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Cremonese-Inter 1-2: Dzeko ispira e Lautaro segna una doppietta, i nerazzurri si rialzano

La rete del raddoppio realizzata da Lautaro (ansa)
Dopo la sconfitta con l'Empoli, la squadra di Inzaghi passa a Cremona. Okereke illude i grigiorossi con un gran gol, poi sale in cattedra la coppia di attaccanti
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Ha vinto in qualche modo, ma almeno ha vinto. A Cremona l’Inter ha lavato la sconfitta di San Siro con l’Empoli, ma tre punti a parte c’è poco da rallegrarsi. La squadra di Inzaghi, piacentino e quindi fischiatissimo dal tifo locale, è partita forte. Ma quando dopo dieci minuti Okereke ha portato i grigiorossi in vantaggio – per i nerazzurri è il ventesimo gol incassato in 20 partite – ha smesso di crederci. A raddrizzare la gara ha pensato Lautaro, che contro le neopromosse esagera sempre, con un gol per tempo.

<<La cronaca della gara>>

Va bene ma non va bene, per citare una vecchia intervista di Orrico ai tempi in cui guidava l’Inter. Martedì con l’Atalanta in Coppa Italia e sabato contro il Milan nel secondo derby dell’anno quello che si è visto allo Zini potrebbe non bastare. Ma quel che conta, con il Napoli che scappa e le romane che incombono, era comunque il risultato.

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Ha vinto in qualche modo, ma almeno ha vinto. A Cremona l’Inter ha lavato la sconfitta di San Siro con l’Empoli, ma tre punti a parte c’è poco da rallegrarsi. La squadra di Inzaghi, piacentino e quindi fischiatissimo dal tifo locale, è partita forte. Ma quando dopo dieci minuti Okereke ha portato i grigiorossi in vantaggio – per i nerazzurri è il ventesimo gol incassato in 20 partite – ha smesso di crederci. A raddrizzare la gara ha pensato Lautaro, che contro le neopromosse esagera sempre, con un gol per tempo.

<<La cronaca della gara>>

Va bene ma non va bene, per citare una vecchia intervista di Orrico ai tempi in cui guidava l’Inter. Martedì con l’Atalanta in Coppa Italia e sabato contro il Milan nel secondo derby dell’anno quello che si è visto allo Zini potrebbe non bastare. Ma quel che conta, con il Napoli che scappa e le romane che incombono, era comunque il risultato.

L’approccio ultra pragmatico di Inzaghi è emerso già alla lettura delle formazioni. Non potendo contare su Barella, squalificato come Skriniar, l’allenatore ha preferito Gagliardini, che pure ha annunciato di volere lasciare il club a giugno, ad Asllani, in teoria futuro pilastro del centrocampo interista. Una scelta conservativa, che non è piaciuta ai tifosi. “È affidabile e quando chiamato in causa fa sempre il suo”, ha spiegato il tecnico, a mo’ di scusa.

L’Inter nei primi otto minuti ha calciato sei corner, ma il primo gol lo ha segnato all’undicesimo minuto Okereke, che al limite dell’area si è sistemato la palla sul piede buono e ha inventato un tiro da videogioco, complice la marcatura molle di Calhanoglu, che non ha fiutato il rischio. E i nerazzurri sono costretti ad aggiornare il contatore: sono quattordici le trasferte consecutive in cui prendono gol. Davvero troppe, nonostante ogni volta l’allenatore annunci contromosse per la gara successiva. Quattordici sono però anche le reti che l’Inter ha segnato nella prima mezz’ora di gioco in questo campionato. A pareggiare i conti ha pensato Lautaro, che al 21’ ha buttato in porta da due metri una palla respinta da Carnesecchi dopo un tiro di Dzeko.

Nella ripresa l’Inter è entrata in campo ancor meno ispirata rispetto al primo tempo. Ballardini ha anticipato i cambi, sostituendo capitan Ciofani con Dessers, e prima che Inzaghi potesse rispondere, inserendo Asllani e Gosens, ha pensato Lautaro a raddoppiare, complice un passaggio filtrante di Dzeko e una dormita di Vasquez. Ma nel finale, in un cambio fra argentini, ha fatto posto a Correa, al solito impalpabile. Anche Dzeko si è seduto ed è entrato Lukaku, lento e impreciso, impegnato più a chiamar palla ai compagni che a smarcarsi per invogliarli a passargliela.

A leggere le statistiche, che nel calcio sono assai più bugiarde che negli sport in cui si fanno tanti punti, sembra che l’Inter abbia dominato. Quattordici corner a due, trenta tiri a dodici, e il sessantacinque per cento di possesso palla. Ma a guardare la partita è stato evidente come Ballardini, che Inzaghi lo allenò come giocatore, sia in realtà stato vicino all’impresa di pareggiare. Non è successo, e ha perso la sua prima partita da quando siede sulla panchina della Cremonese, ma fargliene una colpa sarebbe ingeneroso. 

Cremonese 1 Okereke 11’ pt
Inter 2 Lautaro 21’ pt e 20’ st
Cremonese (3-5-2) Carnesecchi 7 – Bianchetti 5.5 (22’ st Bonaiuto 5), Chiriches 5.5, Vasquez 5 – Sernicola 6.5, Castagnetti 6 (15’ st Afena-Gyan 6), Meité 6.5, Benassi 6, Valeri 5 – Okereke 7 (27’ st Zanimacchia 6), Ciofani 6 (15’ st Dessers 5.5). All. Ballardini 6
Inter (3-5-2) Onana 5.5 – Darmian 6.5, Acerbi 6, Bastoni 6 – Dumfries 6,  Gagliardini 5.5, Calhanoglu 5.5 (22’ st Asllani 6), Mkhitaryan 6, Dimarco 6.5 (22’ st Gosens 6) – Dzeko 6.5 (32’ st Lukaku 5), Lautaro 7.5 (32’ st Correa 5.5). All. Inzaghi 6.5
Arbitro: Mariani 5.5
Note: Ammoniti Acerbi, Calhanoglu. Spettatori 14.554