Bologna-Milan 1-1: Pobega replica a Sansone, ma il maxi turnover rossonero funziona a metà
di Enrico Currò , di Enrico CurròBOLOGNA — È finita in pari, piuttosto equo anche se il Milan ibrido del secondo tempo ha cercato fino all'ultimo la vittoria: Ma il Milan B del primo si tempo si stava confermando tale anche al Dall'Ara, colorato di rossoblù e riempito di entusiasmo per la rincorsa all'Europa dello svelto Bologna di Thiago Motta: per 40', fino al rabbioso tiro dell'1-1 di Pobega, il timore di una sconfitta compromettente, in prospettiva qualificazione Champions, attraversava la mente di ogni tifoso milanista. La partenza delle controfigure dei titolari, tacciate di critiche preventive figlie anche del freschissimo precedente con l'Empoli, è stata in effetti mediamente scioccante: dopo 32 secondi erano già in svantaggio e l'azione che lo ha determinato dava ragione ai numerosi scettici, che giudicavano eccessivo l'azzardo di Pioli, con 10 cambi su 11 rispetto alla formazione dell'1-0 nel derby di Champions col Napoli.
BOLOGNA — È finita in pari, piuttosto equo anche se il Milan ibrido del secondo tempo ha cercato fino all'ultimo la vittoria: Ma il Milan B del primo si tempo si stava confermando tale anche al Dall'Ara, colorato di rossoblù e riempito di entusiasmo per la rincorsa all'Europa dello svelto Bologna di Thiago Motta: per 40', fino al rabbioso tiro dell'1-1 di Pobega, il timore di una sconfitta compromettente, in prospettiva qualificazione Champions, attraversava la mente di ogni tifoso milanista. La partenza delle controfigure dei titolari, tacciate di critiche preventive figlie anche del freschissimo precedente con l'Empoli, è stata in effetti mediamente scioccante: dopo 32 secondi erano già in svantaggio e l'azione che lo ha determinato dava ragione ai numerosi scettici, che giudicavano eccessivo l'azzardo di Pioli, con 10 cambi su 11 rispetto alla formazione dell'1-0 nel derby di Champions col Napoli.
Milan, gol di sansone dopo 32 secondi
Il solo superstite, il portiere Maignan generalmente addetto ai miracoli, stavolta non ha potuto rimediare alla catena di errori che hanno permesso all'esterno Aebischer di imbeccare il terzino Posch per il cross rasoterra dal fondo, sul quale Sansone, centravanti falso quanto si vuole e tuttavia efficace sotto porta, si è catapultato con successo nell'area piccola. L'elenco dei reprobi è capeggiato da Pobega e Ballo-Touré, morbidi (eufemismo) nei contrasti e si chiude con Kalulu, bruciato sullo scatto da Sansone. L'orgoglio delle riserve, a quel punto, lo ha di fatto incarnato soprattutto Florenzi, che non a caso è un titolare aggiunto e ha cominciato a spingere sulla fascia destra e non solo: la sua punizione liftata ha obbligato Skorupski a una parata seria. Invece gli altri teorici assaltatori hanno scontato qualche approssimazione tecnica nei passaggi e nei controlli, vanificando la graduale presa di possesso del gioco. Si sono distinti alla rovescia Vranckx e Rebic, capitano per l'occasione: gli sbagli del croato, al quale la tecnica non fa certo difetto, sono spiegabili solo con la concentrazione approssimativa, mentre Origi si è confermato attaccante poco feroce e De Ketelaere trequartista appena calligrafico.
Il Bologna arretra troppo
Però il Milan è stato aiutato assai dall'atteggiamento del Bologna, che era sprovvisto dello squalificato Orsolini ed è arretrato troppo e subito. Che si sia trattato di un riflesso condizionato, della volontà di difendere il precoce 1-0 o dell'impeto avversario è materia per le rispettive scuole di pensiero. Il risultato, comunque, è che il Milan è riuscito ad avvicinarsi sempre più all'area di Skorupski, fino a raggiungere il pareggio al culmine di una mischia che ha denunciato l'affanno di una linea difensiva tenuta sotto pressione. Pobega si è avventato sul debole rinvio di Schouten, buon regista arretrato, e lo schiaffo al palo interno ha fatto scivolare in rete il pallone dell'1-1. Il punteggio ha imposto a Pioli il ricorso a qualche titolare: ha cominciato con la staffetta Calabria-Florenzi, in contemporanea con quella tra Messias e Saelemaekers, e ha proseguito con l'innesto di Leao e Diaz per Origi e De Ketelaere, bocciati fino a prova contraria. Nel frattempo Motta aveva offerto il palcoscenico a Zirkzee, entrato al posto di Sansone: lampi di talento.
Leao e Diaz, prove di Champions
L'iniezione di estro ha giovato solo parzialmente alla partita, che si è fatta per paradosso più fisica, attorcigliandosi in frequenti corpo a corpo. La voglia di vincere del Milan si è scontrata con la tendenza a procedere un po' a strappi, mentre il Bologna si infilava a tratti negli spazi aperti dallo sbilanciamento. Un contropiede Leao-Diaz, con squarcio aperto dalla corsa del primo e tiro alto del secondo, ha ribadito il diverso peso dei titolari, ai quali si è aggiunta la vivacità di Messias, ed è assurto a prova tecnica di attacco per l'imminente duello col Napoli per restare nella Champions in corso. Ma poi il Milan dovrà anche cercare di conquistare la qualificazione alla Champions prossima ventura. E questa ennesima frenata non lo aiuta.
Il tabellino di Bologna-Milan
Bologna 1 (1’ pt Sansone)
Milan 1 (40’ p Pobega)
Bologna (4-1-4-1): Skorupksi 6 - Posch 6,5, Soumaoro 6, Lucumì 6, Kyriakopoulos 6 - Schouten 6 (40’st Medel sv) - Aebischer 5,5 (28’st Moro 6), Dominguez 6, Ferguson 5,5, Barrow (28 ’st Lykogiannis 6). Sansone 6.5 (12’st Zirkzee 6). All.Thiago Motta 6.
Milan (4-2-3-1): Maignan 6 - Florenzi 6 (12' st Calabria 6), Kalulu 5,5, Thiaw 5,5 (36' st Gabbia sv), Ballo-Touré 5,5 - Vranckx 5, Pobega 6,5 - Saelemaekers 5,5 (12' st Messias 6), De Ketelaere 5 (25' st B.Diaz 6), Rebic 5,5 - Origi 5 (25' st Leao 6). All. Pioli 5,5.
Arbitro: Massa 6.
Note: ammoniti Florenzi, Posch, Dominguez, Calabria, Pobega, Vranckx e Kyriakopoulos. Spettatori 29.024.