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Juventus-Lazio 1-0, Bremer porta i bianconeri in semifinale di coppa Italia

Bremer esulta dopo il gol del vantaggio (ansa)
Una rete del brasiliano, con la complicità di Maximiano, decide la sfida dello Stadium. La squadra di Allegri gioca meglio e merita, ora la doppia sfida con l'Inter
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TORINO - Alla Juventus tocca vivere di squarci di luce come questo: la normalità di una semifinale di Coppa Italia, traguardo raggiunto per la decima volta in dodici anni, stavolta è una fonte di calore essenziale per una squadra di cuori in inverno (e anche in inferno, un po'), che eliminando la Lazio ha ritrovato l'unità che va cercando. "I ragazzi stasera sono stati molto bravi, per vincere le partite ci vuole lo spirito e l'atteggiamento giusto - ha analizzato Allegri a fine gara - Abbiamo difeso bene e giocato in maniera ordinata e con pazienza".

<< La cronaca della partita >>

Maximiano sbaglia, Bremer segna

La vittoria dello Stadium è stata risicata ma indiscutibile e non soltanto perché la Lazio s'è fatta sorprendere da un'azione di molti sbagli, andata così: tanto per cominciare Kostic, che stava a destra in seguito alla battuta di un corner, ha potuto crossare a palla completamente s…

TORINO - Alla Juventus tocca vivere di squarci di luce come questo: la normalità di una semifinale di Coppa Italia, traguardo raggiunto per la decima volta in dodici anni, stavolta è una fonte di calore essenziale per una squadra di cuori in inverno (e anche in inferno, un po'), che eliminando la Lazio ha ritrovato l'unità che va cercando. "I ragazzi stasera sono stati molto bravi, per vincere le partite ci vuole lo spirito e l'atteggiamento giusto - ha analizzato Allegri a fine gara - Abbiamo difeso bene e giocato in maniera ordinata e con pazienza".

<< La cronaca della partita >>

Maximiano sbaglia, Bremer segna

La vittoria dello Stadium è stata risicata ma indiscutibile e non soltanto perché la Lazio s'è fatta sorprendere da un'azione di molti sbagli, andata così: tanto per cominciare Kostic, che stava a destra in seguito alla battuta di un corner, ha potuto crossare a palla completamente scoperta trovando Bremer all'altezza del dischetto, senza che nessuno lo marcasse né lo mettesse in fuorigioco, permettendo così al brasiliano di anticipare di testa l'uscita goffa e intempestiva di Maximiano, portiere di coppa che però in campionato Sarri non s'azzarda a schierare, e non è difficile capire perché. L'azione degli errori in sequenza ha sparigliato l'equilibrio di una partita stagnante (cioè noiosa) che la Juve ha affrontato almeno con un certo spirito di conquista: nella nebbiosa incertezza che la attanaglia, non può permettersi di prendere sotto gamba nulla e men che meno la Coppa Italia, che resta il trofeo maggiormente a portata di mano nonché la strada più accessibile verso l'Europa, sempre che non sia l'Uefa a sbarrargliela.

Immobile solo per un tempo

La Lazio ha invece trasmesso un'idea di disinteresse, non ha punto, ha pressato poco, non ha mai cambiato ritmo né affrettati i tempi, affidandosi a quella tiritera di gioco che banalizza il sarrismo quando lo si pratica senz'anima. Immobile non ha toccato palla, lasciando il sospetto che non fosse pronto per giocare: difatti dopo l'intervallo non è più rientrato, ma non è che il centravanti alternativo Felipe Anderson abbia poi fatto chissà che, segno che il problema non è stato nella finalizzazione ma nella costruzione.

Di Maria fa arrabbiare Allegri

La Lazio non ha fatto altro che pestare l'acqua nel mortaio, costruendo una sola palla gol (un destro a giro di Zaccagni al 14') e poi giocando la partita preferita della Juve, che s'è accucciata a protezione del suo portiere senza neanche il bisogno di digrignare i denti né di trincerarsi dietro a qualche recinto di filo spinato: s'è messa lì in serena attesa che la Lazio le sbattesse addosso. Quando può sciorinare questo genere di senso pratico la Juve dà il meglio di sé ed è per quello che quando è apparso un inutile ghirigoro Allegri s'è imbestialito, imboccando rabbioso il tunnel degli spogliatoi un paio di minuti prima che la partita finisse: era furibondo con Di Maria che, anziché gestire un pallone per far passare il tempo, ha azzardato una giocata sopraffina e improbabile. Il campione del mondo, del resto, dà l'idea di giocare come se fosse in un campionato di livello nettamente inferiore al suo (e lo è, in effetti) e di volerlo platealmente dimostrare a ogni pallone che tocca.

Il suo quarto d'ora ha comunque riscaldato l'interesse dei pochi spettatori presenti, che non hanno potuto godersi appieno la prima volta della coppia Vlahovic-Chiesa, apparsi ancora lontanissimi da una condizione accettabile, specialmente il serbo: ma aspettarli e confidare nella loro vena è l'unica risorsa che può in qualche modo cambiare il corso della stagione juventina e diradare un poco la nebbia dell'incertezza.

Juventus-Lazio 1-0 (1-0)
Juventus (3-5-2): Perin; Danilo, Bremer, Alex Sandro; Cuadrado (43' st De Sciglio), Fagioli (19' st Miretti), Locatelli, Rabiot, Kostic; Chiesa (33' st Di Maria), Vlahovic (19' st Kean) (1 Szczesny, 23 Pinsoglio, 15 Gatti, 24 Rugani, 30 Soulé, 32 Paredes, 43 Iling-Junior). All.: Allegri.
Lazio (4-3-3): Maximiano; Lazzari, Patric, Romagnoli (33' st Casale), Marusic; Vecino (14' st Milinkovic-Savic), Cataldi (30' st Marcos Antonio), Luis Alberto (30' st Basic); Felipe Anderson, Immobile (1' st Pedro), Zaccagni (31 Adamonis, 94 Provedel, 3 Pellegrini, 11 Cancellieri, 18 Romero, 23 Hysaj, 26 Radu, 34 Gila, 50 Bertini). All.: Sarri.
Arbitro: Maresca di Napoli.
Reti: nel pt 44' Bremer.
Angoli: 5 a 1 per la Juventus.
Recupero: 2' e 5'.
Ammoniti: Cuadrado, Zaccagni e Danilo per gioco falloso, Perin per comportamento non regolamentare.
Spettatori: 21.581 per un incasso lordo di 913.182,00 euro.