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Roma-Juventus 1-0: decide un super gol di Mancini, per i bianconeri solo pali

Mancini esulta dopo il gol vittoria (ansa)
All'Olimpico ci pensa il difensore con bolide dalla distanza, la squadra di Allegri recrimina per 3 legni presi
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ROMA - Roma-Juventus è stata esattamente la partita brutta, sporca e cattiva che s’immaginava e l’ha decisa il più inatteso lampo di bellezza del più inatteso degli illuminanti, il difensore Mancini, capace di un gol bellissimo che ha scatenato una notte di furore e di scarso senso estetico. La Roma sono cinque volte di fila che vince in casa senza subire reti e questo è il timbro di Mourinho, il pescatore di episodi: c’è cascato persino Allegri, condannato a una rincorsa sterile in questa partita come forse nel campionato tutto, vista l’occasione fallita di vedere una lucina di Champions in fondo al tunnel. Invece resta nel buio.

<<La cronaca della gara>>

Fino al fulmine incendiario di Mancini, Roma e Juventus avevano fatto di tutto per non giocare, invitando piuttosto l’avversario a farlo, probabilmente nella coscienza dei propri e altrui limiti. Per Mourinho e Allegri il calcio non è piacevole com…

ROMA - Roma-Juventus è stata esattamente la partita brutta, sporca e cattiva che s’immaginava e l’ha decisa il più inatteso lampo di bellezza del più inatteso degli illuminanti, il difensore Mancini, capace di un gol bellissimo che ha scatenato una notte di furore e di scarso senso estetico. La Roma sono cinque volte di fila che vince in casa senza subire reti e questo è il timbro di Mourinho, il pescatore di episodi: c’è cascato persino Allegri, condannato a una rincorsa sterile in questa partita come forse nel campionato tutto, vista l’occasione fallita di vedere una lucina di Champions in fondo al tunnel. Invece resta nel buio.

<<La cronaca della gara>>

Fino al fulmine incendiario di Mancini, Roma e Juventus avevano fatto di tutto per non giocare, invitando piuttosto l’avversario a farlo, probabilmente nella coscienza dei propri e altrui limiti. Per Mourinho e Allegri il calcio non è piacevole come bersi una cioccolata calda quando fuori nevica, ma un modo per procurare sofferenza soffrendo: ieri avrebbe sofferto chi avesse dovuto giocare a pallone con il coraggio sguaiato del ragazzino in cortile e perciò hanno indotto gli altri a farlo, ovviamente senza riuscirci. Per non rischiare di dover prendere l’iniziativa, Mou ha proprio evitato di mettere attaccanti presentandosi non con il falso 9 ma con il senza 9, una sorta di 5-5-0 con cui intendeva togliere punti di riferimento alla Juve ma finendo anche per toglierne alla squadra sua.

Max di punte ne ha messa una, però Vlahovic ha fatto solo sponda ma per nessuno visto che Di Maria, pur non avendo marcature stabili dalle quali liberarsi, s’è mosso più nei dintorni della metà campo che dell’area di rigore. Così la partita è andata avanti a inviti: attacca tu, che io t’aspetto. Per lungo tempo gli unici tiri sono arrivati da lontano (Dybala, Locatelli, Di Maria, Cuadrado - palo esterno su punizione) salvo un colpo di testa di Rabiot respinto in combinazione da Rui Patricio e dal palo proprio sul finire del primo noiosissimo tempo.

Ma avrebbero potuto tutti quei ragazzoni abbandonarsi alla noia così a lungo? Certo che no, e il più imprevisto dei molti tiri da fuori, il siluro micidiale di Mancini, ha stappato la partita, finalmente diventata la corrida che il pubblico paga volentieri per vedere: i ragazzoni sono tornati ai tempi del cortile, hanno smesso di dar retta a remore e prudenze e quindi ingaggiato una ridda di corse e rincorse (corse juventine e rincorse giallorosse: il risultato imponeva questo copione) disordinate e appassionate, di contrasti ruvidi, di continui sbagli tecnici (ma si sbagliava anche quando i ritmi erano languidi) che hanno reso pirotecnica la ripresa, veemente la reazione della Juve (che ha preso un terzo palo nel finale, un autopalo di un Mancini in trance agonistica, mentre ogni cross veniva respinto da un giallorosso appostato) e ruggente la resistenza romanista, una tipica resistenza mouriniana che pure Allegri avrà apprezzato perché i due, che prima della partita si erano abbracciati e parlati a lungo, hanno gli stessi gusti. Rui Patricio stavolta ha parato tutto, compreso l’ultimo tentativo di Danilo al 98’, Szczesny ci ha messo del suo fermare Smalling e Kean per mandare all’aria ogni velleità scalciando Mancini, sempre lui, 40” dopo essere entrato e meritandosi la terza espulsione più veloce nella storia della A. In cortile capitano cose del genere.

Roma-Juventus 1-0 (0-0).
Roma (3-4-2-1)
: Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibanez; Zalewski (18' st Karsdorp), Cristante, Matic, Spinazzola; Pellegrini (41' st Belotti), Wijnaldum (27' st Bove); Dybala (27' st Abraham).  All.:Mourinho.
Juventus (3-5-2): Szczesny; Danilo, Bremer, Alex Sandro (1' st Bonucci); Cuadrado (44' st Kean), Fagioli (14' st Chiesa), Locatelli (31' st Pogba), Rabiot, Kostic (31' st Pogba); Di Maria, Vlahovic. All.: Allegri.
Arbitro: Maresca di Napoli.
Rete: nel st 9' Mancini.
Angoli: 6 a 2 per la Juventus.
Recupero: 1' e 7'.
Espulso: Kean per condotta antisportiva.
Ammoniti: Locatelli, Matic, Cristante, Spinazzola e Kostic per gioco falloso.
Spettatori: 64.213
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