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Napoli-Sampdoria 2-0, Osimhen e Simeone firmano la vittoria nel giorno della festa scudetto

Il trionfo del Napoli
Il trionfo del Napoli (reuters)
Il giorno più bello al Maradona.Ovazioni per tutti i giocatori e soprattutto per Luciano Spalletti, alla sua ultima da tecnico degli azzurri
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NAPOLI - Il sigillo sull'ultima festa del Napoli l'hanno messo nella ripresa Victor Osimhen e Giovanni Simeone, regalando ai nuovi campioni d'Italia la vittoria (2-0) al Maradona con la Sampdoria e permettendo alla squadra di Luciano Spalletti di concludere il campionato a quota 90 punti, con sedici lunghezze di vantaggio sulla seconda in classifica. Festa grande a Fuorigrotta per il gran finale di una stagione indimenticabile, che ha regalato agli azzurri il terzo scudetto della loro storia. Lo spettacolo è stato straordinario soprattutto fuori dal campo ed è continuato fino a tarda sera, tra fuochi d'artificio, coreografie, musica e premiazioni. Protagonista Aurelio De Laurentiis, che si è occupato di persona dell'organizzazione e ha riempito lo stadio con dodici maxi schermi, per consentire al pubblico una visione perfetta.

<<La cronaca della gara>>

Nella lunghissima domenica del Maradona c'è stata anche una partita, che per contenuti e contorno ha ricordato molto da vicino il classico saggio di fine anno. I giocatori del Napoli sono infatti scesi in campo senza avere addosso alcun tipo di pressione e con la voglia di godersi in maniera spensierata l'ultimo giorno di scuola, sapendo di essere stati già promossi a pieni voti e circondati dall'affetto di una città intera, non solo di quello dei fortunati 50 mila presenti allo stadio di Fuorigrotta. Nel clima dei festeggiamenti è stata coinvolta persino la Sampdoria, con l'ovazione riservata dai tifosi allo stabiese Fabio Quagliarella (all'ultima in Serie A) e al giovane Alessandro Zanoli, pronto al rientro alla base dopo i sei mesi trascorsi in prestito in Liguria. Ma gli applausi più scroscianti sono toccati prima del fischio d'inizio a Luciano Spalletti, Khvicha Kvaratskhelia, Kim Min-Jae e Victor Osimhen, premiati dalla Lega Calcio rispettivamente come miglior allenatore del campionato, miglior giocatore del torneo, miglior difensore e attaccante. "Vi ringrazio per il vostro prezioso supporto e condivido questo prestigioso riconoscimento con tutti", ha detto al microfono con un largo sorriso il tecnico toscano, sedendosi subito dopo per l'ultima volta sulla panchina degli azzurri. Spettacolari le coreografie delle due curve all'ingresso delle squadre, con i nuovi campioni d'Italia che hanno dato spazio alla maggior parte dei titolari disponibili per una meritata passerella. Stankovic dall'altra parte ha dato invece spazio a tanti baby, da cui dopo la retrocessione in B dovrà ripartire la ricostruzione della formazione blucerchiata.

La Sampdoria sta voltando pagina e ha accettato con tranquillità il ruolo di sparring partner al Maradona, anche se la migliore occasione del primo tempo è capitata a Quagliarella, che non se l'è sentita di rovinare la festa e ha spedito a lato un facile colpo di testa da due passi. Ma la mira ha tradito pure i giocatori del Napoli, che si sono presentati al tiro più volte - e senza fortuna - con Zielinski, Kvaratskhelia, Anguissa e soprattutto Osimhen, sceso in campo comunque con la certezza di avere già vinto il titolo di capocannoniere. Il bomber nirgeriano (31 gol in stagione, Coppe comprese) sarà uno dei pezzi pregiati del mercato estivo e De Laurentiis lo lascerà andare via solo in cambio di una maxi offerta da 150 milioni. Resterà invece sicuramente in maglia azzurra il suo compagno di reparto georgiano, che è stato uno dei più intraprendenti e attivi fino alla fine, mettendosi con generosità al servizio della squadra negli ultimi 90' del campionato. I nuovi campioni d'Italia hanno però staccato la spina da tempo e non ci sono state tante emozioni nemmeno nella ripresa: al netto di una parata di Meret sul nuovo entrato Malagrida (12'). C'è voluto dunque una scintilla per far decollare definitivamente la festa di Fuorigrotta: fallo in area di Murru su Osimhen e trasformazione dal dischetto (19') del numero 9, che ha sbloccato il risultato con un preciso rasoterra.

 

Spalletti ha colto subito l'attimo e ha iniziato ad allargare la ribalta ad altri protagonisti, facendo alzare dalla panchina Raspadori e il giovane centrocampista Gaetano, che in pochi secondi ha sfiorato per due volte il raddoppio. Il Napoli ha finalmente acceso i motori e pure Rrahmani e Raspadori hanno sfiorato il gol, trascinati dall'entusiasmo dei 50 mila del Maradona. Uniche note stonate nel finale gli infortuni di Anguissa e Gaetano, con gli azzurri costretti a concludere la partita in dieci uomini. Ma Simeone è riuscito lo stesso a mettere il suo sigillo sulla festa con una prodezza (40') e ha esultato baciando una maglia con il numero 10. Poi la standing ovation per l'uscita dal campo di Quagliarella, visibilmente commosso. Il sipario non poteva calare con una scena più bella.     

NAPOLI 2 19' st Osimhen (rig.), 40' st Simeone
SAMPDORIA 0
Napoli (4-3-3): Meret 7 - Di Lorenzo 6.5, Rrahmani 7, Ostigard 6, Mario Rui 6.5 (32' st Bereszynski sv) - Anguissa 6 (35' st Demme sv), Lobotka 6, Zielinski 6.5 (23' st Gaetano 6.5) - Elmas 6 (23' st Raspadori 6), Osimhen 7 (32' st Simeone 7), Kvaratskhelia 6.5. All. Spalletti 7.
Sampdoria (3-4-1-2): Turk 6.5 - Gunter 5.5 (1' st Malagrida 6), Amione 6, Murru 5 - Zanoli 6.5, Paoletti 6 (43' st Yepes sv), Rincon 6 (43' st Segovia sv), Augello 6 - Leris 6 - Gabbiadini 5.5 (43' st Ntanda sv), Quagliarella 6 (43' st Ivanovic sv). All. Stankovic 6.
Arbitro: Feliciani 6
Note: spettatori 50 mila

 

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