Comanda Spalletti, il sogno scudetto dell'eterno piazzato
di Marco Azzi , di Marco AzziNAPOLI - Comanda lui, Luciano Spalletti. Da sabato sera è diventato l'allenatore della Serie A in attività con più vittorie nell'era dei tre punti: 276, grazie all'ennesimo blitz del suo Napoli nel derby allo stadio Arechi contro la Salernitana. Ma c'è ben altro in cima ai pensieri finalmente più leggeri del condottiero azzurro, che a 63 anni intravede all'orizzonte il traguardo della sospirata conquista dello scudetto tricolore, soltanto sfiorato e spesso mancato tra i veleni durante la sua lunga carriera in panchina. L'impresa d'arrivare davanti a tutti gli è già riuscita per due volte in Russia, durante il suo esilio dorato allo Zenit di San Pietroburgo. Il campionato italiano ha invece sempre respinto finora le avances del tecnico toscano, messo addirittura ai margini per un paio di stagioni prima della inattesa chiamata di Aurelio De Laurentiis, arrivata a sorpresa nell'estate del 2021.
La chi…
NAPOLI - Comanda lui, Luciano Spalletti. Da sabato sera è diventato l'allenatore della Serie A in attività con più vittorie nell'era dei tre punti: 276, grazie all'ennesimo blitz del suo Napoli nel derby allo stadio Arechi contro la Salernitana. Ma c'è ben altro in cima ai pensieri finalmente più leggeri del condottiero azzurro, che a 63 anni intravede all'orizzonte il traguardo della sospirata conquista dello scudetto tricolore, soltanto sfiorato e spesso mancato tra i veleni durante la sua lunga carriera in panchina. L'impresa d'arrivare davanti a tutti gli è già riuscita per due volte in Russia, durante il suo esilio dorato allo Zenit di San Pietroburgo. Il campionato italiano ha invece sempre respinto finora le avances del tecnico toscano, messo addirittura ai margini per un paio di stagioni prima della inattesa chiamata di Aurelio De Laurentiis, arrivata a sorpresa nell'estate del 2021.
La chiamata del Napoli
Spalletti era in vacanza forzata nella sua tenuta di Certaldo quando quasi di incanto gli è passato davanti l'ultimo treno, preso al volo nonostante il Napoli avesse appena imboccato una brusca parabola discendente con il sesto e il quinto posto della gestione di Gattuso. Gli azzurri erano rimasti fuori per due anni di fila dalla Champions League e a De Laurentiis era rimasta soltanto una strada da seguire: quella dell'austerity, per sistemare i conti. Juan Jesus a parametro zero e Anguissa in prestito furono infatti gli unici rinforzi messi a disposizione del tecnico toscano, che ebbe però il coraggio di affrontare la sfida e nello scorso campionato finì lo stesso al terzo posto alle spalle di Milan e Inter, dopo aver lottato a lungo per lo scudetto. Ma il bello è arrivato in questa stagione, iniziata in estate con l'addio in blocco dei leader del vecchio gruppo (Insigne, Mertens, Koulibaly, Ospina e Fabian) e proseguita con la rivoluzione sul mercato che ha portato in Italia Kim e Kvaratskhelia: diventati con Osimhen i punti di forza di una squadra da record.
Carta bianca da De Laurentiis
Era una scommessa anche azzardata e Spalletti ha avuto il merito di avallarla, intuendo che nel misterioso cantiere del nuovo Napoli avrebbe potuto esaltare la migliore dote messa in mostra nella sua carriera di allenatore: insegnare calcio. Il tecnico toscano si era trovato più in difficoltà nella gestione dei campioni ed erano finite in copertina le sue rotture con Totti, Icardi e in parte con Mertens, imputate talvolta pure per convenienza ai presunti limiti caratteriali di Luciano. De Laurentiis gli ha affidato invece un gruppo di giovani e gli ha dato carta bianca, anche per ricambiare la totale disponibilità - da aziendalista - con cui il titolare della panchina azzurra aveva accettato in estate la partenza in blocco di tutti i big, con la piazza in fermento.
Girone di andata da record
Il resto è storia recente: il Napoli sta marciando come una Formula 1, spinto al massimo da un pilota esperto e allo stesso tempo affamato come Spalletti. L'eterno piazzato ha chiuso a 50 punti il girone d'andata e s'è già messo in tasca mezzo scudetto, dando allo stesso tempo spettacolo anche in Champions League. La vita ricomincia a 63 anni e il bello per il tecnico toscano deve ancora venire. Perché ora c'e lui al comando.