Serie Addio: da Ibrahimovic a Mourinho, per chi suona la campana
di Enrico CurròMILANO — Le prove tecniche per la scritta luminosa “Godbye Zlatan” — proprio così, God — sui cartelloni a bordocampo hanno animato a San Siro la vigilia della partita col Verona. Lo stadio era vuoto, ma popolato comunque di un numero di testimoni sufficiente perché diventasse impossibile nascondere i preparativi per la festa d’addio, ignota all’inizio perfino al diretto interessato. Un comunicato ufficiale ha poi spazzato via i dubbi: “Al termine dell’ultima di campionato, il Milan saluterà Zlatan Ibrahimovic con una breve cerimonia che coinvolgerà tutto il pubblico: il club intende così ringraziare Zlatan per questi magnifici anni vissuti insieme”.
Ibrahimovic e Spalletti, il giorno dell…
MILANO — Le prove tecniche per la scritta luminosa “Godbye Zlatan” — proprio così, God — sui cartelloni a bordocampo hanno animato a San Siro la vigilia della partita col Verona. Lo stadio era vuoto, ma popolato comunque di un numero di testimoni sufficiente perché diventasse impossibile nascondere i preparativi per la festa d’addio, ignota all’inizio perfino al diretto interessato. Un comunicato ufficiale ha poi spazzato via i dubbi: “Al termine dell’ultima di campionato, il Milan saluterà Zlatan Ibrahimovic con una breve cerimonia che coinvolgerà tutto il pubblico: il club intende così ringraziare Zlatan per questi magnifici anni vissuti insieme”.
Ibrahimovic e Spalletti, il giorno dell'addio
Nulla è eterno e proprio perché Ibra, 42 anni a ottobre, ha a lungo incarnato l’utopia del matrimonio a prova di tutto, la sua vicenda diventa il paradigma dello strano week-end degli addii o delle troppe questioni in sospeso: stavolta pare improbabile che qualche altra strada non si separi. Napoli-Sampdoria sarà l’ultima di Spalletti sulla panchina della squadra con cui ha appena vinto lo scudetto e mentre infuria il totoallenatore (si sa per certo che Thiago Motta ha detto no a De Laurentiis, tra i nuovi sussurri spuntano i nomi di Mancini e Italiano) già si affaccia il quesito successivo: resterà Osimhen, il capocannoniere in maschera?
Mourinho, contatto con i Friedkin: Dybala aspetta
Per smascherare il futuro di Mourinho alla Roma non basterà la partita con lo Spezia, che lui, squalificato e perciò in silenzio quanto mai strategico, vivrà dal pullman o dal box apposito, constatando l’esito del plebiscito a suo favore: il popolo romanista vuole ancora il demiurgo portoghese che intenderebbe chiedere la testa del dg Pinto alla nuova general manager Lina Soulokou, in attesa del colloquio urgente coi Friedkin, i proprietari americani. Un contatto c’è stato, ma solo per fissare un appuntamento in queste ore. Al destino di Mourinho è legato quello di Dybala, l’altro eroe popolare, data la clausola di rescissione da 12 milioni di euro per l’estero e di 20 per l’Italia. Se divorzio fosse bisognerebbe prepararsi alla sommossa.
In sospeso: Allegri, Gasperini, Motta e Juric
Anche sulla panchina di Allegri alla Juventus e sul chiacchierato casting (Tudor, Motta, Italiano, Grosso), nell’eventualità oggi poco pronosticata di un divorzio, si saprà di più dopo la partita con l’Udinese. Così pure accadrà, dopo la trasferta di Lecce, sul dilemma permanenza dello stesso Motta al Bologna, e dopo il derby col Monza sul futuro di Gasperini all’Atalanta («ho un contratto, spero che basti«). Nulla è eterno, tanto meno nel calcio, e per averne la conferma non c’è stato bisogno di aspettare le partite di questa bizzarra domenica così piena di incroci: appena finito il duello con l’Inter, Juric ha subordinato all’incontro col presidente Cairo la sua conferma al Torino, e già prima del fischio d’inizio con l’Empoli Tare sapeva che i suoi 15 anni da dirigente della Lazio volgono al termine.
Dopo Messi, anche Donnarumma e Verratti verso l'addio al Psg
Né gli italiani a Parigi hanno vissuto più sereni l’ultimo impegno del Psg in Ligue 1 al Parco dei Principi col Clermont: ai saluti a Messi e a Sergio Ramos si aggiunge l’incognita su Donnarumma, che avrebbe offerte dallo United e dal campionato saudita, destinazione potenziale di Messi stesso e di Verratti. Il quale, dopo 11 stagioni, potrebbe dire adieu al Psg, dove è stato anche compagno di Ibrahimovic. Zlatan, 5 stagioni e mezza al Milan divise in 2 fasi (la seconda da leader fino allo scudetto), in fondo alla sua lussuosa carriera può trovare il Monza, più della suggestione del contratto a gettone col Napoli. Oppure l’addio che li contiene tutti: quello al calcio, da campione (quasi) eterno.