Inter-Milan: la china pericolosa di Pioli, Inzaghi riempie la stagione
di Paolo Condò , di Paolo CondòAl di là dell'abiura di tutte le belle idee di gioco e atteggiamento che hanno portato al Milan l'ultimo scudetto, e in generale tre stagioni di crescita a petto in fuori, il calcolo che spinge Pioli a rinunciare all'intero primo tempo - e a una ripresa comunque gracile - gli costa anche il rendimento dei pilastri superstiti (Tonali, Theo, Giroud e il Leao trattenuto) e, se lunedì sera la Lazio non perderà a Verona, l'uscita dal quartetto Champions. La china è pericolosa perché domenica il migliore è stato Tatarusanu, eppure; perché De Ketelaere non ha nemmeno visto il campo, eppure; perché la difesa a 5 è l'espediente più antitetico rispetto al dna del Milan, eppure.
Inter-Milan, Calhanoglu batte l'angolo del gol e zittisce la curva milanista che lo insultava
Al di là dell'abiura di tutte le belle idee di gioco e atteggiamento che hanno portato al Milan l'ultimo scudetto, e in generale tre stagioni di crescita a petto in fuori, il calcolo che spinge Pioli a rinunciare all'intero primo tempo - e a una ripresa comunque gracile - gli costa anche il rendimento dei pilastri superstiti (Tonali, Theo, Giroud e il Leao trattenuto) e, se lunedì sera la Lazio non perderà a Verona, l'uscita dal quartetto Champions. La china è pericolosa perché domenica il migliore è stato Tatarusanu, eppure; perché De Ketelaere non ha nemmeno visto il campo, eppure; perché la difesa a 5 è l'espediente più antitetico rispetto al dna del Milan, eppure.
Inter-Milan, Calhanoglu batte l'angolo del gol e zittisce la curva milanista che lo insultava
Sono plus vertiginosi e per certi versi rischiosi, perché l'assenza di un pericolo palpabile è il più potente dei fattori distraenti: e dunque è stato bravo il Napoli ad attendere con pazienza che la chiusura ermetica dello Spezia si smagliasse sotto i colpi portati sempre in sicurezza, perché una caratteristica particolarmente ben sviluppata da Spalletti è la capacità di riaggredire in forze il pallone perduto senza lasciare spiragli al contropiede avversario. Quando uno spezzino in possesso di palla si trovava tre napoletani addosso, era ovvio che due suoi compagni fossero liberi: ma alzare la testa per scoprirli e servirli, eludendo il pressing, era impossibile.
Il pensierino della sera va ad Arkadiusz Reca, il difensore polacco dello Spezia che ha causato il rigore dello 0-1 con un tocco di braccio tanto ingenuo quanto lampante. Beh, grazie per non aver protestato. In un torneo dove ormai si contesta qualsiasi decisione, e più è evidente più forte si grida (guardate quanti gol vengono "accettati" senza che qualcuno ci provi alzando un braccio o correndo paonazzo dall'arbitro: quasi nessuno), Reca ha scosso la testa prendendosela solo con se stesso. Una persona seria.