Milan-Atalanta 2-0: i rossoneri agganciano l'Inter al secondo posto e ritrovano Maignan e Ibrahimovic
di Enrico Currò , di Enrico CurròMILANO — L'Atalanta di Gasperini, che ha fatto venire il mal di denti a Guardiola e l'emicrania a Klopp, è da 4 anni il metro di paragone ideale per ogni squadra ambiziosa o in cerca di se stessa. Stavolta ha misurato il Milan e ha avvalorato il diritto di Pioli a sentirsi di nuovo, alla sua ottocentesima panchina in carriera, la guida ispirata, se non della squadra che può rivincere lo scudetto (il favoloso Napoli impedisce il bis), il demiurgo di una legittima aspirante all'ingresso tra le prime otto d'Europa e alla qualificazione alla Champions per la terza volta di seguito. Il primo obiettivo passa attraverso la visita in casa del Tottenham tra 9 giorni, cui i campioni d'Italia arrivano ben preparati spiritualmente, tatticamente e fisicamente, al di là del gol di vantaggio dell'andata. Il secondo obiettivo richiede un'attesa più lunga, però intanto il Milan si è sottratto all'ammucchiata, agg…
MILANO — L'Atalanta di Gasperini, che ha fatto venire il mal di denti a Guardiola e l'emicrania a Klopp, è da 4 anni il metro di paragone ideale per ogni squadra ambiziosa o in cerca di se stessa. Stavolta ha misurato il Milan e ha avvalorato il diritto di Pioli a sentirsi di nuovo, alla sua ottocentesima panchina in carriera, la guida ispirata, se non della squadra che può rivincere lo scudetto (il favoloso Napoli impedisce il bis), il demiurgo di una legittima aspirante all'ingresso tra le prime otto d'Europa e alla qualificazione alla Champions per la terza volta di seguito. Il primo obiettivo passa attraverso la visita in casa del Tottenham tra 9 giorni, cui i campioni d'Italia arrivano ben preparati spiritualmente, tatticamente e fisicamente, al di là del gol di vantaggio dell'andata. Il secondo obiettivo richiede un'attesa più lunga, però intanto il Milan si è sottratto all'ammucchiata, agguantando l'Inter al secondo posto, nel perpetuo derby che va ormai in scena da tre stagioni e al quale la vicenda tortuosa del nuovo stadio e quelle delle rispettive nebbie societarie fanno da sfondo vago: è nel vecchio Meazza sempre pieno che giocano nel frattempo le due milanesi e l'abbattimento del futuro Olimpico appare piuttosto incongruo.
Ibrahimovic torna in campo dopo 280 giorni
La quarta vittoria consecutiva è stata netta. Il 2-0, inflitto all'Atalanta secondo trama rispondente al gioco e con un gol per tempo (l'autorete del portiere Musso è nata da un'azione limpida chiusa dal palo di Hernandez, il raddoppio di Messias da un contropiede perfetto), è stato accompagnato da tre eventi per nulla collaterali: i rientri di Maignan dopo 5 mesi e di Ibrahimovic dopo 9 e la conferma che Leao è il più delizioso inventore di assist del campionato e pazienza se i compagni ne sperperano la maggior parte.
Il ritorno di Maignan
Il titolare designato della Francia di Deschamps, osservato dal soddisfatto emissario del ct, assurge a una sorta di messia del calcio contemporaneo, in cui il portiere para ma fa pure il regista, mentre il Messias in senso stretto si ribella sempre più all'etichetta di riserva. Gli effetti del nuovo sistema di gioco, ormai introiettato dopo congruo rodaggio, lo ha così descritto Leao:"Difendiamo meglio, io sono più libero e più vicino alla porta". In verità si è notato con chiarezza il meccanismo a catena, in cui Maignan ha diretto da dietro l'impostazione. Sono stati i tre più talentuosi a rinvigorire l'offensivismo, sfocato. Hernandez ha ripreso a tagliare il campo. Leao ha duettato volentieri con Giroud, secondo i canoni classici delle coppie di punta più affiatate: il centravanti fa le sponde e si fionda in area per raccogliere gli inviti del compagno più agile, che inventa come gli detta l'estro.
Leao: "Al Milan sto bene, col rinnovo vediamo cosa succede"
Soffocata dal ritmo, l'Atalanta ha faticato a sbrigliare il suo trio avanzato Koopmeiners-Lookman-Hojlund. Il gol a metà tempo ha obbedito al canovaccio: sul lancio di Kalulu la torre di Giroud ha offerto a Hernandez il sinistro da fuori. Leao ha chiesto l'espulsione di Toloi, che ne aveva interrotto la fuga con una manata da terra: ne ha ricavato l'ammonizione per proteste, che gli farà saltare la Fiorentina. La ripresa, con le annesse sostituzioni, non ha cambiato lo scenario: solo il Milan ha tirato e ha segnato ancora, quando il quarantunenne Ibra era già riapparso in campo, mostrando un'età agonistica assai inferiore a quella anagrafica. I tifosi hanno celebrato (a proposito: tutto da interpretare il balletto Hernandez-Diaz sull'1-0, col francese che si toccava il naso). Esegeti in azione anche per le parole di Leao sul contratto: "Sto bene a Milano. Vediamo a fine stagione che cosa succede".
Il tabellino di Milan-Atalanta
Milan-Atalanta 2-0
Milan (3-4-2-1): Maignan 6 - Kalulu 7, Thiaw 6,5, Tomori 6,5 - Messias 7 (43' st Saelemaekers sv), Krunic 6,5, Tonali 6,5, T.Hernandez 7 - B.Diaz 7 (29' st De Ketelaere 6), Leao 7,5 (43' st Rebic sv) - Giroud 7 (29' st Ibrahimovic 6). All. Pioli 7.
Atalanta (3-4-2-1): Musso 6 - Toloi 5, Djimsiti 5, Scalvini 6 (38' st Palomino sv) - Zappacosta 5,5 (38' st Ruggeri sv), Ederson 5 (18' st Boga 5,5), De Roon 6, Maehle 5,5 - Koopmeiners 5,5 (38' st Volrlicky sv)- Lookman 5 (24' st Muriel 5), Hojlund 5. All. Gasperini 6.
Arbitro: Mariani 6.
Reti 26' pt Musso (autogol), 36' st Messias
Note: Ammoniti Toloi, Leao, Gasperini, Thiaw, Krunic. Spettatori 72.203, incasso 2.236,167 euro.