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Gravina: "Il governo ci aiuti sulle plusvalenze"

Nedved e Agnelli (ansa)
Il presidente della Figc chiede l'intervento della politica dopo la sentenza della corta d'appello sulla Juve
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ROMA - La vittoria giudiziaria, se così possiamo chiamarla, non è esattamente quella più attesa dalla Juventus. Certo è curioso che il giorno dopo le durissime parole con cui la Corte d'Appello federale ha motivato i 15 punti di penalizzazione, sia arrivato un verdetto dal tribunale di Madrid che nei fatti è poco più di un avviso e non riaccende speranze di Superlega: "Non punite chi prova a creare un campionato alternativo", dice. Almeno ha il pregio di provare a spuntare le armi della Uefa nella guerra con i club separatisti, Real e Barça oltre ai bianconeri. Sì, perché la battaglia vera si giocherà a marzo, quando la Corte di Giustizia europea tradurrà in una sentenza gli elementi raccolti in due anni per pronunciarsi sull'abuso di posizione dominante della Uefa nel calcio europeo. Non a caso la Uefa ha voluto smontare il senso del pronunciamento di Madrid: "Dopo l'inequivocabile…

ROMA - La vittoria giudiziaria, se così possiamo chiamarla, non è esattamente quella più attesa dalla Juventus. Certo è curioso che il giorno dopo le durissime parole con cui la Corte d'Appello federale ha motivato i 15 punti di penalizzazione, sia arrivato un verdetto dal tribunale di Madrid che nei fatti è poco più di un avviso e non riaccende speranze di Superlega: "Non punite chi prova a creare un campionato alternativo", dice. Almeno ha il pregio di provare a spuntare le armi della Uefa nella guerra con i club separatisti, Real e Barça oltre ai bianconeri. Sì, perché la battaglia vera si giocherà a marzo, quando la Corte di Giustizia europea tradurrà in una sentenza gli elementi raccolti in due anni per pronunciarsi sull'abuso di posizione dominante della Uefa nel calcio europeo. Non a caso la Uefa ha voluto smontare il senso del pronunciamento di Madrid: "Dopo l'inequivocabile parere dell'avvocato generale a sostegno della missione centrale della Uefa nel governare il calcio europeo, la Uefa attende ora la sentenza della Corte di Giustizia europea, che sarà poi notificata al tribunale commerciale di Madrid in modo che possa essere applicata nel procedimento principale".

Gravina: "La Juve modello, ma ci sono delle norme e vanno applicate"

A marzo, con tutta probabilità, si aprirà anche una nuova pagina di discussione con la Uefa, a proposito del rispetto dei paletti economico finanziari. Sì, le condanne federali peseranno anche con la Commissione disciplinare di Nyon. Anche se il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, ha provato a diluirle indicando la Juve come "un modello economico, nell'ammodernamento delle infrastrutture, nel lanciare calcio femminile e seconde squadre". Poi ha aggiunto: "Ma ci sono delle norme e vanno applicate in maniera rigorosa". Gravina parla di "campo minato" per le plusvalenze, di "paletti da mettere" e chiama in causa la politica riguardo la necessità di nuove regole, chieste anche dai suoi tribunali: "Abbiamo bisogno di alcuni interventi del governo, mi aspetto un aiuto, uno scambio di riflessioni. Noi siamo aperti e vogliamo risolvere questo problema".

I rischi europei della Juve

Difficile però che verdetti tanto duri come quelli della Corte d'Appello federale, che frasi come quella firmata dal giudice Torsello ("I bilanci della Juventus semplicemente non sono attendibili") possano passare senza conseguenze a livello europeo. Soprattutto in un momento in cui il club bianconero è già soggetto ai parametri concordati a settembre nel settlement agreement con la Uefa: se quell'accordo già punitivo fosse fondato su dati di esercizio alterati, come evidentemente li ritiene la Corte, l'esclusione per almeno un anno dalle coppe sarebbe inevitabile. Di tutto ciò si parlerà forse a stagione conclusa. Ma tenere viva l'opzione Superlega vuol dire dotarsi di uno strumento utile anche nella battaglia legale. Per non mostrarsi né arrendevoli, né colpevoli: in fondo, la Juventus ribadisce quotidianamente come si senta vittima di decisioni "illogiche e infondate".

La Juve non molla la Superlega

La Juventus non ha intenzione di abbandonare la propria partita, nemmeno dopo il cambio di dirigenza: perché è vero che Agnelli è stato il portavoce più esposto nella battaglia ideologica e poi legale contro il presidente del calcio europeo, Ceferin. Ma quella linea era ampiamente concordata, e il terremoto societario non ha prodotto un ripensamento tanto drastico. Anzi, ritiene la Superlega l'unica alternativa a un modello che ha prodotto lo strapotere economico della Premier - evidenziato anche dall'ultimo mercato - sul calcio europeo. E vuol restare capofila di quel fronte. Almeno finché terrà.