Santa Maria Capua Vetere - Aurelio De Laurentiis ha preso parte (con i vertici della Figc e della Lega) all'incontro al dipartimento di Giurisprudenza dell'Università della Campania Luigi Vanvitelli sul "Regolamento del giuoco del calcio fra teoria e prassi". Ma il presidente ha parlato anche della situazione del Napoli e del Bari, i due club della sua famiglia. Priorità agli azzurri, reduci dal ko al Maradona contro la Lazio, il primo in casa in campionato in questa stagione. "Contro la Lazio è stata una sconfitta salutare, che ci aiuterà a non sederci. Ci hanno punito una cavolata di Kvaratskhelia e la paraculaggine di Sarri. Scudetto o Champions League? Mi auguro entrambi, ma diciamolo in silenzio, perché a furia di dircelo ci portiamo iella da soli" ha detto il patron azzurro.
De Laurentiis: "Sono tifoso del Napoli e di Napoli"
De Laurentiis è stato applaudito dagli studenti del 'Vanvitelli' ma anche da tanti tifosi e componenti di club Napoli intervenuti all'aulario della facoltà di legge. "Vorrei togliere ogni dubbio sul mio essere tifoso del Napoli. Da bambino mio padre mi portava allo stadio, quando veniva portato il ciuccio in processione. Se non fossi tifoso del Napoli sarei rimasto per 19 anni? Io sono tifoso di Napoli, Napoli città. La ritengo una città centrale a livello europeo, come era nei secoli passati. Combatto per privilegiare l'immagine di Napoli nel mondo, differenziandole dalle altre pur belle città italiane".
I controlli al Maradona
Il presidente del Napoli ha poi toccato l'argomento dei controlli al Maradona: "Sono molto rigido e vengo contestato, mi si dice che non sono tifoso. Ma io sono per l'organizzazione. Nell'ultima partita sono stati arrestati molti tifosi per spaccio di droga. Avete visto i tifosi della Lazio? Io non faccio entrare i fumogeni e poi quelli della Lazio sono entrati ed hanno mandato all'ospedale un bambino".
"Venderò il Bari se andrà in A"
"Lotto per equiparare il Sud al Nord, non a caso sono proprietario anche del Bari", ha spiegato il numero uno azzurro che alla domanda su cosa succederà se il club pugliese sarà promosso in Serie A ha risposto: "Lo cederemo a chi ci darà garanzia di saper gestire una squadra di calcio come si fa con un'opera dell'ingegno".
"Alla festa scudetto saranno in 3 milioni"
"Sono passati 33 anni dall'ultimo scudetto, pensate quanti napoletani sono nati. Quelli che sono nati dopo non hanno vissuto l'eccitazione degli Scudetti vinti. Essere sprofondati nel fallimento e poi avendo visto la crescita costante, il coronamento dello Scudetto potrebbe far impazzire la città. Potrebbero essere 2-3 milioni di partecipanti per la festa", ha poi aggiunto nella sede della stampa estera dove Victor Osimhen ha ricevuto il premio di miglior atleta straniero in Italia.