✕

Il dilemma del Milan americano: per trattenere Leao e Diaz servono 80 milioni del tesoretto Champions

I mattatori del 4-0 di Napoli sono troppo preziosi tecnicamente per non valutare lo strappo alla regola del contenimento delle spese. Intanto Daniel Maldini si candida al ritorno: nello Spezia sta convincendo tutti
3 minuti di lettura

NAPOLI - Il 4-0 del San Paolo, frutto di dominio tecnico e tattico, ha cambiato tutto. La questione è anche psicologica. Adesso il Milan, anche se fa finta che sia tutto come prima, sa di essere il favorito nel derby d'Italia in Champions. Ma è cambiato pure il mercato: pensare al divorzio a fine stagione da Leao e Diaz, i mattatori del Maradona, ora diventa un po' più difficile. Chi conosce bene l'ambiente di Milanello qualche presentimento l'aveva avuto. Il figlio e nipote d'arte Daniel Maldini, dopo la sua ottima partita giocata con lo Spezia contro la Salernitana, non si era limitato a sfoggiare soddisfazione per se stesso, ma si era spinto a un pronostico molto ottimistico sul suo Milan (è in prestito in Liguria) contro il Napoli: "3-1".

NAPOLI - Il 4-0 del San Paolo, frutto di dominio tecnico e tattico, ha cambiato tutto. La questione è anche psicologica. Adesso il Milan, anche se fa finta che sia tutto come prima, sa di essere il favorito nel derby d'Italia in Champions. Ma è cambiato pure il mercato: pensare al divorzio a fine stagione da Leao e Diaz, i mattatori del Maradona, ora diventa un po' più difficile. Chi conosce bene l'ambiente di Milanello qualche presentimento l'aveva avuto. Il figlio e nipote d'arte Daniel Maldini, dopo la sua ottima partita giocata con lo Spezia contro la Salernitana, non si era limitato a sfoggiare soddisfazione per se stesso, ma si era spinto a un pronostico molto ottimistico sul suo Milan (è in prestito in Liguria) contro il Napoli: "3-1".

Maldini e la difesa di Leao

Alla prova dei fatti è stato perfino prudente dato il risultato, che ha inorgoglito suo padre Paolo non meno della prestazione dell'erede e gli ha permesso di archiviare senza tensioni lo screzio dell'intervallo con Spalletti in difesa di Leao. La presa di posizione pubblica dell'illustre dirigente in favore del migliore talento della squadra è indicativa: rappresenta l'ennesima dimostrazione della volontà di non lasciarlo andare via a giugno e di fargli sentire che il Milan è il posto giusto per lui, il più giusto di tutti. Rafa più Brahim: trattenerli può bruciare buona parte del tesoretto della Champions (un'ottantina di milioni, ma dalla semifinale in su si sfonderebbe il tetto dei 100  milioni), ma rinunciare a loro non sarebbe tecnicamente la scelta più opportuna.      

Rafa, Brahim, Daniel: il futuro è già qui   

Mentre Pioli rassicurava i tifosi sull'infortunio muscolare di Brahim Diaz, la domenica milanista si è dunque chiusa all'insegna dei due nomi più a rischio di divorzio: Leao e Diaz, mattatori a Napoli. Il terzo nome è più di una suggestione: i progressi sempre più evidenti di Daniel Maldini, 22 anni il prossimo ottobre, protagonista a La Spezia, rendono plausibile il suo ritorno a casa e non certo per via del cognome ingombrante, ma perché nella prossima stagione può essere una risorsa tecnica in più. I gol d'autore contano -  uno al Milan e uno all'Inter, finora - ma conta di più l'evidenza di tecnica e fantasia superiori alla media e della crescita atletica. Pioli scaccia ogni distrazione dalla serie di partite che decideranno la stagione: Empoli, Napoli, Bologna, ancora Napoli, poi Lecce e Roma. Ora incombe appunto di nuovo il Napoli in Champions, preceduto da una partita a San Siro con l'Empoli, da non sbagliare ("in campionato non possiamo più fare errori", intima l'allenatore). Ma in realtà incombe anche il mercato, con le sue leggi non scritte. E i tre nomi suddetti sintetizzano perfettamente il momento.

Il gol di Brahim Diaz al Napoli (reuters)

Per Diaz braccio di ferro col Real

Assodato che il ritorno di Daniel Maldini sarebbe assai semplice, lo sono molto meno le conferme di Leao e Diaz. Lo spagnolo, 24 anni il prossimo agosto, è un giocatore del Real Madrid, che non ne ha certo potuto ignorare la capacità di essere decisivo nelle grandi partite: gli è capitato contro Juventus, Tottenham e Napoli (tutte e tre le volte, per inciso ma non troppo, Pioli lo ha schierato a destra). L'accordo teorico tra club prevede che il riscatto da parte del Milan valga 22 milioni di euro, il controriscatto del Real 27. La pratica dice che è aumentato il valore del giocatore (dai 25 milioni in su, oltre all'adeguamento dell'ingaggio), sul quale qualche rimpianto comincia ad averlo la Spagna per la mancata convocazione al Mondiale. Per trattenerlo a Milanello, in sostanza, il Milan americano deve fare uno strappo alla regola delle spese contenute, di cui Diaz (3 milioni pagati per il prestito oneroso, stipendio da meno di un milione l'anno) rappresenta uno tra i modelli più virtuosi. Ma può valerne decisamene la pena.

Per Leao chi più spende meno spende

Lo strappo alla regola per Leao, 24 anni il prossimo giugno, è notoriamente più largo e continua a condizionare l'infinita trattativa col padre Antonio e con l'avvocato Dimvula, i suoi due rappresentanti. Sono noti i termini economici della vicenda, con la richiesta di un ingaggio da 7,5 milioni netti l'anno (oggi lo stipendio è ancora di 1,5 fino a giugno 2024) e le due variabili non secondarie. La famosa multa da 16,5 milioni, che il giocatore portoghese deve versare allo Sporting Lisbona per la rescissione unilaterale del contratto nel 2018, è salita nel frattempo a poco meno di 20 milioni: le tentazioni dei club della Premier League, col solito Chelsea in testa, fanno leva proprio sulla prospettiva che grazie a loro l'incubo della sanzione svanisca, mentre il Milan non intende pagare una multa di cui non è responsabile. La variabile connessa alla prima è però il rischio di perdere il migliore giocatore della squadra a parametro zero, perché in assenza di rinnovo potrà accordarsi con un altro club da gennaio 2024.

Il caso è simile a quelli di Donnarumma e Kessié, che sono in effetti finiti al Psg e al Barcellona senza alcun indennizzo per il cartellino. Ma per Leao, che è un attaccante, la vicenda è diversa: vale dai 70 milioni in su e anche per questo l'ipotesi della cessione estiva non è mai stata secondaria. Tuttavia il prezzo del divorzio non è solo una questione economica, ma di ambizioni. Leao è stato il migliore calciatore della scorsa serie A, come ha certificato anche il quattordicesimo posto nella classifica del Pallone d'oro e a proposito di rimpianti ha alimentato quelli del Portogallo per il suo ridotto impiego al Mondiale. Quando l'inafferrabile Rafa gioca come sa (anche qui la tattica può influire, se parte da esterno sinistro e non da seconda punta è ancora più imprevedibile), dimostra che conviene tenerselo stretto: sostituire chi ha molti meriti nella conquista dello scudetto e adesso può aprire una strada inimmaginabile in Champions non sarebbe per niente facile. Lui vuole restare e dopo il 4-0 del San Paolo ha seminato i soliti indizi sui social. Al Milan americano, attento alla borsa, conviene probabilmente rispolverare il vecchio proverbio: davvero chi più spende, in certi casi, meno spende