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Supercoppa italiana: è derby tra Arabia Saudita ed Emirati

Vigilia della sfida tra Milan e Inter. A Riad cercheranno di convincere la Serie A a far disputare nel Paese altre sei edizioni del trofeo, offrendo 23 milioni a edizione. Ma c'è la concorrenza di Abu Dahbi, che mette sul piatto 20 milioni per ciascuno dei prossimi cinque anni. I nostri club giocherebbero tra capodanno e l'Epifania in uno dei mercati più floridi del mondo
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Una coppa che vale per due. Mercoledì 18 gennaio in Arabia Saudita la Serie A incorona la prima regina dell’anno. Mentre giocherà una partita per il futuro da oltre 100 milioni. La Supercoppa metterà di fronte Milan e Inter: il primo trofeo della stagione italiana ha l’aspetto di un analgesico, efficace per dimenticare i rimpianti legati alla corsa scudetto, in un campionato dominato dal Napoli. L’arbitro Maresca dirigerà a Riad la prima partita italiana giocata col fuorigioco semiautomatico, sotto gli occhi di trenta telecamere.

Supercoppa, gli Emirati provano a strapparla all'Arabia

Ma per i sauditi questo appuntamento è l’occasione per convincere le squadre italiane a giocare in Arabia altre sei edizioni del torneo. In un vero e proprio derby arabo con gli Emirati, i primi a mettere sul piatto non solo tanti soldi, ma uno scenario nuovo: una riforma della Supercoppa italiana sul modello spagnolo, non a caso gett…

Una coppa che vale per due. Mercoledì 18 gennaio in Arabia Saudita la Serie A incorona la prima regina dell’anno. Mentre giocherà una partita per il futuro da oltre 100 milioni. La Supercoppa metterà di fronte Milan e Inter: il primo trofeo della stagione italiana ha l’aspetto di un analgesico, efficace per dimenticare i rimpianti legati alla corsa scudetto, in un campionato dominato dal Napoli. L’arbitro Maresca dirigerà a Riad la prima partita italiana giocata col fuorigioco semiautomatico, sotto gli occhi di trenta telecamere.

Supercoppa, gli Emirati provano a strapparla all'Arabia

Ma per i sauditi questo appuntamento è l’occasione per convincere le squadre italiane a giocare in Arabia altre sei edizioni del torneo. In un vero e proprio derby arabo con gli Emirati, i primi a mettere sul piatto non solo tanti soldi, ma uno scenario nuovo: una riforma della Supercoppa italiana sul modello spagnolo, non a caso gettonatissimo da anni a queste latitudini, con due semifinali e la finalissima.
Dopo mesi di ripensamenti, ora anche i club più scettici – e Milan e Inter erano tra questi – si stanno convincendo che una Supercoppa alla spagnola sia soluzione irrinunciabile. Nonostante il calendario intasato dalla nuova Champions, che avrà due partite in più in autunno di quella attuale. Questione non di programmi, ma di soldi. Perché le offerte valgono il triplo dei 7,5 milioni che porterà questa edizione. E perché una final four permette di sviluppare sul territorio anche altre forme di business per aumentare i ricavi.

Supercoppa, le due offerte al confronto

Le due proposte si somigliano: i sauditi offrono un contratto che vale per 6 edizioni nei prossimi 8 anni, da 23 milioni di euro a edizione. La Supercoppa si giocherebbe a Riad nella pausa invernale (quindi a Natale) oppure ad agosto. Che in Arabia Saudita non è esattamente il periodo più invitante, con temperature anche a 50 gradi. La proposta degli Emirati Arabi è invece di 5 anni per 20 milioni di euro all’anno. Ma prevede un piano di valorizzazione ampio: 4 squadre italiane si stabilirebbero da capodanno al 7 gennaio ad Abu Dhabi, che in quei giorni è meta di turismo mondiale. Un’occasione enorme per consolidare la presenza in uno dei mercati più floridi del mondo. E che rientra in un progetto più ampio, visto che gli Emirati hanno già acquistato i diritti tv per trasmettere le partite della Serie A in Medio Oriente.
Al contrario, che programmi hanno i sauditi? La Supercoppa Italiana, quest’anno, si gioca tre giorni dopo il maxi evento spagnolo, concluso domenica scorsa. E il giorno prima della "partita del secolo", ossia l'incontro tra il Psg e una selezione dei migliori giocatori dell'Al Nassr e Al Hilal, l’ultima sfida tra Ronaldo e Messi. Il motivo è semplice: più che un piano industriale sul calcio italiano, i sauditi hanno smania di collezionare eventi e campioni per promuovere la propria candidatura verso i Mondiali del 2030.

Supercoppa, un italiano il regista della strategia dell'Arabia Saudita

Regista, un italiano: l’ex direttore marketing della Juventus Romy Gai, oggi advisor dei sauditi nella corsa alla Supercoppa Italiana e contemporaneamente direttore commerciale della Fifa, ossia l’organo che assegna i campionati del mondo. L’Italia, così, somiglia a una tessera in una partita molto più grande – e più ricca – della Supercoppa: di quella di domani, ma anche di dopodomani.