Sampdoria-Inter 0-0: nerazzurri a nervi tesi. Lukaku insulta Barella: "Figlio di p..."
di Franco Vanni , di Franco VanniPoteva almeno affermarsi come la prima delle altre, invece niente. L’Inter a Marassi ha sprecato lo sprecabile, compresa l’occasione di distanziare il gruppone che preme lì dietro. Perché va bene che tenere il passo del Napoli è impossibile, ma fare un po’ meglio del Milan e delle romane sembrava una missione alla portata del gruppo di Inzaghi. Non ce l’ha fatta. L’Inter per la prima volta dopo 14 trasferte di fila non ha incassato gol, ma nemmeno è stata capace di segnarne, buttando via una mezza dozzina di potenziali palle gol. Le più vistose le hanno sprecate Lukaku al secondo minuto e Lautaro all’ultimo, in una parodia della coppia che nel 2020/21 portò a Milano lo scudetto.
Poteva almeno affermarsi come la prima delle altre, invece niente. L’Inter a Marassi ha sprecato lo sprecabile, compresa l’occasione di distanziare il gruppone che preme lì dietro. Perché va bene che tenere il passo del Napoli è impossibile, ma fare un po’ meglio del Milan e delle romane sembrava una missione alla portata del gruppo di Inzaghi. Non ce l’ha fatta. L’Inter per la prima volta dopo 14 trasferte di fila non ha incassato gol, ma nemmeno è stata capace di segnarne, buttando via una mezza dozzina di potenziali palle gol. Le più vistose le hanno sprecate Lukaku al secondo minuto e Lautaro all’ultimo, in una parodia della coppia che nel 2020/21 portò a Milano lo scudetto.
A Brozovic, promesso titolare, Inzaghi ha ancora prudentemente preferito in regia Calhanoglu, che sopra alla maglia gialla dell’Inter, la terza, ne ha vestita una con scritto “Pray for Turkey”. Per le vittime del terremoto, comprese quelle siriane, si è fatto un minuto di silenzio. E come al teatro Ariston, che dallo stadio Ferraris dista 150 chilometri, al silenzio del pubblico è seguito un monologo, non particolarmente ispirato. A esprimersi in solitudine è stata l’Inter, che ha messo in mostra il repertorio, dai tiri dai tacchi di prima di Barella, alle sgroppate di Big Rom, finalmente in campo dall’inizio. Proprio il sardo e il belga hanno offerto un’immagine che rappresenta il nervosismo dei nerazzurri: il primo si sbraccia lamentoso, il secondo lo riprende, i due si mandano a quel paese ed a Lukaku scappa un ''figlio di p...". Colpa della frustrazione di non riuscire a smuovere la difesa doriana, schierata su due file da cinque giocatori ciascuna, pronti a ripartire, soprattutto Cuisance e Zanoli. Il primo tempo è scivolato via così.
Nella ripresa la gara si è fatta più sporca, Maresca ha cominciato ad ammonire, ma la trama non è cambiata, come in una serie tv ripetitiva: attacco sterile dell’Inter e buona guardia dei padroni di casa. A poco sono serviti i cambi, che hanno portato in campo Dumfries, Brozovic (al posto dei due litiganti, usciti al 21') e Dimarco per Gosens, schiacciato dalla pressione. Ora l’Inter ne giocherà due di fila a San Siro. La prima, sabato contro l’Udinese. La seconda, mercoledì 22 febbraio con il Porto per l’andata degli ottavi di Champions. È la gara che potrebbe dare davvero un senso alla stagione interista. Se la Supercoppa vinta a Riad è stato il trofeo della continuità, l’accesso ai quarti sarebbe un segno di crescita, quantomeno in Europa.
Per i blucerchiati, galvanizzati da un pari inatteso, la gara di sabato contro il Bologna, di nuovo a Marassi, suona come l’ennesima ultima chiamata. In casa non hanno mai vinto in campionato. E con Stankovic in panchina, a Genova nemmeno hanno mai segnato. Una pena che non meritano i tifosi sampdoriani, infuriati col patron Ferrero ma numerosi e belli da vedere. Bello è stato anche il gesto dell’ad nerazzurro Beppe Marotta, che ieri mattina ha fatto visita al bambino di Ventimiglia che il 19 dicembre scorso fu trovato gravemente ferito per strada. Per l’aggressione sono stati indagati la nonna e il compagno. Il piccolo, tifosissimo interista, è stato invitato a vedere una partita a San Siro.
Sampdoria- Inter 0-0
Sampdoria (3-1-4-2): Audero, Murillo, Nuytinck, Amione, Winks, Zanoli (40' st Paoletti), Cuisance (13' st Sabiri), Djuricic (27' st Rincon) , Augello, Gabbiadini (27' st Murru), Lammers (40' st Quagliarella). All. Stankovic
Inter (3-5-2): Onana, Skriniar, De Vrij, Acerbi, Darmian (22' st Dumfries) , Barella (22' st Brozovic) , Calhanoglu, Mkhitaryan (44' st Carboni), Gosens (1' st Dimarco), Lukaku (22' st Dzeko), Lautaro. All. S.Inzaghi
Arbitro Maresca di Napoli
Angoli: 6 a 3 per l'Inter
Recupero: 1' e 5'
Ammoniti: Nuytinck, Lautaro, Amione e Lammers per gioco scorretto.
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