Bonucci pronto a rientrare, la Juve ritrova il capitano di mille battaglie
di Domenico Marchese , di Domenico MarcheseLeonardo Bonucci è pronto a tornare in campo 87 giorni dopo la sua ultima partita, giocata con la maglia della Nazionale contro l'Austria. Sembra solo un particolare irrilevante, ma in realtà è una conferma: in questa stagione il capitano della Juventus è stato a disposizione di Allegri nel periodo delle competizioni internazionali. Tra Champions League e Nazionale, Bonucci ha giocato più partite di quelle disputate in campionato: dieci con avversarie europee, nove in Serie A. Nel periodo in cui Danilo sta diventando sempre di più una bandiera e un punto di riferimento tecnico della Juventus, il centrale di Viterbo è sembrato defilarsi sempre di più: da domani contro il Nantes, però, il capitano farà il suo ritorno provando a portare il suo contributo anche in campionato.
Bonucci, i problemi muscolari e la necessità di centellinare gli sforzi
A 35 anni, e con i 36 ormai dietro l'angolo, chiedere con…
Leonardo Bonucci è pronto a tornare in campo 87 giorni dopo la sua ultima partita, giocata con la maglia della Nazionale contro l'Austria. Sembra solo un particolare irrilevante, ma in realtà è una conferma: in questa stagione il capitano della Juventus è stato a disposizione di Allegri nel periodo delle competizioni internazionali. Tra Champions League e Nazionale, Bonucci ha giocato più partite di quelle disputate in campionato: dieci con avversarie europee, nove in Serie A. Nel periodo in cui Danilo sta diventando sempre di più una bandiera e un punto di riferimento tecnico della Juventus, il centrale di Viterbo è sembrato defilarsi sempre di più: da domani contro il Nantes, però, il capitano farà il suo ritorno provando a portare il suo contributo anche in campionato.
Bonucci, i problemi muscolari e la necessità di centellinare gli sforzi
A 35 anni, e con i 36 ormai dietro l'angolo, chiedere continuità a Bonucci è impossibile. Il centrale ha alle spalle una carriera in cui gli infortuni hanno avuto un peso trascurabile fino a due anni fa: sono infatti 24 le partite saltate nell'ultimo biennio contro le 21 complessive nel resto del suo percorso calcistico, comprensive delle 3 per Covid. Dati che evidenziano l'inevitabile usura del difensore, che non si è mai fermato nei suoi anni in bianconero e nell'anno al Milan: 52 partite giocate nella stagione 2014/15, 49 nel 2015/16, 51 nel 2017/18 con la maglia rossonera, 47 in quella successiva. Numeri impressionanti che evidenziano la tenuta fisica di Bonucci ma anche lo sforzo profuso dal difensore, che dalla stagione 2020/21 ha iniziato a ridurre drasticamente le sue presenze. Le partite sono diventate 35 nella stagione 2020/21, poi 34 in quella successiva fino ad arrivare alle 15 in questa stagione ancora in corso di svolgimento. Quando il suo corpo ha alzato bandiera bianca, costringendolo a scegliere le partite in base alla propria disponibilità: tenere il freno in campionato, restando per quattro volte in panchina, conto a cui si possono aggiungere altre due presenze con una manciata di minuti, per dare tutto in Europa. In sei partite di Champions League è sempre stato titolare tranne nella sfida casalinga con il Maccabi Haifa, l'unica vinta dalla Juventus. Conteggio che ripartirà, probabilmente con una manciata di minuti a partita in corso, con l'arrivo dell'Europa League e del Nantes.
La media punti della Juventus crolla con lui in campo
Analizzando il cammino europeo dei bianconeri, si capisce perché la media punti con Bonucci titolare sia drasticamente più bassa di quella senza di lui in campo al calcio d'inizio. Nelle 11 partite in cui è stato titolare, la Juventus ha conquistato 13 punti, con una media di 1,1 a partita: bilancio che quasi raddoppia senza di lui, come dimostrano i 34 punti in 17 gare, una media di 2 a partita. Naturalmente questo non significa che Bonucci faccia male alla Juventus e che senza di lui la squadra di Allegri sia una macchina perfetta: nei momenti di difficoltà e nelle partite più complicate, come quelle di Champions, l'allenatore ha puntato sul capitano di mille battaglie, naufragato però insieme alla squadra. Appena ha potuto rallentare l'ha fatto, alzando poi bandiera bianca a metà dicembre, quando un'infiammazione del tendine dell'adduttore lungo l'ha messo fuori gioco in piena preparazione per la ripresa di gennaio. Da quel momento è scomparso dai radar, lavorando in palestra e affidandosi alle cure dello staff medico bianconero: contro la Fiorentina domenica scorsa avrebbe potuto fare il suo ritorno se l'influenza non avesse complicato il quadro generale. Domani con il Nantes, andata dei playoff che qualificano al tabellone principale di Europa League, sarà a disposizione di Allegri con l'idea di farlo entrare a partita in corso: non per la media evidenziata prima, ma per non accelerare troppo i tempi rischiando una ricaduta.
La difesa a tre, il regno di Bonucci
Allegri maturò la scelta di passare alla difesa a tre in occasione del derby contro il Torino, che Bonucci iniziò dalla panchina entrando poi in campo al posto di Bremer. Da quel momento il sistema difensivo bianconero non è più cambiato: il capitano l'ha interpretato solo per tre partite, prima di fermarsi per infortunio. Resta, in ogni caso, lo schieramento che meglio si adatta alle sue caratteristiche tecniche: con Conte allenatore, Bonucci fece il definitivo salto di qualità proprio giocando al centro della difesa a tre bianconera, mettendo in evidenza le sue doti nel lanciare i compagni in campo aperto. Se dal punto di vista difensivo Bremer, attualmente, fornisce più sicurezza ad Allegri, avere un regista arretrato, vista la pessima stagione di Paredes e le caratteristiche di Locatelli, è una carta vincente che l'allenatore vuole giocarsi in Europa e in questa delicata fase della stagione. Dai suoi piedi possono partire i lanci per innescare la velocità di Chiesa, per raggiungere Vlahovic o Milik e far salire la squadra, per trovare Di Maria e liberare il suo devastante uno contro uno. Bonucci è pronto a tornare e a cambiare ancora una volta la Juventus: per risalire la china e dimostrare che a volte, le statistiche e i numeri, raccontano solo una parte di verità.