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Inter-Lazio 3-1: Lautaro e Gosens ribaltano Sarri, i nerazzurri agganciano Milan e Roma al quarto posto

L'esultanza interista dopo il 3-1 di Lautaro (agf)
I biancocelesti chiudono il primo tempo in vantaggio (gol di Felipe Anderson) ma nella ripresa i cambi di Inzaghi cambiano la partita: l'argentino pareggia e poi chiude i giochi dopo la rete del vantaggio del tedesco
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MILANO – In attesa di goderci il derby di Champions e le semifinali delle altre coppe, il calcio italiano può menar vanto di una partita tra le più belle della stagione, davvero all’altezza della posta in palio, delle attese che portava e degli effetti che avrebbe potuto avere con la festa scudetto di Napoli, che così può partire regolarmente.

<<La cronaca della gara>>

Doppio Lautaro e sorpasso interista

Inter-Lazio è finita 3-1 (Felipe Anderson, doppietta di Lautaro, Gosens) ma sarebbe stato meglio se non fosse finita mai, visto lo spettacolo che le due squadre hanno offerto: ci sono stati pezzi di bravura (che belli i due gol del sorpasso interista), ardore agonistico, coralità, tattica, coraggio e passione.

MILANO – In attesa di goderci il derby di Champions e le semifinali delle altre coppe, il calcio italiano può menar vanto di una partita tra le più belle della stagione, davvero all’altezza della posta in palio, delle attese che portava e degli effetti che avrebbe potuto avere con la festa scudetto di Napoli, che così può partire regolarmente.

<<La cronaca della gara>>

Doppio Lautaro e sorpasso interista

Inter-Lazio è finita 3-1 (Felipe Anderson, doppietta di Lautaro, Gosens) ma sarebbe stato meglio se non fosse finita mai, visto lo spettacolo che le due squadre hanno offerto: ci sono stati pezzi di bravura (che belli i due gol del sorpasso interista), ardore agonistico, coralità, tattica, coraggio e passione.

L’Inter torna quarta, Lazio al secondo ko di fila

L’Inter si è riconquistata il quarto posto in coabitazione con Milan e Roma e la Lazio ha mantenuto inalterate le sue speranze di Champions League, anche se due sconfitte consecutive potrebbero diventare un tarlo che rode, insieme alla consapevolezza che quest’anno ha già perso 20 punti da una situazione di vantaggio, benché ultimamente avesse imparato a gestirlo con notevole personalità. Ma in questa domenica a San Siro, in pochi avrebbe saputo resistere alla lucida determinazione dell’Inter, che dopo una partita intera di attacchi implacabili è infine riuscita a smantellare la difesa fino a ieri più inattaccabile della serie A.

Acerbi sbaglia, Felipe Anderson segna

A spezzare l’equilibrio di una partita dal livello tecnico altissimo era stato però per paradosso uno strafalcione imperdonabile, peggio di una macchiaccia d’unto su una tovaglia candida: sotto la pressione di Immobile e Felipe Anderson, alla mezzora Acerbis ha perso un pallone imperdibile nel cuore della propria area che l’ala brasiliana ha scambiato con Luis Alberto prima di scoccare il diagonale vincente. Paradosso nel paradosso, anche la seconda azione pericolosa (pericolosissima) della Lazio è derivata da un altro sgorbio di Acerbi che questa volta, proprio allo scadere del primo tempo, la palla se l’è fatta soffiare sulla trequarti da Zaccagni il quale ha subito imbeccato Immobile, la cui fuga s’è conclusa con un tiro a giro artigliato con le unghie da Onana.

Inter, sette occasioni e un gol annullato a Mkhitaryan

Quei due episodi sono accaduti a cavallo di una partita che l’Inter ha sempre condotto con il piglio della grande squadra, eppure la sua manovra al tempo stesso brillante e ficcante per lungo tempo non è bastata per intaccare la miglior difesa della serie A. I nerazzurri hanno usato spesso la combinazione tra centrocampista centrale, esterno e punta (o mezzala da inserimento) per arrivare al tiro e l’hanno fatto sette volte con notevole pericolosità (Brozovic, Barella, Mkhitaryan, Barella, Barella, Dimarco, Dumfries: tre volte è stato decisivo Provedel), senza contare i tanti cross a vuoto per una questione di centimetri e mettendo da parte l’azione più bella di tutte (Brozovic-Correa-Mkhitaryan), il cui esito finalmente vincente è stato però annullato da un fuorigioco dell’argentino visto alla moviola.

Correa fischiato, Lautaro decisivo

Non sarà sfuggito che del manipolo dei tiratori non hanno fatto parte le punte, che hanno svolto un buon lavoro di supporto, restando sempre ancorati ai centrocampisti (specie Lukaku, quasi un tuttocampista), ma che in area sono sempre arrivati fuori tempo, come se mancasse loro l’istinto del gol. Correa è uscito presto beccandosi i soliti fischi, ma in definitiva quella è stata la svolta la partita: i primi tiri in porta di un attaccante, Lautaro, saranno anche i gol della rimonta.

Lazio perfetta per 70 minuti

Fin lì la Lazio aveva ricavato il massimo dal minimo, se la sua partita va misurata in termini di occasioni da rete (di fatto appena tre, contando anche un colpo di testa di Casale), ma è stata comunque eccellente il concetto collettivo del gioco: vedere l’intera squadra muoversi in armonia con e soprattutto senza palla è uno spettacolo per gli occhi, che la visibilità perfetta di uno stadio come San Siro permette di apprezzare ancora di più. Agli uomini di Sarri è mancata casomai un po’ di immediatezza nelle ripartenze, però non hanno perso la calma nemmeno quando le mareggiate degli attacchi interisti gli si sono abbattute addosso con ondate veementi. Era comunque chiaro che alla testardaggine nerazzurra non avrebbero potuto resistere in eterno, nemmeno con una difesa così organizzata.

E Lukaku diventa uomo assist

Dai e dai, l’Inter ha così sbullonato una difesa che sembrava impenetrabile e Lukaku stavolta ci ha inaspettatamente messo fantasia e delicatezza di tocco, lanciando a rete prima Lautaro, che ha stecchito Provedel sotto misura (la Lazio ha protestato per un fallo di Brozovic su Pedro in avvio di azione, ma Guida aveva concesso il vantaggio), e poi Gosens con un meraviglioso cross di interno sinistro che il terzino tedesco è andato a raccogliere sul secondo palo con una spaccata in alta quota: nel ricadere pesantemente a terra si è infortunato alla spalla.

E Vecino lancia Lautaro…

San Siro si è infiammato, andando in estasi quando un assist al contrario di Vecino (un ex, come del resto Acerbi) ha improvvidamente lanciato Lautaro verso il 3-1, suggellando la partita più bella dell’Inter di quest’anno. I giocatori hanno festeggiato a lungo e avevano così voglia di non mettersi alle spalle questo pomeriggio di felicità che molti di loro sono tornati sul prato per giocare insieme ai loro figlioletti: ha cominciato Brozovic e poi sono arrivati Cordaz, Dimarco, Barella, Lukaku, D’Ambrosio, Gagliardini, mentre la gente lasciava lo stadio cantando di allegria piena. È quando hai voglia che le partite non finiscano mai che percepisci di essere nel tuo momento migliore: per l’Inter è arrivato proprio nel mese giusto.

Inter-Lazio 3-1 (0-1)
Inter
(3-5-2): Onana; D'Ambrosio (1' st Dumfries), Acerbi, Bastoni (26' st Gosens, 41' st De Vrij); Darmian, Barella, Brozovic, Mkhitaryan (16' st Calhanoglu), Dimarco; Lukaku, Correa (16' st Lautaro) (1 Handanovic, 21 Cordaz, 5 Gagliardini, 9 Dzeko, 12 Bellanova, 14 Asllani). All.: S. Inzaghi.
Lazio (4-3-3):  Provedel; Marusic (41' st Lazzari), Casale, Romagnoli, Hysaj (41' st Pellegrini); Milinkovic-Savic, Cataldi (5' st Vecino), Luis Alberto; Felipe Anderson, Immobile (23' st Pedro), Zaccagni (1 Maximiano, 31 Adamonis, 4 Patric, 6 Marcos Antonio, 11 Cancellieri, 18 Romero, 26 Radu, 34 Gila, 50 Bertini, 88 Basic). All.: Sarri.
Arbitro: Guida di Torre Annunziata.
Reti: nel pt 30' Felipe Anderson; nel st 33' Lautaro, 38' Gosens, 45' Lautaro.
Angoli: 3 a 2 per la Lazio.
Recupero: 1' e 6'.
Ammoniti: Zaccagni, Marusic, Romagnoli, D'Ambrosio e Bastoni per gioco falloso.
Spettatori: 75.500.