✕

Batosta Juve, 15 punti di penalizzazione

Da sinistra: Paratici, Nedved e Agnelli (agf)
Plusvalenze, bianconeri puniti, la corte Figc rivoluziona la classifica. "Unici a pagare, è una palese ingiustizia". Il club farà ricorso
2 minuti di lettura

ROMA - Un macigno. Un colpo durissimo, una cannonata ad anni di gestione amministrativa. Il "Libro nero", gli scambi senza flusso di denaro, l'intero sistema con cui si faceva mercato, costano alla Juventus 15 punti di penalizzazione. Vuol dire colpire drasticamente l'ambizione sportiva della squadra. E frantumare l'immagine della dirigenza che l'ha guidata per anni, indicando che, stavolta sì, le plusvalenze erano un prodotto artificiale, un maquillage del bilancio. O almeno, erano lo specchio di quell'intenzione. Questo ha detto la Corte d'Appello della Federcalcio, accogliendo, ma solo per le accuse al club bianconero, la revocazione del processo di maggio, da cui tutti erano usciti vergini.

La classifica cambia subito

Dopo il dibattimento sono bastate 3 ore alla Corte per infliggere - sulla base di migliaia di carte prodotte dall'inchiesta della Procura di Torino - una punizione tanto severa. Persino superiore a quanto aveva chi…

ROMA - Un macigno. Un colpo durissimo, una cannonata ad anni di gestione amministrativa. Il "Libro nero", gli scambi senza flusso di denaro, l'intero sistema con cui si faceva mercato, costano alla Juventus 15 punti di penalizzazione. Vuol dire colpire drasticamente l'ambizione sportiva della squadra. E frantumare l'immagine della dirigenza che l'ha guidata per anni, indicando che, stavolta sì, le plusvalenze erano un prodotto artificiale, un maquillage del bilancio. O almeno, erano lo specchio di quell'intenzione. Questo ha detto la Corte d'Appello della Federcalcio, accogliendo, ma solo per le accuse al club bianconero, la revocazione del processo di maggio, da cui tutti erano usciti vergini.

La classifica cambia subito

Dopo il dibattimento sono bastate 3 ore alla Corte per infliggere - sulla base di migliaia di carte prodotte dall'inchiesta della Procura di Torino - una punizione tanto severa. Persino superiore a quanto aveva chiesto la Procura federale, ossia l'accusa. Che aveva fissato la propria richiesta di sanzione a 9 punti di penalizzazione. Non bastano, ce ne vogliono di più: la classifica cambia subito, da oggi la Juventus non solo precipita "dietro la Roma", come aveva chiesto il procuratore Chinè che voleva una sanzione "afflittiva". Ma addirittura alle spalle di Fiorentina, Udinese e Torino, a pari punti con Empoli e Bologna.

Due anni e mezzo di inibizione a Paratici

Pene più dure anche per i dirigenti, benché tutti - ad accezione del ds Cherubini - non siano più in carica: 30 mesi di inibizione a Paratici, oggi ds del Tottenham, 24 mesi all'ex presidente Andrea Agnelli e all'ex ad Arrivabene, 16 mesi a Cherubini, 8 mesi a Nedved e a tutti i membri del cda. Prosciolte invece le altre squadre coinvolte e i loro dirigenti. I legali della Juventus contestano la "disparità di trattamento rispetto a qualsiasi altra società o tesserato". E una "palese ingiustizia" perché "ci viene attribuita la violazione di una regola, che la stessa giustizia sportiva aveva riconosciuto non esistere".

Perché è stata punita la Juve

In sintesi: se le plusvalenze coinvolgono due club che hanno scambiato i loro giocatori, come può essere punito solo uno dei due? La spiegazione possibile è una soltanto: il giudice Mario Luigi Torsello ad aprile certificava la necessità di una norma per colpire il sistema delle plusvalenze, dicendo nei fatti che non erano punibili. E infatti ha sanzionato altro. Non gli scambi in quanto tali. Ma tutto ciò che c'è dietro. La ricerca ripetuta e ossessiva, attraverso riunioni e telefonate, di strumenti e mezzi per far quadrare i conti. Con quelle che Chinè chiama "dichiarazioni auto accusatorie", come la frase di un dirigente: "Per fare la plusvalenza Pjanic, Arthur lo hai pagato 75 milioni". La Procura federale sintetizza tutto ciò con una frase: "Sistemare i valori" dei trasferimenti è, per l'accusa, "la parola d'ordine nella dirigenza juventina quando si parla di calciomercato". Per Torsello, evidentemente, una grave dimostrazione di "slealtà sportiva", violazione generica ma prevista dal Codice (art. 4). Per questo, non viene punito chi, come il presidente del Pescara Sebastiani, dialoga coi bianconeri per un affare: non è lo scambio in sé a finire sotto accusa. Ma il sistema.

Obiezione, inevitabile: la Juventus ha versato negli anni centinaia di milioni di euro nel club sotto forma di aumenti di capitale, 300 milioni nel 2019 e 400 nel 2021. In più, le plusvalenze contestate rappresentano appena il 3,6% dei ricavi di quegli anni. Insomma, è davvero molto difficile sostenere, come ha fatto invece il procuratore Chinè, che la Juventus facesse tutto ciò per non mettersi le mani in tasca e coprire le perdite, arrivate nel 2022 a 238 milioni.

Ricorso al Collegio di Garanzia

La partita però non è finita. "La Juventus attende la pubblicazione delle motivazioni e preannuncia sin d'ora la proposizione di ricorso al Collegio di Garanzia dello Sport nei termini del Codice di Giustizia Sportiva". Entro 10 giorni infatti, la Corte d'Appello depositerà le motivazioni. Una volta ricevute, la società potrà fare appello al Collegio di garanzia del Coni. E poi potrà, se necessario, trascinare la questione al Tar e fino al Consiglio di Stato. Insomma, quello di ieri è solo un round. Ma cruciale. Perché certifica che le plusvalenze non sono punibili. A meno che non siano lo strumento di un sistema più ampio, che ha come obiettivo l'irregolarità dei conti.