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Curve contro De Laurentiis: i motivi dello scontro tra ultrà e presidente del Napoli

Neanche la meravigliosa cavalcata della squadra di Spalletti ha messo fine allo scontro frontale tra il presidente e gli ultrà. Il caro prezzi dei biglietti per la sfida di Champions contro il Milan è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Nei settori popolari inibito da mesi l'ingresso di tamburi, megafoni e persino delle bandiere
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NAPOLI - Ad accendere la miccia sono stati il caro prezzi e le beffarde modalità della prevendita dei biglietti per la sfida di Champions League contro il Milan, in programma al Maradona il 18 aprile. Ma è solo la classica goccia che ha fatto traboccare definitivamente il vaso, in realtà, visto che i rapporti tra Aurelio De Laurentiis e i gruppi organizzati delle Curve si erano già logorati da tempo e in maniera irrimediabile: tant'è che non è bastata nemmeno la meravigliosa cavalcata degli azzurri per mettere fine allo scontro frontale tra il presidente e gli ultrà.

(ansa)

Napoli-Milan, rissa in curva

L'incendio covava già sotto la cenere e la malanotte di domenica allo stadio di Fuorigrotta ha avuto l'effetto sconcertante di far scendere in campo la squadra di Luciano Spalletti in un clima irrespirabile: avvelenato dalla contesta…

NAPOLI - Ad accendere la miccia sono stati il caro prezzi e le beffarde modalità della prevendita dei biglietti per la sfida di Champions League contro il Milan, in programma al Maradona il 18 aprile. Ma è solo la classica goccia che ha fatto traboccare definitivamente il vaso, in realtà, visto che i rapporti tra Aurelio De Laurentiis e i gruppi organizzati delle Curve si erano già logorati da tempo e in maniera irrimediabile: tant'è che non è bastata nemmeno la meravigliosa cavalcata degli azzurri per mettere fine allo scontro frontale tra il presidente e gli ultrà.

(ansa)

Napoli-Milan, rissa in curva

L'incendio covava già sotto la cenere e la malanotte di domenica allo stadio di Fuorigrotta ha avuto l'effetto sconcertante di far scendere in campo la squadra di Luciano Spalletti in un clima irrespirabile: avvelenato dalla contestazione nonostante il primato in classifica e il conto alla rovescia ormai agli sgoccioli verso la conquista dello scudetto. Altro che preparativi per la festa, insomma. "Penso che dobbiamo ricomporre un'unità nel tifo e trovare una forma di partecipazione inclusiva e popolare perché questo deve essere un periodo di festa e non di contrapposizione" ha detto il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi. Nei settori popolari è divampata la protesta ed è scoppiata persino una rissab, visto che qualcuno non era d'accordo con lo sciopero del tifo: proclamato prima della sfida con i rossoneri come dissenso contro il club.

Tamburi, megafoni e bandiere non entrano

Tutti contro tutti, al Maradona. Anche dalla tribuna si sono dissociati e hanno preso le distanze con i fischi dagli ultrà, ai ferri corti con De Laurentiis per il suo pressing sulle forze dell'ordine per pretendere il ferreo rispetto del regolamento d'uso dello stadio. Nelle curve è inibito da mesi l'ingresso di tamburi, megafoni e persino delle bandiere, con raffiche di Daspo che continuano ad abbattersi su chi sgarra pure in maniera minima. Così ha voluto il presidente, assecondato da Prefetto e Questore, dopo gli incidenti in autostrada con gli ultrà della Roma. Il rispetto delle leggi è ovviamente doveroso, ma stride con la tolleranza di cui godono invece a Fuorigrotta i sostenitori delle squadre ospiti. Quelli con la Lazio a marzo erano entrati nel loro settore "armati" di tutto punto: petardi e fumogeni. Quelli del Milan domenica sera si sono limitati a tifare liberamente con i loro vessilli e utilizzando gli strumenti necessari per lanciare i cori, senza essere soggetti dunque ad alcun genere di restrizione.

(ansa)

Il muro contro muro

Due pesi e due misure, insomma. Gli ultrà avevano contestato De Laurentiis durante la scorsa estate per le cessioni sul mercato e ora sono convinti che il presidente del Napoli si stia prendendo una rivincita contro i suoi più acerrimi denigratori, esasperando la tutela ferrea dell'ordine pubblico e utilizzandola (anche a costo di rendere il Maradona più silenzioso di un teatro) quasi come una scusa per punire le curve. In più si è aggiunto il caro prezzo per i biglietti di Champions League, che possono tra l'altro essere acquistati solo da chi ha sottoscritto la tessera del tifoso. Il club azzurro ha deciso inoltre di mettere in vendita prima i posti dei settori inferiori - dove la partita si vede molto peggio - e allo stesso prezzo di quelli dei settori superiori. Di qui lo sciopero, sfociato nella contestazione di domenica sera a Fuorigrotta. Tira aria di muro contro muro e non favoriscono la distensione i nuovi Daspo arrivati per quanto successo successo prima e durante la partita con il Milan. Grazie alle telecamere interne i responsabili sono stati subito individuati e puniti. È caduto nel vuoto pure l'appello di Luciano Spalletti alla vigilia. "Si vince soltanto tutti insieme". Macché. C'è il rischio che nemmeno lo scudetto sia sufficiente per riportare il sereno.