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Milan-Inter 0-3: Dimarco, Dzeko e Lautaro regalano la Supercoppa ai nerazzurri

La festa dell'Inter a Riad (afp)
A Riad derby senza storia, dominato in largo e lungo dalla squadra di Inzaghi. Rossoneri non pervenuti
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RIAD - L'Inter tutto, il Milan niente. Il derby arabo è cominciato e finito con una sola squadra in campo, che ha segnato tre gol, si è presa la Supercoppa e torna ora a vedere il futuro molto più azzurro che nero, dopo qualche inciampo di troppo in un campionato dominato dal Napoli. Fra i laser e le fiammate dello stadio di Riad, che hanno illuminato una riproduzione alta dieci metri del trofeo, Simone Inzaghi è diventato il terzo allenatore ad averlo vinto per quattro volte, dopo Lippi e Capello, due con l'Inter e due con la Lazio. Proprio a Roma con i biancocelesti martedì il Milan dovrà ritrovare un gioco, delle idee, la voglia di vincere. A Stefano Pioli e ai suoi non resta altro che il più bugiardo dei primati, ossia il possesso palla, che non distingue fra giocare e cincischiare, che è esattamente quel che ha fatto il Milan.

<<La cronaca della gara>>

Nel primo tempo il principale impegno dei giocatori…

RIAD - L'Inter tutto, il Milan niente. Il derby arabo è cominciato e finito con una sola squadra in campo, che ha segnato tre gol, si è presa la Supercoppa e torna ora a vedere il futuro molto più azzurro che nero, dopo qualche inciampo di troppo in un campionato dominato dal Napoli. Fra i laser e le fiammate dello stadio di Riad, che hanno illuminato una riproduzione alta dieci metri del trofeo, Simone Inzaghi è diventato il terzo allenatore ad averlo vinto per quattro volte, dopo Lippi e Capello, due con l'Inter e due con la Lazio. Proprio a Roma con i biancocelesti martedì il Milan dovrà ritrovare un gioco, delle idee, la voglia di vincere. A Stefano Pioli e ai suoi non resta altro che il più bugiardo dei primati, ossia il possesso palla, che non distingue fra giocare e cincischiare, che è esattamente quel che ha fatto il Milan.

<<La cronaca della gara>>

Nel primo tempo il principale impegno dei giocatori rossoneri è stato aggirarsi smarriti nel mondo stupendo inventato da Edin Dzeko. Il bosniaco ha dimostrato di avere più fantasia di Lewis Carroll, e la tecnica necessaria a costruire il suo paese delle meraviglie. Prima con un tacco incantato ha innescato Barella, che a sua volta ha servito Dimarco, e così è arrivato l'uno a zero. Poi, sfruttando un assist chilometrico di Bastoni, ha fatto sparire la palla sotto il naso di Tonali e l'ha calciata in porta, sul palo lontano. Gesti preziosi di cui il ricco pubblico di Riad ha apprezzato il valore.

Ma non è stato solo Dzeko a brillare. Ha scintillato tutta l'Inter, soprattutto nel confronto con il Milan, oscuro e opaco. Il piano di Inzaghi ha funzionato, quello di Pioli no. "I punti deboli dell'Inter non vengo certo a dirli a voi", aveva detto prima della partita. L'impressione è che non li abbia individuati nemmeno lui. All'inizio della ripresa la sua squadra è parsa più attiva, ma l'illusione ottica è svanita presto. I cambi da una parte e dall'altra non hanno cambiato molto. Per i rossoneri l'ingresso di Kalulu per Kjaer ha quantomeno aiutato a contenere i danni. Per i nerazzurri si segnalano i crampi di Barella e Dimarco. Lukaku, in recupero da un guaio al ginocchio, si è scaldato ma non ha messo piede in campo. Non ce n'è stato bisogno, visto che Lautaro dopo mezz'ora ha fatto un gol da campione del mondo, chiudendo la partita. La coppa alla fine l'ha alzata il capitano non giocatore Handanovic. Skriniar, in campo con la fascia, resta a rischio partenza. Anche se Marotta è ottimista: "Quando risponderà Skriniar? Non abbiamo fretta. Il nostro ottimismo è sincero e legato a quello che l'uomo Skriniar rappresenta".

Negli 11 gradi dello stadio nel deserto, hanno esultato e sofferto le poche centinaia di supporter italiani arrivati in Arabia. Gli spalti, nella parte non inquadrata dalla tv, erano occupati a groviera, mentre per la Supercopa spagnola fra Real Madrid e Barcellona di domenica scorsa erano pieni. Scene che hanno portato il presidente della Figc Gabriele Gravina a polemizzare a distanza: "Mi rattrista che solo 400 spettatori fossero italiani. Mi auguro che si trovi un momento di equilibrio economico per coltivare il calcio sul nostro territorio". Da Riad ha risposto Lorenzo Casini, presidente della Lega di Serie A, che organizza il torneo: "A me invece rattrista non aver visto l'Italia ai Mondiali in Qatar. Siamo tutti dispiaciuti inoltre che la Federazione non sia in Arabia Saudita con noi". ©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Milan 0 Inter 3
Milan (4-2-3-1)
Tatarusanu - Calabria (34' st Dest), Kjaer (19' st Kalulu), Tomori, Hernandez - Tonali, Bennacer - Messias (19' st Origi), Diaz (19' st De Ketelaere), Leao - Giroud (34' st Rebic). All. Pioli
Inter (3-5-2) Onana - Skriniar, Acerbi, Bastoni (39' st De Vrij) - Darmian, Barella (26' st Gagliardini), Calhanoglu (39' st Asllani), Mkhitaryan, Dimarco (18' pt Gosens) - Lautaro, Dzeko (26' st Correa). All. Inzaghi
Arbitro Maresca
Note Ammoniti Barella, Calhanoglu, Hernandez, Lautaro, Tonali. Spettatori 51.357