Milan-Torino 1-0: Giroud porta fuori dal tunnel i rossoneri
di Enrico Currò , di Enrico CurròMILANO - Il nuovo campionato del Milan (Pioli dixit) è cominciato con la prima vittoria dopo 7 partite di scempio tra serie A, Coppa Italia e Supercoppa, con le ultime 4 finite in altrettante disfatte. Chi si accontenta magari non gode, però si consola in vista del duello di martedì in Champions col Tottenham di Conte, che adesso mette un po’ meno ansia. L’1-0 sul Torino di Juric, che aveva vinto le due sfide stagionali, non è molto luccicante. Ma il gol decisivo di Giroud si accompagna alla piccola metamorfosi tra il primo tempo milanista, abbastanza sconfortante, e il secondo, abbastanza promettente: ora la rincorsa alla zona Champions riparte sul serio.
A proposito di metamorfosi, per metà serata il Milan di camaleontico ha avuto solo la maglia verde, che permetteva ai giocatori di mimetizzarsi col prato, cioè di nascondersi. Il vero ostacolo alla riscossa pareva l…
MILANO - Il nuovo campionato del Milan (Pioli dixit) è cominciato con la prima vittoria dopo 7 partite di scempio tra serie A, Coppa Italia e Supercoppa, con le ultime 4 finite in altrettante disfatte. Chi si accontenta magari non gode, però si consola in vista del duello di martedì in Champions col Tottenham di Conte, che adesso mette un po’ meno ansia. L’1-0 sul Torino di Juric, che aveva vinto le due sfide stagionali, non è molto luccicante. Ma il gol decisivo di Giroud si accompagna alla piccola metamorfosi tra il primo tempo milanista, abbastanza sconfortante, e il secondo, abbastanza promettente: ora la rincorsa alla zona Champions riparte sul serio.
A proposito di metamorfosi, per metà serata il Milan di camaleontico ha avuto solo la maglia verde, che permetteva ai giocatori di mimetizzarsi col prato, cioè di nascondersi. Il vero ostacolo alla riscossa pareva la scarsa fiducia della squadra in se stessa. Maldini lo aveva del resto anticipato, ricordando (insieme al fatto che il contratto di Leao non è ora la priorità) come l’autostima avesse compromesso in passato anche vecchie edizioni del grande Milan, più gloriose di questa: la difesa a tre, teorizzava, sarebbe stata il modo migliore per ritrovare sicurezza. Il campo stava avvalorando la tesi – si spiegavano con la paura di rischiare certi passaggi tremebondi al compagno più vicino – e non la conclusione. Il modulo non stava affatto funzionando. Se l’innesto di Thiaw è servito specie sui cross, la titubanza di Kjaer stava per spalancare le porte del gol a Sanabria. Se l’obiettivo parallelo era di permettere a Hernandez il libero assalto sulla sinistra, ne stava approfittando poco il riossigenato Theo, capitano per il dirottamento di Calabria in panchina, dove il redivivo Ibrahimovic è rimasto seduto. Era arrivato quasi alla mezz’ora il primo duetto efficace tra Hernandez e Leao, di nuovo titolare dopo le due esclusioni di seguito. E se infine lo schema con Diaz e il portoghese vicini alle spalle di Giroud doveva sbrigliare la fantasia, la mossa si arenava su un doppio scoglio: la fatica di Krunic nel costruire accanto a Tonali e l’ostinazione di Diaz nel portare palla finché non gli veniva sottratta.
Più riuscita, in confronto, si stava rivelando la scelta di Juric di affrontare l’emergenza a centrocampo col battesimo della giovane coppia Adopo-Gineitis, formata dal ragazzo francese che un mese fa eliminò il Milan in Coppa Italia e dal diciottenne lituano, debuttante assoluto: nella porzione loro riservata la sola vera occasione da gol è capitata al Torino. Poi, però, è sbucato un Milan diverso dal tunnel, il che vale anche come metafora. A cambiare, visto che Pioli non ha fatto sostituzioni a differenza di Juric (staffette Linetty-Adopo dettata dalla tattica e più tardi Vojvoda-Buongiorno per infortunio), è stato l’atteggiamento: Hernandez ha preso finalmente a galoppare come ai vecchi tempi, Leao a parlare con lui lo stesso linguaggio tecnico e Diaz a riscoprire l’arte del taglio improvviso. L’1-0, preceduto dai salvataggi di Milinkovic-Savic su Leao e Giroud, non è stato incongruo con l’azione classica tutta francese: cross di Hernandez e testata di Giroud verso il palo lontano. Restava una mezzoretta da riempire di buone intenzioni e a non sottilizzare troppo è successo: il colpo di testa a lato di Karamoh sul solito corner indigesto pareggia lo sperpero di Hernandez su contropiede di Kalulu. Il saluto affettuoso di San Siro vale da appuntamento per il Tottenham. Servirà ben altro, anche se torneranno Bennacer e Tomori (per Maignan ci vogliono ancora 10 giorni). Ma questa vittoria che squarcia il buio di gennaio è già qualcosa.
Milan-Torino 1-0 (0-0).
Milan (4-3-3): Tatarusanu, Thiaw, Kjaer (25' st Gabbia), Kalulu, Hernandez, Tonali (43' st Pobega) , Krunic, Saelemaekers (43' st Calabria), Diaz (33' st De Ketelaere), Giroud (43' st Origi), Leao. All.: Pioli.
Torino (3-4-2-1): Milinkovic-Savic, Djidji (35' st Gravillon), Schuurs, Buongiorno (12'st Vojvoda), Singo, Gineitis (1' st Linetty), Adopo (23' st Karamoh), Rodriguez, Miranchuk, Vlasic (35' st Radonjic), Sanabria. All.: Juric.
Arbitro: Ayroldi di Molfetta.
Reti: nel st 17' Giroud.
Ammoniti: Gineitis, Kjaer, Buongiorno, Schuurs, Radonjic per gioco falloso.
Angoli: 3-8.
Recupero: 0' e 5'.
Spettatori: 68.268 per un incasso di1.749.003 euro.