Lecce-Milan 2-2: Leao e Calabria firmano una rimonta a metà, i rossoneri scivolano a -9 dal Napoli
dal nostro inviato Enrico Currò , dal nostro inviato Enrico CurròLECCE - La coda di Puglia, dopo i tre difficili finali di partita del Milan con Salernitana (indolore), Roma (bruciante) e Torino (sconsolante), è scappata via un po' meglio, ma solo perché l'inizio era stato addirittura peggiore. E comunque è scappato via il Napoli, folgorante contro la Juventus quanto i campioni d'Italia sono parsi spenti contro il neopromosso Lecce. Al 23' c'erano già due gol da rimontare e il 2-2 artigliato somiglia a un'impresa in tono minore, perché con una partenza del genere il rischio della meritata batosta era tangibilissimo. Pioli non ha fatto giri di parole ("abbiamo sbagliato tutto il possibile, mai avevamo avuto un approccio così") nel chiosare la scivolosa partita sotto la pioggia. E ha preannunciato che non avrebbe certo girato intorno al problema durante il viaggio per Riad ("non sarà un volo tranquillo"), dove mercoledì il derby di Supercoppa con l'…
LECCE - La coda di Puglia, dopo i tre difficili finali di partita del Milan con Salernitana (indolore), Roma (bruciante) e Torino (sconsolante), è scappata via un po' meglio, ma solo perché l'inizio era stato addirittura peggiore. E comunque è scappato via il Napoli, folgorante contro la Juventus quanto i campioni d'Italia sono parsi spenti contro il neopromosso Lecce. Al 23' c'erano già due gol da rimontare e il 2-2 artigliato somiglia a un'impresa in tono minore, perché con una partenza del genere il rischio della meritata batosta era tangibilissimo. Pioli non ha fatto giri di parole ("abbiamo sbagliato tutto il possibile, mai avevamo avuto un approccio così") nel chiosare la scivolosa partita sotto la pioggia. E ha preannunciato che non avrebbe certo girato intorno al problema durante il viaggio per Riad ("non sarà un volo tranquillo"), dove mercoledì il derby di Supercoppa con l'Inter si trasformerà in catarsi solo ipotetica: "Non conterà tanto come ci arriveremo, è una finale". Significa che il risultato non potrà aggiustare la stagione, le cui priorità sono campionato e Champions.
L'urgenza è di aggiustare la squadra, che ieri sera ha cenato a Lecce e oggi, all'atterraggio in Arabia Saudita, avrà di che meditare sulle sferzate di Pioli: "La questione non è di recuperare i punti al Napoli, ma di recuperare i nostri principi di gioco". Il Milan li ha smarriti nel secondo tempo con la Roma e il giovane Lecce di Baroni, che da gregario nel Napoli di Maradona e nell'Under di Vialli ha imparato l'umiltà, si è avventato sulle amnesie con un ritmo altissimo, dettato dal regista danese Hjulmand che piace all'Inter e protetto dall'ex campione del mondo francese Umtiti, ripartito dalla provincia. Di Francesco, figlio d'arte impetuoso sotto gli occhi del padre, ha indirizzato subito la partita, con l'immediato furto del pallone al torpido Kalulu e col cross sul quale il goffo anticipo del francese famoso Theo Hernandez sul francese semisconosciuto Blin ha prodotto l'autorete fatale. Tatarusanu è stato graziato per due volte, ma poi il 2-0 è arrivato da un banale cross di Hjulmand e da una banale testata in area del difensore Baschirotto, simbolo di tutti i calciatori dilettanti che non s'arrendono, con la sua scalata dalla serie D alle soglie della Nazionale.
Nella ripresa il pari l'hanno ottenuto Leao, con un diagonale inventato dal nulla, e Calabria, con una zuccata su torre di Giroud. Ma Pioli si è arrabbiato lo stesso: "Ne avrei potuto cambiare tanti, ho scelto di migliorare le fasce": ha spiegato così le staffette di inizio secondo tempo tra Hernandez e Dest e tra Saelemaekers e Messias. La prima è la più inquietante per i tifosi milanisti ("vergogna: 65 euro per il settore ospiti", hanno per inciso protestato a mezzo striscione gli ultrà). Ora di Hernandez, di solito decisivo come lo squalificato Tonali la cui assenza ha pesato eccome, dovranno essere valutate le condizioni in vista di Riad. Per manifesta stanchezza, come dimostrano i test atletici sui reduci del Mondiale, malgrado Giroud in coppia col non troppo redivivo Origi abbia contribuito alla rimonta. La condizione atletica, insieme alla mancanza di Maignan e al miraggio di Ibrahimovic, è il vero guaio certificato dai dati. Nel calendario senza tregua (Supercoppa, Lazio, Sassuolo, Inter in campionato, Torino, Tottenham in Champions) il faticoso viaggio in Arabia non ci voleva proprio.
Lecce (4-3-3): Falcone 6,5 - Gendrey 6, Baschirotto 7, Umtiti 6,5 Pezzella 6 (18' st Gallo 6) - Blin 6, Hjulmand 6,5, Gonzalez 6 (18' st Maleh 5,5) - Strefezza 6,5 (44' st Oudin sv), Colombo 6,5 (27' st Voelkerling 6), Di Francesco 7 (27' st Banda 5,5). All. Baroni 6,5.
Milan (4-2-3-1): Tatarusanu 5,5 - Calabria 6 (40' st Kjaer sv), Kalulu 4,5, Tomori 5,5, T.Hernandez 4,5 (1' st Dest 6) - Bennacer 6,5, Pobega 6 (40' st Vranckx sv) - Saelemaekers 5 (1' st Messias 6), B.Diaz 5,5 (24' st Origi 6), Leao 6,5 - Giroud 6,5. All. Pioli 6.
Arbitro: Orsato 7
Reti: 3' T.Hernandez (autogol), 23' pt Baschirotto, 13' st Leao, 26' st Calabria
Note: Ammoniti Maleh, Calabria, Bennacer. Spettatori 25.942, incasso 786.946,94 euro.