quella bianconera, che ad oggi ha subito soltanto 7 reti. Venerdì notte, dopo il big match del campionato, uno tra Allegri e Spalletti dovrà capire cosa non ha funzionato, a meno di un pareggio senza reti: in questa stagione, infatti, il Napoli ha sempre segnato almeno un gol nei match al Maradona mentre la Juventus non ne subisce da otto partite, quelle della striscia vincente che ha di fatto rilanciato i bianconeri a ridosso della capolista. Cresce l'attesa per la sfida di venerdì sera che potrebbe riaprire ufficialmente il campionato o investire definitivamente il Napoli quale favorita per lo scudetto: uno scontro diretto impensabile solo dieci giornate fa, quando i bianconeri erano in piena crisi e i partenopei volavano in Italia e in Europa.

Lo scontro tra filosofie: la verticalità del…

Napoli contro Juventus è uno scontro tra filosofie calcistiche: il miglior attacco, quello del Napoli con 39 gol realizzati, contro la migliore difesa, quella bianconera, che ad oggi ha subito soltanto 7 reti. Venerdì notte, dopo il big match del campionato, uno tra Allegri e Spalletti dovrà capire cosa non ha funzionato, a meno di un pareggio senza reti: in questa stagione, infatti, il Napoli ha sempre segnato almeno un gol nei match al Maradona mentre la Juventus non ne subisce da otto partite, quelle della striscia vincente che ha di fatto rilanciato i bianconeri a ridosso della capolista. Cresce l'attesa per la sfida di venerdì sera che potrebbe riaprire ufficialmente il campionato o investire definitivamente il Napoli quale favorita per lo scudetto: uno scontro diretto impensabile solo dieci giornate fa, quando i bianconeri erano in piena crisi e i partenopei volavano in Italia e in Europa.

Lo scontro tra filosofie: la verticalità del Napoli, la compattezza della Juventus

Impossibile pensare che a due giornate dalla fine del girone d'andata la partita possa essere considerata decisiva per la classifica finale. Eppure entrambe le squadre puntano a rafforzare lo status acquisito, in grado di condizionare il gioco e l'umore delle prossime giornate. La squadra di Spalletti, dopo il passo falso con l'Inter, l'unico in questa stagione, ha ripreso la marcia espugnando Marassi e lanciando un segnale alle rivali: gli azzurri non sono la macchina perfetta di inizio stagione ma la loro verticalità e la qualità offensiva sono ancora un'arma difficile da disinnescare. Sarà interessante capire come la difesa di Allegri reggerà l'urto del miglior attacco del campionato e dell'unico bomber in doppia cifra, Osimhen: nelle ultime otto partite i bianconeri non hanno subito gol vincendo cinque volte per 1-0, mostrando una compattezza e una solidità difensiva insperate qualche mese fa, nate dal cambio di modulo e dal passaggio alla difesa a tre, un altro elemento che differenzia le due squadre e i due allenatori. Difende come un monolite la Juventus, regge l'urto, anestetizza gli attacchi avversari nel primo tempo per poi cambiare volto alla partita nella ripresa, facendo entrare dalla panchina forze fresche: a inizio stagione erano i giovani ma oggi, con il recupero di molti infortunati, la panchina di Allegri è cresciuta in qualità ed esperienza. Dei 26 gol segnati in questo campionato, 18 sono arrivati nel secondo tempo.

Il mercato finora perfetto di Giuntoli, le incertezze di quello bianconero

A inizio stagione in pochi si sarebbero aspettati un Napoli così spumeggiante e allo stesso tempo concreto. Le cessioni di alcune colonne della squadra, da Insigne e Mertens a Koulibaly, aveva fatto intendere un ridimensionamento del progetto di De Laurentiis. Niente di più sbagliato, visto che il il mercato condotto da Giuntoli, a cui la Juventus strizza l'occhio per la prossima stagione, ha portato calciatori che molti hanno imparato a conoscere con il tempo: Kvaratskhelia, Ndombele, Olivera Kim e Ostigard gli elementi pescati in Europa, Raspadori e Simeone quelli presi dal campionato italiano. Una rosa che si è dimostrata intercambiabile, una panchina che ha saputo sopperire agli infortuni di Osimhen, quattro giornate saltate e quattro vittorie per il Napoli, e di Rrahmani, Anguissa, Kvaratskhelia.

Una sorpresa il mercato degli azzurri almeno quanto quello della Juventus, anche se con accezione negativa. Quest'estate gli arrivi di Pogba, Milik, Paredes, Bremer e Di Maria avevano trasformato la squadra, prima che gli infortuni la decimassero e ne condizionassero inevitabilmente i risultati. Oggi, con gli infortunati che stanno tornando e il Mondiale che non ronza più nella testa di alcuni di loro, Allegri sta recuperando la squadra progettata in estate senza però tralasciare quanto scoperto durante la loro assenza: i giovani Fagioli, Miretti, Kean, Soulé e Iling Junior hanno "retto la baracca" durante l'assenza dei titolari e oggi non sono più alternative ma protagonisti.

Il passato che ritorna: Napoli contro Juventus vale di nuovo tanto

Quella di venerdì sarà la sfida numero 179 tra Napoli e Juventus, un classico del calcio italiano che, negli ultimi anni, si è trasformato in rivalità sportiva e tra tifoserie. Lo scorso anno il Napoli vinse al Maradona per 2-1, mentre al ritorno all'Allianz Stadium finì 1-1. Tuttavia se si va indietro nel tempo, negli ultimi dieci anni il bilancio è nettamente a favore dei bianconeri: 12 vittorie per la Juventus, 5 pareggi e 7 per il Napoli, anche se le ultime tre sfide di Serie A in casa dei partenopei hanno visto la vittoria degli azzurri. Rivalità che ha avuto, nel periodo di Sarri e Allegri, il suo punto più alto, con le due squadre in corsa per lo scudetto e la contrapposizione tra il bel gioco del Comandante e il pragmatismo del tecnico livornese.