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Giovanna Melandri replica a De Laurentiis: "Non è vero che la mia legge ha ucciso il calcio"

Giovanna Melandri
Giovanna Melandri 
Lettera dell'ex Ministro, che risponde alle dure critiche fatte dal presidente del Napoli nella intervista a Repubblica: "Non ha il senso della misura. La legge del 2008 era invocata dai vertici del Calcio e da quella parte dei club e delle società che chiedevano una regolamentazione equilibrata"
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Caro Direttore, Lo scudetto ha portato a Napoli ed al Napoli una gioia, una soddisfazione e un’allegria contagiosa che è arrivata a tutti i tifosi e che anche io ho condiviso di cuore. Spalletti ha fatto un capolavoro e Giuntoli è stato magico nel trovare giocatori sconosciuti. De Laurentiis ha fatto centro e gli vanno fatte le congratulazioni più sincere.

Mi spiace però che accanto alla gioia e alla soddisfazione non abbia deposto un’ossessione personale a cui decido di rispondere solo oggi dopo 21 anni. Il grande magnifico risultato del Napoli, infatti, non dovrebbe portare De Laurentiis a perdere ancora una volta signorilità e senso della misura nel confronto tra idee contrapposte, che continua ancora dopo tanti anni a mancargli.

Ricordo da Ministro dei Beni Culturali di aver lasciato nel 2001 il FUS al suo massimo storico per fondi disponibili. L’obiettivo è stato sempre quello di far crescere tutto il comparto e non solo chi ha la voce più forte, senza lasciare nessuno indietro. In quanto alla legge del 2008 (che elaborai insieme all’allora ministro delle telecomunicazioni Paolo Gentiloni) era invocata dai vertici del Calcio e da quella parte dei club e delle società che chiedevano una regolamentazione equilibrata e in grado di far crescere una concorrenza sana per tutelare il diritto di tutti a poter godere di un’offerta plurale.

Era il 2008. Un mondo fa. Sono passati 15 anni e francamente come ho avuto più volte modo di dire pubblicamente sono la prima a pensare che sia l’ora di aggiornare quella norma immaginata e scritta in un tempo lontanissimo da un punto di vista tecnologico, digitale e mediatico. E comunque, come è evidente a tutti, il calcio italiano non è affatto stato “ucciso” da quella norma.

Ma forse De Laurentiis è contro l’idea di un calcio regolato e democratico dove le regole non le dettano solo i più forti e che continua ad evolversi (che soddisfazione il riconoscimento professionale del calcio femminile!).

Gli auguro che quando la gioia di questi giorni avrà smesso di offuscare il suo senso della misura voglia cominciare a confrontarsi senza insulti e a partire dai fatti  con donne e uomini che la pensano diversamente da lui.

Giovanna Melandri

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