Spezia-Juventus 0-2: Kean e Di Maria, prosegue la risalita bianconera
dal nostro inviato Emanuele Gamba , dal nostro inviato Emanuele GambaLA SPEZIA - Una passata dopo l'altra, la Juventus sta dando dei decisi colpi di spugna alla penalizzazione che la opprime e che molto anche la perplime, anche se ormai la squadra sembra essersi liberata dal giogo di quei 15 punti che più che il secondo posto in classifica le avevano tolto il respiro, libertà di pensiero, una prospettiva. Dopo la vittoria faticosa di La Spezia contro una squadra derelitta e sospesa tra un allenatore e l'altro (ieri al posto dell'esonerato Gotti c'era Lorieri, in attesa di Semplici) adesso i bianconeri sono provvisoriamente settimi e quindi di nuovo all'interno del perimetro largo delle coppe: la zona Conference non è neanche malaccio, visto che tre settimane fa Allegri parlava di salvezza. La Juve penalizzata ha insomma fatto abbastanza per non penalizzarsi oltre, anche se poi il suo modo stitico di vincere penalizza chi deve pagare il biglietto, ammesso che ci sia gente che va allo stadio per godersi una bella …
LA SPEZIA - Una passata dopo l'altra, la Juventus sta dando dei decisi colpi di spugna alla penalizzazione che la opprime e che molto anche la perplime, anche se ormai la squadra sembra essersi liberata dal giogo di quei 15 punti che più che il secondo posto in classifica le avevano tolto il respiro, libertà di pensiero, una prospettiva. Dopo la vittoria faticosa di La Spezia contro una squadra derelitta e sospesa tra un allenatore e l'altro (ieri al posto dell'esonerato Gotti c'era Lorieri, in attesa di Semplici) adesso i bianconeri sono provvisoriamente settimi e quindi di nuovo all'interno del perimetro largo delle coppe: la zona Conference non è neanche malaccio, visto che tre settimane fa Allegri parlava di salvezza. La Juve penalizzata ha insomma fatto abbastanza per non penalizzarsi oltre, anche se poi il suo modo stitico di vincere penalizza chi deve pagare il biglietto, ammesso che ci sia gente che va allo stadio per godersi una bella partita invece che fare il tifo per uno o per l'altro, oppure contro uno o contro l'altro.
Questa, in ogni caso, bella non lo è stata, almeno fino a quando la gente non ha potuto mettere gli occhi su Di Maria e sul suo piede sinistro d'antan che Allegri deve preservare con certosina prudenza, visto che l'età è quella che è. Però quando è entrato lui, in staffetta con l'altro marcatore di giornata, Kean, qualcosa è davvero cambiato, la palla ha smesso di ruzzolare per caso tra una pedata e l'altra e in lui ha trovato finalmente la rotondità che le spetta. Di Maria ha segnato il 2-0 con un sinistro chirurgico da 20 metri, infilzando il quarantenne Marchetti e i suoi riflessi ormai sorpassati (s'era visto anche sull'1-0, tocco sporco di Kean su cross di Kostic, ma d'altronde l'ex portiere azzurro non giocava in serie A dal maggio 2021) ma comunque alzando il tono tecnico di una partita spesso tecnicamente orripilante. La differenza tra Di Maria a il calciatore medio del nostro campionato è sconcertante, lui sciorina superiorità senza sforzo apparente, come se fosse un laureato mandato a frequentare le elementari. Giovedì proverà a fare lo stesso anche in Europa League a Nantes, dove potrebbe di nuovo non esserci Chiesa, alle prese con un acciacchetto muscolare.
La Juve ha fatto tre tiri in porta e due gol. Il terzo, di Fagioli, è stato poco più di un passaggio a Marchetti. I bianconeri hanno patito a lungo gli slanci poveri e generosi del derelitto Spezia, che ha costretto Perin a due mezzi miracoli (Gyasi e Nikolaou), corso e rincorso, tenuto palla per il 58% del tempo (la Juve si è fatta piccola pure in casa di una piccola in crisi) e in sostanza giocato allo stesso (modesto) livello, ma poi Di Maria ha stabilito le differenze. "Lui ci dà tranquillità, ma d'altronde avete mai visto dei campioni che sono agitati quando hanno il pallone fra i piedi?" si domandava retoricamente Allegri, ammettendo implicitamente che di campioni attualmente non ne allena molti altri, se "a volte siamo un pochino frettolosi, isterici nel passarci la palla". A La Spezia ha colpito l'approssimazione tecnica di Vlahovic, mentre nel caso di Paredes a mancare è proprio la voglia: stufo del suo menefreghismo, l'allenatore l'ha tolto nell'intervallo assieme a Cuadrado, che stava molto soffrendo le folata di Reca. Le due provvidenziali sostituzioni hanno incoraggiato il colpo di spugna, anche se poi alla fine è sempre il colpo di classe quello per cui vale la pena andare alla partita.
Spezia (4-3-3): Dragowski (25' pt Marchetti); Amian, Ampadu, Nikolaou, Reca; Bourabia, Ekdal (34' st Caldara), Agudelo (14' st Nzola); Verde (34' st Maldini), Shomurodov, Gyasi. All.: Lorieri.
Juventus (3-5-2): Perin; Danilo, Rugani, Alex Sandro; Cuadrado (1' st De Sciglio), Locatelli, Paredes (1' st Fagioli), Rabiot, Kostic (36' st Iling-Junior); Vlahovic (48' st Bonucci), Kean (11' st Di Maria). All.: Allegri.
Arbitro: La Penna di Roma 1.
Reti: nel pt 32' Kean; nel st 21' Di Maria.
Angoli: 7-4 per lo Spezia.
Recupero: 2' e 3'.
Ammoniti: Rabiot, Agudelo, Fagioli e Reca per gioco falloso.
Note: spettatori 11.767.
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