Juventus-Cremonese 2-0: decidono Fagioli e Bremer nella notte più amara di Pogba
di Emanuele GambaTORINO - "Gli ho fatto una sorpresa", aveva detto Allegri prima della partita, annunciando il ritorno di Pogba tra i titolari 390 giorni dopo un lontanissimo Liverpool-Manchester United e nella molto meno glamour Juventus-Cremonese. Quella volta, era il 19 aprile di un anno fa, il Polpo durò 10', il tempo di sentire una fitta al polpaccio senza immaginare che quel dolore avrebbe introdotto un calvario da cui deve ancora uscire, tra muscoli lesi, cartilagini rotte e un controllo del proprio corpo che sembra perduto. Stavolta s'è fatto male arrotando un cross (fuori misura) di destro dall'angolo sinistro dell'area: dopo averlo eseguito si è inchiodato sul posto, poi ha mosso qualche passo verso la panchina prima di accasciarsi a terra, con le ginocchia piegate e la testa tra le mani. I medici sono arrivati presto, gli hanno massaggiato la coscia mancina (s'è fatto male alla gamba sulla quale aveva fatto perno) ma niente, lui e i …
TORINO - "Gli ho fatto una sorpresa", aveva detto Allegri prima della partita, annunciando il ritorno di Pogba tra i titolari 390 giorni dopo un lontanissimo Liverpool-Manchester United e nella molto meno glamour Juventus-Cremonese. Quella volta, era il 19 aprile di un anno fa, il Polpo durò 10', il tempo di sentire una fitta al polpaccio senza immaginare che quel dolore avrebbe introdotto un calvario da cui deve ancora uscire, tra muscoli lesi, cartilagini rotte e un controllo del proprio corpo che sembra perduto. Stavolta s'è fatto male arrotando un cross (fuori misura) di destro dall'angolo sinistro dell'area: dopo averlo eseguito si è inchiodato sul posto, poi ha mosso qualche passo verso la panchina prima di accasciarsi a terra, con le ginocchia piegate e la testa tra le mani. I medici sono arrivati presto, gli hanno massaggiato la coscia mancina (s'è fatto male alla gamba sulla quale aveva fatto perno) ma niente, lui e i compagni attorno hanno capito subito che gliene era capitata un'altra, in questa stagione maledetta in cui prima di ieri aveva contato altri tre infortuni e giocato appena 137'. Il record restano i 25' di otto giorni fa a Bergamo e nemmeno partendo dall'inizio è riuscito a batterlo, eppure prima della partita Allegri aveva pregato il cielo perché succedesse: "Paul pensava di non giocare e invece gli ho fatto una sorpresa. Vedremo quanto riuscirà a stare in campo: sarei molto felice se riuscisse a fare un tempo". Macché: neanche la metà di mezza partita.
Sollevato da terra, Pogba s'è tirato la maglia sulla testa e s'è n'è andato verso gli spogliatoi così, piangendo nel buio che ha voluto crearsi, non si sa se per tenere segrete le lacrime (ma poi si sono viste) o per non guardare in faccia la realtà. La prima diagnosi sommaria è arrivata subito: problema muscolare al quadricipite della coscia sinistra, una dicitura forzatamente generica perché serviranno gli esami per sapere se, come sembra, la stagione di Pogba finirà qui, nella sua prima notte teoricamente felice dopo un anno e fischia. "Siamo tutti dispiaciuti", dirà Allegri alla fine, "perché aveva fatto tanti sacrifici e ora si deve fermare di nuovo. Tra l'altro stava facendo discretamente bene".
I suoi ventuno minuti e mezzo erano andati così così: l'allenatore lo aveva schierato a ridosso di Vlahovic per farlo correre il meno possibile e permettergli di dedicarsi esclusivamente alla creatività, cosa che può fare anche da fermo. Non aveva tuttavia combinato molto, continuando a dare una strana impressione di rigidità, quasi non riuscisse a coordinare gli arti con i pensieri. E anche ieri, come già due volte a Bergamo, ha tentato un tiro (di sinistro) ma gli è venuto debole, strozzato, non tanto per mancanza di forza quanto per non riuscire a usare correttamente la gamba come leva, come dovrebbe essere. L'infortunio ha in ogni caso messo a tacere ogni analisi, ogni studio di prospettiva: ieri, come giovedì prossimo e come è stato tutto l'anno, la Juve ha dovuto fare a meno del suo numero 10, ormai se n'è fatta una ragione.
Il primo tempo, con Pogba e senza, è stato il nulla. Nel secondo gli attacchi juventini si sono finalmente fatti rabbiosi: Chiesa ha ispirato il gol dirimente di Fagioli, un gran bel destro sotto la traversa, mentre Bremer ha firmato il 2-0 di testa togliendo residui di dubbio a un risultato mai in discussione. Al netto delle penalizzazioni possibili, ai bianconeri mancano oramai soltanto due punti per la Champions matematica mentre la Cremonese, con più di mille calorosissimi spettatori al seguito, può salvarsi solamente con un miracolo: ieri Ballardini ha cambiato quattro moduli ma non ha fatto neanche un'azione, malgrado avesse un disperato bisogno di vincere. Una prece.
©RIPRODUZIONE RISERVATA