Lecce-Napoli 1-2: la capolista non brilla ma vince, decide un pasticcio tra Gallo e Falcone
dal nostro inviato Marco Azzi , dal nostro inviato Marco AzziLECCE - Da salvare per il Napoli ci sono soprattutto la vittoria (2-1) di misura e i tre punti in classifica, che peraltro valgono oro e avvicinano sempre di più la capolista al traguardo dello scudetto. Ma nella sofferta trasferta di Lecce è suonato un altro sinistro campanello d'allarme per gli azzurri, già reduci dalla batosta contro il Milan e apparsi per la seconda partita di seguito in evidente calo di condizione, fisica e mentale. C'è voluta infatti un'autorete di Gallo nella ripresa per tirare fuori dai guai la squadra di Luciano Spalletti, passata in vantaggio nel primo tempo con un colpo di testa di Di Lorenzo e raggiunta dal pareggio in mischia di Di Francesco dopo l'intervallo. Distratta la difesa, in difficoltà il centrocampo e spento l'attacco: con il rientrante Raspadori ancora fuori forma e l'argentino Simeone che è andato a sua volta ko nel finale della gara, per un problema muscolare. C'è du…
LECCE - Da salvare per il Napoli ci sono soprattutto la vittoria (2-1) di misura e i tre punti in classifica, che peraltro valgono oro e avvicinano sempre di più la capolista al traguardo dello scudetto. Ma nella sofferta trasferta di Lecce è suonato un altro sinistro campanello d'allarme per gli azzurri, già reduci dalla batosta contro il Milan e apparsi per la seconda partita di seguito in evidente calo di condizione, fisica e mentale. C'è voluta infatti un'autorete di Gallo nella ripresa per tirare fuori dai guai la squadra di Luciano Spalletti, passata in vantaggio nel primo tempo con un colpo di testa di Di Lorenzo e raggiunta dal pareggio in mischia di Di Francesco dopo l'intervallo. Distratta la difesa, in difficoltà il centrocampo e spento l'attacco: con il rientrante Raspadori ancora fuori forma e l'argentino Simeone che è andato a sua volta ko nel finale della gara, per un problema muscolare. C'è dunque poco da sorridere in vista della trasferta di Champions League di mercoledì a San Siro e diventa più urgente che mai il recupero di Victor Osimhen, la cui assenza per infortunio sta condizionando anche i compagni. In primis Kvaratskhelia, meno incisivo senza il suo gemello.
Il Lecce aveva fermato il Napoli all'andata al Maradona ed era una delle tre formazioni ancora imbattute in Serie A contro gli azzurri, prima della resa a testa alta nella rivincita di ieri sera al Via del Mare. Adesso rimangono soltanto la Fiorentina e l'Inter a separare la capolista da un altro record: battere almeno una volta nello stesso campionato tutte le avversarie. Il bicchiere di Spalletti resta insomma pienissimo e il tecnico toscano al fischio finale si è subito premurato di sottolinearlo. "Ho visto i miei giocatori in ripresa, abbiamo conquistato i tre punti su un campo difficile e contro una squadra bene organizzata, che ha spesso fatto risultato contro le grandi". I salentini però non se la stanno passando un granché (sono 6 adesso i ko di fila) e per questo nella trasferta in Puglia era lecito aspettarsi per Di Lorenzo e compagni meno sofferenze, al di là del risultato.
Invece il Napoli non ha brillato e arriverà dunque al derby di Champions con il Milan con qualche certezza in meno, anche se con la consolazione non di poco conto di essere sempre più vicino alla conquista dello scudetto. Ma per sognare pure in Europa, per la capolista solitaria della Serie A, diventa adesso fondamentale il recupero di Osimhen: anche perché a San Siro non ci sarà Simeone e Raspadori è appena rientrato dopo oltre un mese in infermeria. Spalletti lasciando Lecce si è detto ottimista sul rientro in tempi rapidi del capocannoniere della Serie A ("I nostro medici hanno trovato la strada giusta per evitargli un problema fisico più serio") e ha ammesso di aver bisogno del bomber nigeriano. "Diventa difficile senza di lui, ha fisicità e strappo. E con Victor in campo ci riesce molto più facile pressare gli avversari".
Nella trasferta pugliese il Napoli c'è riuscito soltanto nella ripresa, quando è cresciuto Lobotka. Ma il risultato è rimasto sempre in bilico e la partita è stata sporca, al punto che si è visto poco l'enorme divario in classifica tra le due squadre. Ed è stato difficile distinguere in tribuna anche le due tifoserie per un altro motivo: i cori bipartisan dei sostenitori azzurri e giallorossi contro Aurelio De Laurentiis. La sua crociata contro i violenti e per il rispetto ferreo delle regole lo ha fatto diventare il nemico numero uno per i gruppi ultrà.
Lecce-Napoli 1-2 (0-1).
Lecce (4-3-3): Falcone; Gendrey, Baschirotto, Umtiti, Gallo; Gonzalez (26' st Helgason), Hjulmand, Maleh (34' st Askildsen); Oudin (34' st Strefezza), Ceesay (34' st Persson Voelkerling) Di Francesco (43' st Banda). All.: Baroni.
Napoli (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Kim, Mario Rui (48' st Oliveira); Anguissa, Lobotka, Elmas; Lozano (20' st Ndombelè), Raspadori (20' st Simeone, 37' st Politano), Kvaratskhelia (48' st Zerbin). All.: Spalletti.
Arbitro: Manganiello di Pinerolo.
Reti: nel pt 18' Di Lorenzo, nel st 7' Di Francesco, 19' autogol Gallo
Angoli: 5 a 4 per il Lecce.
Recupero: 3' e 5'.
Ammoniti: Gendrey, Ndombelè per gioco falloso, Umtiti per proteste
Note: Spettatori 25.700 (19.948 abbonati) per un incasso totale di 521.102 euro.