✕

Napoli-Roma 2-1: magia di Osimhen, ma è Simeone a dare la vittoria agli azzurri

Simeone esulta dopo il gol vittoria (reuters)
Il nigeriano apre le marcature con un gol fantastico, ma nella ripresa El Shaarawy riequilibra la situazione. A rendere inarrestabile la marcia della capolista ci pensa poi il Cholito, da poco entrato in campo
2 minuti di lettura

NAPOLI - Game over. Gennaio era il mese della verità e il Napoli l’ha concluso aumentando il suo vantaggio in classifica da 8 a 13 punti, dopo aver spazzato via le incognite del post Mondiale con la furia di un ciclone. L’ultimo ostacolo del tour de force era la Roma e si è rivelato il più alto, ma non abbastanza da frenare la travolgente scalata verso lo scudetto della capolista. Spalletti ha vinto (2-1) la sfida a scacchi con Mourinho: prima con l’artiglieria pesante di Osimhen e poi con la cavalleria leggera guidata da Simeone. Ai giallorossi - traditi da Dybala e Abraham - non è bastato il momentaneo pari alla mezzora della ripresa di El Shaarawy. Partita bellissima e intensa, oltre che decisiva.

<<La cronaca della gara>>

NAPOLI - Game over. Gennaio era il mese della verità e il Napoli l’ha concluso aumentando il suo vantaggio in classifica da 8 a 13 punti, dopo aver spazzato via le incognite del post Mondiale con la furia di un ciclone. L’ultimo ostacolo del tour de force era la Roma e si è rivelato il più alto, ma non abbastanza da frenare la travolgente scalata verso lo scudetto della capolista. Spalletti ha vinto (2-1) la sfida a scacchi con Mourinho: prima con l’artiglieria pesante di Osimhen e poi con la cavalleria leggera guidata da Simeone. Ai giallorossi - traditi da Dybala e Abraham - non è bastato il momentaneo pari alla mezzora della ripresa di El Shaarawy. Partita bellissima e intensa, oltre che decisiva.

<<La cronaca della gara>>

È bastato leggere le formazioni per intuire il canovaccio della sfida: combattuta fin dalle prime battute e impostata in maniera coraggiosa da entrambi gli allenatori, che hanno aperto le ostilità sotto gli occhi dei 50 mila del Maradona scambiandosi una stretta di mano molto cordiale. Ma, svaniti i convenevoli, le intenzioni bellicose di Spalletti e Mourinho sono state subito smascherate dal duello a tutta fascia tra Lozano e Spinazzola, le cui caratteristiche offensive hanno dato un’impronta speculare (nonostante i moduli diversi) all’assetto delle squadre. La Roma ha avuto infatti il coraggio di alzare il pressing e per un quarto d’ora ha rubato l’idea al Napoli, apparso più di una volta in insolita difficoltà nella costruzione dal basso con i suoi difensori e Anguissa. Solo il rientrante Kvaratskhelia - recuperato dopo l’influenza e sostenuto da una claque di 150 connazionali - ha trovato il modo di testare i riflessi di Rui Patricio: dribbling e tiro dalla distanza. Il pericolo maggiore lo ha corso però dall’altra parte Meret su un retropassaggio di testa di Kim che non si era accorto dell’uscita del suo portiere sfiorando l’autogol. Più equilibrato del previsto il possesso palla (60 a 40 per gli azzurri all’intervallo), tant’è che c’è voluta una magia per rimettere la sfida sui binari preferiti dalla capolista, portata di peso in vantaggio da una combinazione di rara bellezza delle sue stelle. Kvaratskhelia (17’) si è fatto trovare pronto su un filtrante di Mario Rui e ha pennellato da sinistra un cross per Osimhen, che ha prima stoppato il pallone di petto tra un nugolo di rivali e poi l’ha spedito sotto la traversa.

Rete n. 14 in campionato per il nigeriano, a segno per il quarto match di fila. I campioni logorano chi non li ha, e il peso specifico del 9 del Napoli nella lotta al vertice è stato finora XXL. Già all’Olimpico Osimhen aveva costretto alla resa la Roma con una prodezza e per contenerlo non era stato sufficiente Smalling, che ha rischiato di capitolare di nuovo su un colpo di testa del nigeriano, innescato da Lozano. Quest’ultimo ha vinto il duello con Spinazzola e al difensore non è bastato impegnare Meret per evitare la sostituzione all’intervallo, quando Mourinho s’è giocato tutto con El Shaarawy: mossa che alla distanza è stata azzeccata. Meret e Rui Patricio hanno disinnescato Cristante e Lozano. Kvara ha fallito il bis e si è spento, nella serata in cui Abraham e Dybala erano già appassiti. La lama di El Shaarawy è stata invece più affilata nell’azione del pari. Ma Spalletti aveva in panchina la cavalleria leggera e l’ha gettata nella mischia per l’ultimo assalto, trovando in una notte da guerrieri il colpo da tre punti con Cholito Simeone: il più guerriero di tutti.

Napoli-Roma 2-1 (1-0)
Napoli (4-3-3):
Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Kim, Mario Rui (23' st Olivera); Anguissa, Lobotka, Zielinski (46' st Ndombelè); Lozano (30' st Raspadori), Osimhen (30' st Simeone), Kvaratskhelia (23' st Elmas). All.: Spalletti.
Roma (3-5-2): Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibanez; Zalewski, Cristante (43' st Volpato), Matic (37' st Tahirovic), Pellegrini (37' st Bove), Spinazzola (1' st El Shaarawy); Dybala, Abraham (27' st Belotti).. All.: Mourinho.
Arbitro: Orsato di Schio.
Reti: nel pt 16' Osimhen; nel st 29' El Shaarawy, 40' Simeone.
Angoli: 8-2 per la Roma .
Recupero: 3' e 7'.
Ammoniti: Dybala, Osimhen, El Shaarawy per gioco scorretto.
Spettatori: 50 mila.

©RIPRODUZIONE RISERVATA