Bene, bravo, tris: Spalletti e il Napoli avanti insieme
di Marco Azzi , di Marco AzziNAPOLI- La stretta di mano potrebbe esserci già stasera, durante la cena sociale organizzata in provincia di Caserta. Bene, bravo, tris. Luciano Spalletti sta trascinando il Napoli verso la storica conquista del terzo scudetto e stanno per diventare tre anche le sue stagioni sulla panchina azzurra, visto che sono svaniti da tempo gli ultimi dubbi sulla conferma del tecnico toscano. Aurelio De Laurentiis si era infatti riservato nel contratto una clausuola unilaterale per blindare l'allenatore di Certaldo fino al 30 giugno del 2024 e per renderla esecutiva non ha più alcuna necessità di aspettare oltre, risultati alla mano. I 53 punti su 60 conquistati finora in campionato e la qualificazione per gli ottavi di finale della Champions League con il primo posto nel girone parlano del resto in modo chiarissimo: la squadra è saldamente nelle mani della migliore guida possibile e l'intenzione del presidente è di dare continuità al progetto pe…
NAPOLI- La stretta di mano potrebbe esserci già stasera, durante la cena sociale organizzata in provincia di Caserta. Bene, bravo, tris. Luciano Spalletti sta trascinando il Napoli verso la storica conquista del terzo scudetto e stanno per diventare tre anche le sue stagioni sulla panchina azzurra, visto che sono svaniti da tempo gli ultimi dubbi sulla conferma del tecnico toscano. Aurelio De Laurentiis si era infatti riservato nel contratto una clausuola unilaterale per blindare l'allenatore di Certaldo fino al 30 giugno del 2024 e per renderla esecutiva non ha più alcuna necessità di aspettare oltre, risultati alla mano. I 53 punti su 60 conquistati finora in campionato e la qualificazione per gli ottavi di finale della Champions League con il primo posto nel girone parlano del resto in modo chiarissimo: la squadra è saldamente nelle mani della migliore guida possibile e l'intenzione del presidente è di dare continuità al progetto per almeno altri 12 mesi.
Avanti con Spalletti
La decisione è presa: Spalletti non si tocca. Con lui infatti il Napoli ha risollevato la testa dopo due stagioni di pericoloso declino (sesto e quinto posto in classifica), riconquistando la prestigiosa e ricca ribalta della Champions League grazie al terzo gradino del podio del passato torneo e soprattutto dominando a passo di carica le prime venti giornate del campionato in corso, con un percorso quasi netto - 17 vittorie, 2 pareggi e appena un sconfitta - che dà sempre più l'idea di avere il suo approdo naturale nella conquista dello scudetto. In più il tecnico toscano si è fatto scivolare serenamente addosso pure la rischiosissima rivoluzione estiva, che in caso di errori sul calcio mercato avrebbe potuto comportare un doloroso ridimensionamento.
Triplicato il valore dell'organico
Non era infatti così scontato che sarebbe state indolore il sacrificio in contemporanea di tutta la vecchia guardia: da Insigne a Mertens, da Koulibaly a Ospina e Fabiàn. E adesso sembrano perfino normali gli inserimenti a tempo di record di giocatori che arrivavano in Serie A da ribalte lontane e meno competitive, come il georgiano Kvaratskhelia e il coreano Kim. Oppure le esplosione ad alti livelli di Osimhen, Lobotka, Mario Rui, Anguissa e Zielinski, diventati con disinvoltura e insieme con il neo capitano Di Lorenzo (un'altra scommessa vinta dalla panchina) i leader dello spogliatoio: in cui hanno trovato il modo di sentirsi determinanti pure i gregari di lusso, da Elmas a Raspadori, da Simeone a Juan Jesus. In campo la squadra vola e il valore dell'organico negli ultimi mesi si è triplicato: un ulteriore motivo di soddisfazione per De Laurentiis.
Nessun dubbio per De Laurentiis
Il Napoli in estate ha giocato alla roulette russa e Spalletti (che in Russia ha allenato per anni) non si è tirato indietro, andando di gran lunga al di là delle sue stesse aspettative e di quelle della società, che all'inizio di questa stagione avrebbe messo probabilmente la firma su un quarto posto. Invece De Laurentiis si appresta con gioia ad apporre un'altra firma: quella sul rinnovo del contratto di Lucio, il timoniere in pectore del terzo scudetto azzurro. Poi il testimone passerà nelle mani del tecnico, che avrà in ogni caso l'ultima parola e dovrà dare la sua disponibilità a rimanere sul ponte di comando fino al 2024. "Ne parleremo al momento debito, ora abbiamo impellenze più urgenti", ha risposto a precisa domanda il diretto interessato, che si sta godendo a 63 anni il momento più bello della sua carriera e aspetta con grandi ambizioni pure la ripresa della Champions Legue, a metà di febbraio. La bontà del suo lavoro è sotto gli occhi di tutti ed è sufficiente per metterlo in una botte di ferro, per il futuro. Per questo Spalletti non ha fretta e ha lasciato per il momento il pallino nelle mani del suo presidente, che si appresta doverosamente a confermarlo. Bene, bravo, tris.