Inter-Juventus 0-1: Kostic firma il colpo bianconero
di Emanuele Gamba , di Emanuele GambaMILANO - Non c'è dubbio che l'unica squadra capace di fare da tramite tra il Napoli e il deserto sia la Juventus, ormai ufficialmente la squadra migliore tra le altre, al punto che sta minacciosamente piombando sulla zona Champions pur con la penalizzazione addosso. Sulla vittoria di San Siro s'allungherà per lungo tempo l'ombra del pallone sulle braccia di Vlahovic e Rabiot nell'azione del gol decisivo, ma al netto di quell'episodio, comunque discutibile, ha vinto chi se l'è meritato, e su questo discussioni non ce ne sono. La Juve ora è una squadra serena, come il suo allenatore: "Ho detto ai ragazzi che bisogna vincere le partite per vivere bene e siccome ho una certa età, se vinciamo sto sereno". Se n'è addirittura andato a 10' dalla fine, "perché ero nervoso e non volevo farmi espellere, tanto la squadra non ha bisogno di me". Occorre solo vedere se questa sia davvero un'i…
MILANO - Non c'è dubbio che l'unica squadra capace di fare da tramite tra il Napoli e il deserto sia la Juventus, ormai ufficialmente la squadra migliore tra le altre, al punto che sta minacciosamente piombando sulla zona Champions pur con la penalizzazione addosso. Sulla vittoria di San Siro s'allungherà per lungo tempo l'ombra del pallone sulle braccia di Vlahovic e Rabiot nell'azione del gol decisivo, ma al netto di quell'episodio, comunque discutibile, ha vinto chi se l'è meritato, e su questo discussioni non ce ne sono. La Juve ora è una squadra serena, come il suo allenatore: "Ho detto ai ragazzi che bisogna vincere le partite per vivere bene e siccome ho una certa età, se vinciamo sto sereno". Se n'è addirittura andato a 10' dalla fine, "perché ero nervoso e non volevo farmi espellere, tanto la squadra non ha bisogno di me". Occorre solo vedere se questa sia davvero un'impresa, visto che l'Inter ha l'abitudine di perdere una partita ogni tre: insomma, batterla capita a molti.
Il gol di Kostic ha smarginato una squadra che fin lì aveva fatto poco (Barella aveva sollecitato due volte Szczesny) ma comunque più del nulla della Juve, passata però con un'azione fatta bene, condotta da Vlahovic e Rabiot e rifinita da Kostic con un diagonale radente sul palo opposto. Il suo marcatore, Dumfries, gli stava a metri di distanza, a ridosso delle linea di porta: ma perché? Per la convalida sono stati necessari 4' di moviola per analizzre i tocchi di braccio di Vlahovic e Rabiot (soprattutto il suo pareva chiaro) senza ricavarne una vera evidenza, perciò ha fatto fede l'impressione dal campo di Chiffi. La partita s'è incattivita, Bremer ha fatto il bullo con Barella e Lukaku passandola liscia, l'arbitro ha cambiato registro dimostrando incertezza ma più che altro l'Inter s'è smarrita nel suo stesso nervosismo, come tormentata da da un verdetto mai condiviso. La Juve se si deve difendere a riccio sa farlo divinamente, specialmente quando i mediani danno rinforzo: due salvataggi di Locatelli e Rabiot su Çalhanoglu, per esempio, hanno detto molto dello spirito dei bianconeri, che hanno costretto l'Inter a una partita sincopata e spesso pure frustata.
Nell'intervallo Inzaghi dev'essere riuscito a calmare i suoi, rientrati senza i nervi tesi ma con un piattume tecnico ed emotivo che ha reso la partita una lagna, visto che gli interisti hanno attaccato quasi per dovere ma senza nessun senso del gioco e figuriamoci del piacere, mentre la Juve faceva bene le cose che sa far benissimo, vale a dire arricciarsi e poi srotolarsi in contropiede, anche se di fatto non c'è stata una sola degna azione da gol in tutto il secondo tempo: solo molti cross a vuoto per centravanti fantasma, tant'è che Lukaku è spesso stato mandato a quel paese dai suoi stessi crossatori, evidentemente irritati dal suo modo di muoversi in area, o di non muoversi affatto.
L'Inter ci ha provato cambiando di continuo la posizione ai tre centrocampisti ma ricavando solamente disordine dal disordine, mentre la Juve è andata a vincere di collettivo: si percepisce uno spirito che fino a novembre non c'era, una mutualità spinta, una voglia di stare assieme che forse è la risonanza dei quindici punti di penalizzazione, che alla fine hanno convinto tutti di essere sulla stessa barca, e a remare dalla stessa parte. O forse bastava far fuori uno come Paredes (espulso per una rissa con D'Ambrosio a partita finita), del tutto estraneo a questa faccende. Allegri ha ottenuto un buon contributo operaio dal giovane Soulé ma ha perso Chiesa (di nuovo noie al ginocchio destro), che gli era subentrato a metà ripresa. Però è quasi come se questa squadra non avesse bisogno di talento e bellezza, e le cose gli riescano meglio se ne può fare a meno.
Inter-Juventus 0-1 (0-1).
Inter (3-5-2): Onana; Darmian (34' st Correa), De Vrij, Acerbi; Dumfries (38' st Bellanova), Barella (18' st Mkhitaryan), Brozovic, Calhanoglu, Dimarco (18' st D'Ambrosio); Lukaku (34' st Dzeko), Lautaro All.: S. Inzaghi.
Juventus (3-5-2): Szczesny; Gatti, Bremer, Danilo; De Sciglio (30' st Cuadrado), Fagioli, Locatelli, Rabiot, Kostic; Soulé (21' st Chiesa, 38' st Paredes), Vlahovic All.: Allegri.
Arbitro: Chiffi di Padova.
Rete: nel pt 24' Kostic.
Angoli: 6-4 per l'Inter.
Recupero: 5' e 5'.
Ammoniti: Gatti, Rabiot e Danilo per gioco falloso, Barella e Paredes e D'Ambrosio per comportamento non regolamentare.
Spettatori: 75.224.