Milan ancora a dieta, con RedBird-Elliott e il treno arabo perso
di Enrico Currò , di Enrico CurròMILANO - Il Milan in crisi ha chiuso il mercato invernale con un solo ritocco marginale, il portiere colombiano Vasquez: il budget non consentiva altro. Ma ora che il passaggio di proprietà del club dal fondo angloamericano Elliott della famiglia Singer alla società statunitense RedBird Capital di Gerry Cardinale è finito sotto la lente della Procura di Milano, un ulteriore passo indietro nel tempo riaccende la perplessità dei tifosi alla vigilia del derby: la ricostruzione della trattativa serrata tra Elliott da una parte e dall'altra il ticket formato dal fondo arabo Investcorp (sede in Bahrain) e la piattaforma di investimento MFO Multi Family Office Equity Partners (base a New York e presenza tra gli investitori della famiglia reale saudita, con Saudi Crown MFO). La trattativa iniziò nel novembre 2021 e saltò nel maggio 2022, quando sembrava in dirittura d'arrivo, per l'inserimento e il sorpasso di Cardinale, affermato manager …
MILANO - Il Milan in crisi ha chiuso il mercato invernale con un solo ritocco marginale, il portiere colombiano Vasquez: il budget non consentiva altro. Ma ora che il passaggio di proprietà del club dal fondo angloamericano Elliott della famiglia Singer alla società statunitense RedBird Capital di Gerry Cardinale è finito sotto la lente della Procura di Milano, un ulteriore passo indietro nel tempo riaccende la perplessità dei tifosi alla vigilia del derby: la ricostruzione della trattativa serrata tra Elliott da una parte e dall'altra il ticket formato dal fondo arabo Investcorp (sede in Bahrain) e la piattaforma di investimento MFO Multi Family Office Equity Partners (base a New York e presenza tra gli investitori della famiglia reale saudita, con Saudi Crown MFO). La trattativa iniziò nel novembre 2021 e saltò nel maggio 2022, quando sembrava in dirittura d'arrivo, per l'inserimento e il sorpasso di Cardinale, affermato manager dello sport professionistico americano e dello show business.
L'esito del closing
Il rapido closing arrivò a fine agosto e fu un esito sorprendente: le due offerte erano infatti più o meno della stessa entità - 1,2 miliardi di euro - ma quella di Investcorp-MFO era cash, mentre l'accordo con Cardinale è stato raggiunto attraverso la modalità di un vendor loan. Il venditore Elliott avrebbe in sostanza preferito un acquirente cui prestare soldi a un altro che non ne chiedeva. Elliott ha garantito al compratore RedBird un prestito consistente (non è stata mai smentita la cifra di circa 600 milioni, per un interesse annuo di 42 milioni). E RedBird ha lasciato al fondo dei Singer corposa voce in capitolo nelle scelte societarie del Milan, a cominciare dalla linea di austerity sul mercato.
La versione del manager di MFO
Interpellato da Repubblica, Carmine Villani, finanziere italo-americano, amministratore delegato di MFO e protagonista della prima trattativa, ne delinea i contorni: "Non posso entrare nei dettagli, ma posso confermare che la nostra cordata si era impegnata sia ad acquisire tutte le quote di maggioranza del Milan sia a garantire il successivo investimento sul mercato di 300-400 milioni, per riportare subito la squadra al livello più alto d'Europa, come la sua storia merita. Era tutto "equity". Se Elliott avesse voluto, gli avremmo lasciato quote di minoranza". In sostanza si trattava di un investimento diretto, senza bisogno di prestiti. I particolari e le clausole del successivo closing con RedBird e dell'esatta ripartizione delle quote azionarie sono ancora segreti.
L'indagine che mira a far luce sulle zone d'ombra
L'indagine dei pm della Procura milanese, Giovanni Polizzi e Maurizio Romanelli, mira a fare luce sulla zone d'ombra. L'intervento della Guardia di Finanza e l'ipotesi di reato contro ignoti - appropriazione indebita per 100 milioni di euro, nell'inchiesta nata dall'esposto dell'ex azionista di minoranza BlueSkye di Salvatore Cerchione e Gianluca D'Avanzo, che lamentavano di non essere stati messi al corrente della vendita - non preoccupa il fondo dei Singer, che definì "azioni frivole e vessatorie, col tentativo di estrarre un valore al quale BlueSkye non ha diritto" i contenziosi giudiziari avviati da D'Avanzo a Milano, Lussemburgo e New York. La posizione di Elliott rimane la stessa anche dopo l'acquisizione, da parte del Nucleo speciale di polizia valutaria della Gdf, dei documenti sull'affare Elliott-RedBird negli studi dei professionisti che hanno curato la transazione.
La prima riunione Ivestcorp-Singer
L'antefatto della trattativa, che sembrava destinata a portare il Milan al ticket Investcorp-MFO, è la prima riunione con Gordon Singer a Londra: risalirebbe a novembre 2021. Elliott non aveva impellente necessità di vendere il club, ma per la sua stessa natura di fondo attivista, essendo ormai passato qualche anno dall'acquisizione, poteva prendere in considerazione l'idea dell'uscita. A febbraio 2022 il ticket scelse come capofila Investcorp, rappresentato dall'Ad Hazem Ben-Gacem. Il fondo con base in Bahrain da circa 40 miliardi di dollari - creato da family officers del Golfo Persico, famiglie e fondi sovrani, che in Italia avevano già investito nella moda e nel lusso con Gucci e nello sport con Dainese, oltre a essersi interessati all'Inter, gravata però da debiti eccessivi - strinse il patto con MFO, tra i cui soci figura Marc Lasry, proprietario di Avenue Capital Group, che detiene nel basket i Milwaukee Bucks, franchigia della Nba. Per il potenziale affare Milan, dove la gestione Elliott aveva più che dimezzato i debiti, l'offerta iniziale fu tra gli 800 milioni e il miliardo. Poi si arrivò appunto a un miliardo e alla fine, debiti compresi, a quota 1 miliardo e 180 milioni, con la suddetta promessa di investire altri 300-400 milioni sul mercato.
Ad aprile era già stato superato anche lo scoglio della due diligence, il controllo dei conti. Ma tutto naufragò a maggio. Durante la volata della squadra per lo scudetto entrò in scena RedBird Capital, che accettò la condizione del prestito da Elliott. Così, saltata la pista arabo-americana, andò in porto con un'accelerazione velocissima l'affare con Gerry Cardinale. Che dalla scorso 31 agosto è il nuovo proprietario del Milan. Quattro mesi e mezzo dopo, la Procura di Milano vuole vederci chiaro.