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Spezia-Milan 2-0: rossoneri ko, Pioli e i giocatori a rapporto dagli ultrà

Sconfitta pesante in chiave qualificazione Champions e in vista dell'euroderby di ritorno contro l'Inter. A fine partita tecnico e squadra dai tifosi
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LA SPEZIA - "Martedì contro l'Inter date tutto. Giocate da Milan. Noi vi sosterremo". L'esortazione, o la preghiera o l'invito o il rimprovero o il flusso della delusione, ognuno lo chiami come preferisce, è arrivata in coda alla lunga arringa dei capi ultrà - un minuto esatto - a una tra le squadre più famose e amate del mondo, al marchio da esportazione della serie A. In prima fila sotto la Curva Piscina dello stadio Picco, il settore ospiti popolato dai millecinquecento ultrà venuti in Liguria, c'erano i "capitani", i veterani: Calabria, Hernandez, Kjaer, Giroud. In seconda fila l'allenatore Pioli, alla sua sinistra Tomori e alla sua destra Diaz e più discosto l'oggetto misterioso De Ketelaere. Più dietro gli altri, ma tutti ugualmente contriti, ad ascoltare e ad annuire come scolaretti dopo l'ottava sconfitta in campionato, la sesta del girone di ritorno e probabilmente la più d…

LA SPEZIA - "Martedì contro l'Inter date tutto. Giocate da Milan. Noi vi sosterremo". L'esortazione, o la preghiera o l'invito o il rimprovero o il flusso della delusione, ognuno lo chiami come preferisce, è arrivata in coda alla lunga arringa dei capi ultrà - un minuto esatto - a una tra le squadre più famose e amate del mondo, al marchio da esportazione della serie A. In prima fila sotto la Curva Piscina dello stadio Picco, il settore ospiti popolato dai millecinquecento ultrà venuti in Liguria, c'erano i "capitani", i veterani: Calabria, Hernandez, Kjaer, Giroud. In seconda fila l'allenatore Pioli, alla sua sinistra Tomori e alla sua destra Diaz e più discosto l'oggetto misterioso De Ketelaere. Più dietro gli altri, ma tutti ugualmente contriti, ad ascoltare e ad annuire come scolaretti dopo l'ottava sconfitta in campionato, la sesta del girone di ritorno e probabilmente la più dolorosa, perché martedì prossimo c'è il ritorno della semifinale di Champions, il derby compromesso dallo 0-2 dell'andata, e adesso pare più facile scalare l'Everest.

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Pioli: "I tifosi ci hanno stimolato per la partita di martedì"

L'immagine potente sembrava quella di un processo in campo, anche se non lo è stato, anche se c'era la polizia e ha visto tutto, anche se c'era lo Slo - il Liaison Officer, il sostenitore ufficiale di collegamento, il responsabile della tifoseria - e anche se il "civile confronto spontaneo" sintetizzato dalla società, da Pioli e dai giocatori non rientra nella casistica dell'articolo 25 comma 9 del codice di giustizia sportiva, che dal 2015 vieta ai tesserati "di avere interlocuzioni con i sostenitori o di sottostare a manifestazioni e a comportamenti degli stessi che costituiscano forme di intimidazione o  offesa". Pioli ha ricostruito la vicenda: "Un allenatore di solito non va sotto la curva? A me sembra normale prendermi le responsabilità. Siamo andati a salutare e a ringraziare i nostri tifosi e loro ci hanno stimolato per la partita di martedì. Non ho parlato, ho solo ascoltato". Poi se ne sono andati tutti a capo chino verso gli spogliatoi, qualche maglietta è volata in curva e domattina a Milanello gli ultrà saranno ancora lì, a sostenere la squadra, "perché noi saremo con voi fino alla fine, comunque vada".

Spezia in festa con Wisniewski e Esposito

In questo momento va maluccio e per il posto nella prossima Champions adesso bisogna fare conto sulle eventuali disgrazie altrui. A La Spezia la sconfitta è tradizione, solo che questa è stata decisamente traumatica. Semplici col 3-5-2 ha intasato il centrocampo per l'intero primo tempo e poi, attorno a metà ripresa, ha piazzato l'accelerata con gli scatti velenosi di Nzola. L'1-0, repetita non iuvant al Milan, lo Spezia lo ha segnato su corner in mischia con un difensore, Wisniewski, che in A non aveva mai fatto gol. Il raddoppio lo ha disegnato con un arco perfetto su punizione l'italiano Salvatore Esposito, sarà contento il ct Mancini. Mancavano Leao e Krunic, e la stagione di Bennacer è finita, e Giroud e Calabria all'inizio erano in panchina a tenere le energie per l'Inter, ma non è sufficiente a spiegare che il Milan, da marzo in poi, ha un rendimento da medio-bassa classifica. Il proprietario dello Spezia, l'americano Robert Platek, era raggiante sotto la pioggia, mentre parlava alla fine con l'ad milanista Giorgio Furlani. Non c'era Gerry Cardinale, l'azionista di maggioranza del Milan che arriva dal football americano, dove certe scene madri non si vedono.

Spezia-Milan 2-0 (0-0)
Spezia (3-5-2): Dragowski, Wisniewski, Ampadu, Nikolaou, Amian, Ekdal, Esposito, Bourabia (18' st Zurkowski), Reca, Gyasi (47' st Kovalenko), Nzola. (1 Zoet, 22 Marchetti, 10 Verde, 14 Shomurodov, 19 Krollis, 21 Ferrer, 29 Caldara, 72 Cipot). All.: Semplici.
Milan (4-2-3-1): Maignan, Kalulu, Kjaer, Tomori (34' st Calabria), Hernandez (18' st Ballo Touré), Tonali, Pobega, Saelemaekers (18' st De Ketelaere), Diaz (26' st Adli), Origi, Rebic (26' st Giroud). (1 Tatarusanu, 83 Mirante, 14 Bakayoko, 40 Vranckx, 46 Gabbia). All.: Pioli.
Arbitro: Doveri di Roma 1.
Reti: nel st 30' Wisniewski, 40' Esposito.
Angoli: 10 a 5 per il Milan.
Recupero: 0 e 6'.
Ammoniti: Amian per gioco falloso, Diaz per comportamento non regolamentare.
Spettatori: 11.700.