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Eraldo Pecci: "La Juventus crescerà ancora, ora non può essere un ostacolo per il Napoli"

Il centrocampista romagnolo giocò con gli azzurri soltanto nella stagione 1985/86, quella della punizione "impossibile" del campione argentino che decise la sfida del San Paolo: "Non c'era spazio, ma c'era Maradona. I bianconeri spesso vincono 1-0, molti di questi potevano essere 1-1 e i discorsi sarebbero stato diversi"
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"Diego, lo spazio non c’è". "Io lo vedo, Eraldo, toccamela un po’ indietro". "Fai come ti pare, Diego, la palla lì non ci passa". Invece passò. E quel 3 novembre 1985 regalò a tutti noi un gol ai limiti dell’impossibile e ai tifosi del Napoli la gioia di una vittoria sulla Juventus.
Eraldo Pecci, che offrì a Diego Armando Maradona il pallone di quella punizione a due in area, ride e ammette: "La sciagura peggiore per un genio è essere compreso. La visione e il collegamento tra cervello e piede non vanno studiati, ma ammirati. Boskov diceva: 'un grande giocatore vede autostrade dove altri solo sentieri'. Lì non c’erano né autostrade né sentieri. C’era Maradona".

Il gol su punizione di Maradona alla Juventus 
Più bella quella punizione o, sette mes…

"Diego, lo spazio non c’è". "Io lo vedo, Eraldo, toccamela un po’ indietro". "Fai come ti pare, Diego, la palla lì non ci passa". Invece passò. E quel 3 novembre 1985 regalò a tutti noi un gol ai limiti dell’impossibile e ai tifosi del Napoli la gioia di una vittoria sulla Juventus.
Eraldo Pecci, che offrì a Diego Armando Maradona il pallone di quella punizione a due in area, ride e ammette: "La sciagura peggiore per un genio è essere compreso. La visione e il collegamento tra cervello e piede non vanno studiati, ma ammirati. Boskov diceva: 'un grande giocatore vede autostrade dove altri solo sentieri'. Lì non c’erano né autostrade né sentieri. C’era Maradona".

Il gol su punizione di Maradona alla Juventus 
Più bella quella punizione o, sette mesi dopo, la rete all’Inghilterra allo stadio Azteca?
"Dribblare 40 uomini in un quarto di finale mondiale, con l’aria rarefatta di Città del Messico, non è cosa per noi mortali. Ma chiedo: è più bello Guerra e pace o Cent’anni di solitudine? Non mi appassiona questo tempo di troppi paragoni".

Come quello tra Maradona e Messi, tornato prepotente dopo il Mondiale in Qatar.
"Diego è un campione argentino. Leo Messi uno splendido giocatore europeo, che rimarrà nello storia del nostro sport. Da ragazzino, a Barcellona, Biancaneve dava a lui, a Xavi e a Iniesta il cestino del pranzo e si raccomandava: 'non fermatevi sulle ramblas a giocare a pallone'. Dieci minuti e avresti trovato Diego a palleggiare per strada. Lui il Bisht, il mantello tradizionale, non se lo sarebbe fatto mettere a Doha. Lui ha detto a Carlo d’Inghilterra 'toglimi la mano dalla spalla' a Buckingham Palace, quando fu invitato per l’addio di Ardiles al calcio".

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Napoli-Juventus nello stadio che, ha detto l’arbitro Orsato, trema a ogni gol.
"Emozionante ma non decisivo. Altrimenti le squadre del sud avrebbero vinto 500 scudetti e non sarebbero mai retrocesse. A Torino meno scosse, più successi".

Il Napoli bello da vedere, la Juventus concreta.
"Tutti i tifosi scambierebbero l’estetica con un titolo certo. Quando si vince va sempre bene. E nessun allenatore ti impone di giocare male. Però ho visto la partita con la Cremonese e la Juve poteva perdere. Molti di questi 1-0 potevano essere degli 1-1 e i discorsi sarebbero stati altri. Il risultato nasconde, ma non tutto. La Juventus sta recuperando gli infortunati e può diventare una squadra diversa. Ma se è questa non può essere un ostacolo per il Napoli".