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Napoli, da Koulibaly a Raspadori un cerchio che si chiude: cinque anni dopo il colpo a Torino vale lo scudetto

La rete del senegalese, nell'aprile del 2018, illuse la squadra guidata allora da Sarri. Quella dell'attaccante ha dato il via alla festa tricolore
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NAPOLI - Chiodo scaccia chiodo. Ci sono voluti cinque anni per cancellare i brutti ricordi dell'Allianz Stadium di Torino, dove il Napoli ha messo definitivamente le mani sullo scudetto grazie al blitz di domenica sera ai danni della Juventus. Impressionanti le similitudini con la vittoria sullo stesso campo conquistata nell'aprile del 2018, con il gran gol di testa segnato allo scadere da Kalidou Koulibaly, che illuse gli azzurri (guidati da Sarri) di avere in pugno il tricolore. Stavolta ha fatto centro Raspadori nel recupero e nella stessa porta, dando il via a una festa che ha avuto le modalità di un emozionante deja vu, con la corsa di tutta la squadra al fischio finale sotto al settore Ospiti, la festa negli spogliatoi e il trionfale ritorno a casa dei giocatori: accolti nella notte da migliaia di tifosi all'aeroporto di Capodichino. Un film già visto, che avrà però un finale diverso.

Napoli, lo scudetto può arrivare davanti …

NAPOLI - Chiodo scaccia chiodo. Ci sono voluti cinque anni per cancellare i brutti ricordi dell'Allianz Stadium di Torino, dove il Napoli ha messo definitivamente le mani sullo scudetto grazie al blitz di domenica sera ai danni della Juventus. Impressionanti le similitudini con la vittoria sullo stesso campo conquistata nell'aprile del 2018, con il gran gol di testa segnato allo scadere da Kalidou Koulibaly, che illuse gli azzurri (guidati da Sarri) di avere in pugno il tricolore. Stavolta ha fatto centro Raspadori nel recupero e nella stessa porta, dando il via a una festa che ha avuto le modalità di un emozionante deja vu, con la corsa di tutta la squadra al fischio finale sotto al settore Ospiti, la festa negli spogliatoi e il trionfale ritorno a casa dei giocatori: accolti nella notte da migliaia di tifosi all'aeroporto di Capodichino. Un film già visto, che avrà però un finale diverso.

Napoli, lo scudetto può arrivare davanti alla tv

Cinque anni fa quella del Napoli fu infatti soltanto una beffarda illusione, perché una settimana dopo arrivò il ko di Firenze e la stagione si concluse nel peggiore dei modi, con le polemiche per la discussa vittoria della Juventus a San Siro contro l'Inter. Questa volta invece gli azzurri non corrono il rischio di perdere - come disse all'epoca Sarri - lo scudetto in albergo, macerandosi davanti alla tv. Casomai lo vinceranno a pranzo, piuttosto, visto che il calendario del prossimo weekend offre il primo match ball tricolore alla squadra di Spalletti, impegnata sabato pomeriggio al Maradona nel derby campano con la Salernitana. I giochi saranno fatti se Di Lorenzo e compagni conquisteranno i 3 punti e il giorno dopo la Lazio - seconda in classifica con un distacco di 17 punti - non andrà oltre il pari nell'impegnativa trasferta sul campo dell'Inter. Di mezzo ci sono di nuovo San Siro e i nerazzurri, guarda caso: un altro dettaglio che non può sfuggire agli amanti del deja vu.

La festa a Capodichino

Ma le analogie con cinque anni fa si sono esaurite nella notte di baldoria di Napoli, con l'accoglienza trionfale per i giocatori di ritorno da Torino con il volo charter atterrato a tarda notte allo scalo di Capodichino. Almeno in 5 mila hanno circondato il pullman della squadra, con Osimhen, Di Lorenzo, Kvaratskhelia e Lozano che sono saliti sul tetto per filmare in diretta la festa e metterla on line sui loro canali social. "Cari napoletani, avete atteso abbastanza! Ora è il vostro turno" ha scritto su Twitter Osimhen.

Poi una carovana di motorini ha scortato sulla Tangenziale il bus con a bordo gli azzurri, facendo una prova generale per il grande show previsto per i prossimi giorni. Da Koulibaly a Raspadori: 5 anni dopo è arrivato davvero il momento di riportare in città il tricolore.