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Inter, a Inzaghi mancano dribblatori. Per Leao continua l'eclissi

Simone Inzaghi (ansa)

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Il commento alla ventiquattresima giornata di Serie A
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Il week-end dell'assalto al cielo si chiude con la respinta degli insorti. Il Manchester United porta a casa la Carabao Cup senza concedere una chance al Newcastle: 2-0. Il Bayern non si lascia commuovere dalle fresche ambizioni dell'Union Berlino: 3-0. Il Psg demolisce senza pietà l'opposizione del Marsiglia al Velodrome: 3-0. Al centro del grande paesaggio, un particolare che colpisce: l'1-0 dello United - apriscatole per il primo trofeo di Ten Hag - lo segna il formidabile Casemiro che la scorsa estate, dopo aver festeggiato la quinta Champions vinta col Real Madrid, prese l'aereo per Manchester. Mercoledì scorso Ancelotti, dopo una prima parte di stagione assai pigra, ha scatenato i suoi satanassi distruggendo il Liverpool ad Anfield (5-2). Insomma, è finita la ricreazione. Immaginate Benzema, Vinicius, Modric e il loro vecchio sodale Casemiro seduti uno accanto all'altro - come cyborg in sonno - nel momento in cui gli occhi si accendon…

Il week-end dell'assalto al cielo si chiude con la respinta degli insorti. Il Manchester United porta a casa la Carabao Cup senza concedere una chance al Newcastle: 2-0. Il Bayern non si lascia commuovere dalle fresche ambizioni dell'Union Berlino: 3-0. Il Psg demolisce senza pietà l'opposizione del Marsiglia al Velodrome: 3-0. Al centro del grande paesaggio, un particolare che colpisce: l'1-0 dello United - apriscatole per il primo trofeo di Ten Hag - lo segna il formidabile Casemiro che la scorsa estate, dopo aver festeggiato la quinta Champions vinta col Real Madrid, prese l'aereo per Manchester. Mercoledì scorso Ancelotti, dopo una prima parte di stagione assai pigra, ha scatenato i suoi satanassi distruggendo il Liverpool ad Anfield (5-2). Insomma, è finita la ricreazione. Immaginate Benzema, Vinicius, Modric e il loro vecchio sodale Casemiro seduti uno accanto all'altro - come cyborg in sonno - nel momento in cui gli occhi si accendono di una luce verde. Fine inverno e dunque è l'ora: si va in scena.

Il Napoli verso lo scudetto

In Serie A la situazione è diversa. La rivoluzione c'è già stata, veloce e profonda, e da metà gennaio, dal 5-1 alla Juve per intenderci, non esiste dubbio sullo scudetto del Napoli che non sia legato a scaramanzie, malocchi e altri esoterismi da b-movie. Sabato a Empoli è arrivata l'ottava vittoria consecutiva, secondo ciclo da 8 di un campionato dominato oltre ogni spiegazione riduttiva, perché se è vero che l'opposizione non ha mai smesso di perdere colpi, fino ad accumulare uno svantaggio di 18 punti (sono 6 partite piene, sic rebus stantibus il Napoli potrebbe programmare la festa per fine aprile), è altrettanto evidente come il congegno creato da Spalletti sia talmente perfezionato e aggressivo da togliere a chiunque la voglia di lottare. Che siano gli avversari di giornata - l'Empoli è una bella squadrina, ma non ha tentato nulla nemmeno nei 25 minuti di superiorità numerica - che siano i rivali (ehm) di classifica: il Napoli gioca sovente prima degli altri, che quando vanno in campo sanno così di dover vincere non per guadagnare terreno, ma per non perderne. Come l'indimenticabile battuta di Beppe Viola sul pugile sfigurato dai colpi ed esausto che, tra una ripresa e l'altra, chiede al suo secondo come se la stia cavando, e quello impietoso risponde "se l'ammazzi fai pari".

Crisi Inter, Bologna ancora fatale

L'Inter ha lasciato a Bologna tre punti pesanti nella corsa alla prossima Champions (e tra Monza, Empoli e Samp ne aveva già "dimenticati" di significativi) e soprattutto la chance di vivere serenamente l'avvicinamento alle partite che definiranno la sua stagione, ovvero il ritorno col Porto - e magari i quarti - in Champions e le semifinali con la Juve di coppa Italia. Se l'Inter di inizio stagione perdeva regolarmente gli scontri diretti, questa del 2023 lamenta la patologia contraria: brillante contro i forti (Napoli, Supercoppa, derby, Porto), svagata e mai reattiva nei match che richiedono una preparazione mentale. In queste gare non si accende mai la luce verde negli occhi dei nerazzurri, ed è chiaro che sul tema il primo a dover intervenire è l'allenatore. L'Inter non possiede dribblatori - carenza da colmare, basta vedere come Kvara ha cambiato la storia del Napoli - per creare una superiorità numerica deve sfinirsi di tattiche. Non ha scorciatoie, il che allunga di molto la sua strada.

Milan da Champions contro l'Atalanta

Il solito gol portentoso di Theo Hernandez all'Atalanta, che il karma negativo dei portieri argentini trasforma in autorete di Musso, basta a Pioli per vincere lo scontro diretto di giornata. I rilievi sul Milan sono trasparenti. In positivo, l'organizzazione difensiva tornata così puntuale da non far nemmeno tirare in porta l'Atalanta: Thiaw è una nuova certezza, Kalulu e Tomori sono tornati ai loro livelli. In negativo, la perdurante eclissi di Leao in zona gol: soltanto due centri in 12 gare nel 2023, almeno Messias (su suo assist, va detto) ha tolto pathos agli ultimi minuti del match. A prescindere da rientri e rinnovi, il Milan ha bisogno di un grande attaccante giovane.

In campo Juve, Lazio, Roma e Fiorentina

La ripresa della stagione europea allunga le giornate di campionato, sempre più gommose: Verona-Fiorentina di lunedì sera è una gara che potrebbe riaprire la corsa sul fondo, spingendo in alto la quota salvezza visto che quasi tutti si sono messi in marcia. Lazio e Roma vantano un turno favorevole, la Juve da anni non trova opposizione nel derby, ma sono anche anni che il Torino - grazie alla penalizzazione bianconera - non se lo gioca da così vicino. Nel 2023 è salito molto in classifica il Bologna, e con 16 punti in 9 gare varrebbe la pena di insistere. L'Europa non è poi così lontana.