Napoli-Salernitana 1-1: non basta Olivera, Dia rinvia la festa scudetto
di Marco Azzi , di Marco AzziNAPOLI - Il primo match ball è sfumato sul più bello, per il Napoli, raggiunto nel finale sul pareggio (1-1) dalla Salernitana nel derby campano al Maradona. Il gol di Olivera nella ripresa aveva permesso agli azzurri di mettere le mani sullo scudetto, ma Dia ha ristabilito l'equilibrio con una prodezza quasi sul filo di lana. Gli azzurri salgono a 18 punti di vantaggio sulla Lazio ma per tagliare il traguardo avranno bisogno di fare un ultimo sforzo nel posticipo di giovedì a Udine.
<< La cronaca della partita >>
Il Maradona in festa dopo il ko della Lazio
La beffa resta, anche se indolore. La festa di Napoli era pronta da mesi ed era esplosa addirittura prima del fischio d'inizio del derby contro la Salernitana, appena è arrivata da San Siro la notizia (accolta con un boato liberatorio) della rimonta in extremis dell'Inter contro la Lazio. Gli azzurri hanno avuto dunque la ghiotta possibilità di scendere in campo con la c…
NAPOLI - Il primo match ball è sfumato sul più bello, per il Napoli, raggiunto nel finale sul pareggio (1-1) dalla Salernitana nel derby campano al Maradona. Il gol di Olivera nella ripresa aveva permesso agli azzurri di mettere le mani sullo scudetto, ma Dia ha ristabilito l'equilibrio con una prodezza quasi sul filo di lana. Gli azzurri salgono a 18 punti di vantaggio sulla Lazio ma per tagliare il traguardo avranno bisogno di fare un ultimo sforzo nel posticipo di giovedì a Udine.
<< La cronaca della partita >>
Il Maradona in festa dopo il ko della Lazio
La beffa resta, anche se indolore. La festa di Napoli era pronta da mesi ed era esplosa addirittura prima del fischio d'inizio del derby contro la Salernitana, appena è arrivata da San Siro la notizia (accolta con un boato liberatorio) della rimonta in extremis dell'Inter contro la Lazio. Gli azzurri hanno avuto dunque la ghiotta possibilità di scendere in campo con la certezza d'essere padroni del loro destino e in un'atmosfera da brividi, trascinati dall'entusiasmo e anche dalla commozione dei 50 mila tifosi del Maradona. Spettacolare la cornice all'interno dello stadio di Fuorigrotta, epicentro di uno show visto in tutto il mondo - 200 paesi collegati in diretta tv - e che ha coinvolto in un crescendo di emozioni l'intera città.
Primo tempo, ci provano Osimhen e Anguissa
Tutti in attesa - rivelatasi vana al 90' - del successo necessario per certificare pure matematicamente il trionfo della squadra di Luciano Spalletti, che è partita a mille e dopo una manciata di secondi ha sfiorato il vantaggio di testa con Osimhen. Dall'altra parte tuttavia ha avuto un impatto apprezzabile con la gara pure la formazione di Paulo Sousa, imbattuta in campionato da 8 giornate e bene organizzata specialmente nella fase difensiva. Il portiere Ochoa è stato quindi costretto a entrare in azione solo al minuto numero 23, quando si è fatto trovare pronto su un altro colpo di testa di Osimhen. Strettissimi gli spazi nella metà campo e ancora di più nell'area di rigore dei granata, dove si è sviluppata in modo prevalente e secondo le previsioni la sfida. Per questo le emozioni sono state poche e il resto del primo tempo è scivolato via su ritmi abbastanza bassi, con un altro colpo di testa alto di Di Lorenzo, un pericoloso tiro cross di Zielinski e una bella conclusione dal limite di Anguissa (42'), respinta di nuovo da Ochoa. Ma l'equilibrio ha retto lo stesso fino all'intervallo e il verdetto è stato di conseguenza rimandato alla ripresa, aumentando la suspense per i protagonisti in campo e specialmente per gli spettatori in tribuna.
Olivera fa esplodere lo stadio, Dia lo gela
Il Napoli è partito di nuovo forte anche nel secondo tempo e Kvaratskhelia (6') ha sfiorato la traversa con un bel tiro a giro. Ma dopo un altro paio di tentativi a vuoto di Zielinski sono serviti i cambi di Spalletti per dare una svolta al derby, con gli ingressi di Elmas e Raspadori. E' stato infatti proprio l'attaccante della Nazionale a pennellare su calcio d'angolo l'assist per la testa di Olivera, che è riuscito con uno stacco perentorio (17') a perforare il bunker della Salernitana e a far esplodere dalla gioia il Maradona. Poi ci ha provato anche Elmas con una serpentina alla Diego, conclusa da un rasoterra di sinistro a fil di palo. Con il passaggio al 4-2-3-1 gli azzurri sono apparsi più efficaci in attacco e sono andati alla ricerca del raddoppio, concedendo tuttavia alla squadra di Sousa gli spazi per impegnare Meret con Kastanos. Pure Ochoa è stato però costretto a una respinta in tuffo per negare il bis a Osimhen, mentre Kvaratskhelia ha sfiorato poco dopo il bersaglio con un gran destro. Tutto finito? No, perché il conto alla rovescia è stato interrotto bruscamente e sul più bello da una prodezza di Dia (39'), che ha spedito il pallone sotto all'incrocio con un gran sinistro. Tesissimo il finale, con Ochoa ancora decisivo su Kvaratskhelia. Paulo Sousa si è fatto espellere per proteste e nel recupero ci ha provato senza successo il neo entrato Simeone. La festa scudetto è rimandata.
Napoli-Salernitana 1-1 (0-0)
Napoli (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Kim, Olivera (36' st Juan Jesus); Anguissa (44' st Ndombele), Lobotka (44' st Simeone), Zielinski (15' st Raspadori); Lozano (15' st Elmas), Osimhen, Kvaratskhelia. (95 Gollini, 12 Marfella, 19 Bereszynski, 55 Ostigard, 31 Zedadka, 4 Demme, 70 Gaetano, 23 Zerbin). All.: Spalletti.
Salernitana (4-3-2-1): Ochoa, Mazzocchi (23' st Sambia), Daniliuc (41' st Lovato), Gyomber, Pirola, Bradaric (23' st Bohinen), Kastanos, Vilhena (23' st Piatek), Coulibaly, Candreva (1' st Botheim), Dia. (1 Fiorillo, 33 Sepe, 2 Bronn, 9 Bonazzoli, 15 Ekong, 25 Maggiore, 39 Iervolino, 41 Nicolussi Caviglia). All.: Paulo Sousa.
Arbitro: Marcenaro di Genova.
Reti: nel st 17' Olivera, 39' Dia.
Angoli: 10-0 per il Napoli.
Recupero: 1' e 5'.
Espulsi: Paulo Sousa (46' st) per proteste) Ammoniti: Zielinski, Olivera, Danilius, Pirola per gioco scorretto.
Spettatori: 55 mila