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Spalletti: ''Anno sabbatico? Mai detto, vedremo a dicembre''. E che stoccata ad Allegri...

L'ex tecnico del Napoli, premiato nella sua Certaldo, rompe il silenzio e spende parole al miele per i tifosi partenopei: ''Mi hanno regalato sensazioni bellissime, sarò eternamente grato''. Smentita l'ipotesi di fermarsi per una stagione intera: ''Con il nuovo anno vedrò quello che mi passa davanti''. Frecciata all’allenatore della Juve: “Calcio facile? C'è bisogno che si dica qualcosa di diverso”
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''Napoli e i napoletani mi hanno regalato sensazioni bellissime, nessun traguardo o scudetto potrebbero far meritare tutta questa gioia e questo entusiasmo. Di conseguenza per loro avrò sempre qualcosa di particolare e li difenderò sempre''. Luciano Spalletti rompe il silenzio e torna a parlare dopo l'addio ai neo campioni d'Italia, spendendo parole al miele per una squadra e una città ''a cui sarò eternamente grato''.

Spalletti: ''Il pubblico ci ha trainato''

L'ormai ex tecnico azzurro è stato premiato in occasione dell'evento "Certaldo nel pallone", in cui sono stati omaggiati i tre allenatori nati nel comune toscano (oltre a Spalletti c'erano Paolo Indiani e Alberto Ramerini, artefici delle promozioni rispettivamente dell'Arezzo in serie C e del Certaldo stesso in D), protagonisti di una stagione straordinaria. E' stata l'occasione per Spalletti di rimarcare l'amore per il popolo napoletano, rimasto intatto nonostante l'ancora fresco divorzio: ''Mi hanno dato talmente tanta gioia che non sta né in cielo né in terra. Non c'è bellezza, pur grande che sia, che possa ridarti quello che mi hanno dato loro. Non so quello che hanno fatto a Maradona, sarà mille volte di più, ma mi immagino che amore ha ricevuto lui considerando quanto ne ho ricevuto io. Con la squadra ne abbiamo parlato spesso nello spogliatoio, i napoletani ci hanno trainato nel percorso dello scudetto''.

Il futuro: "Anno sabbatico? Mai detto''

Inevitabile poi affrontare l'argomento della separazione con il club azzurro. Spalletti torna sui motivi: ''Se ami questo sport, per il quale io ho condizionato la mia vita e la mia famiglia, a un certo punto devi confrontarti con il livello di amore che puoi dare e il livello di richiesta che c'è. Di conseguenza, a volte, anche se hai fatto benissimo pensi ti possa mancare qualcosa da restituire. Inoltre ho delle questioni personali da mettere a posto e per le quali serve un po' di tempo. Vengono ad addizionarsi a quanto ho detto: sono stanco, avevo la famiglia e una figlia piccola distante, voglio stare un po' insieme a lei. Tra dieci giorni le squadre ripartono e io non so con quale entusiasmo sarei ripartito se fossi stato ancora un allenatore di Serie A o l'allenatore del Napoli. Loro meritano cose che io in questo momento non posso dare, anche se sono molto applicato e determinato''. Questo però non si traduce in anno sabbatico: ''Io non l'ho mai detto - precisa il tecnico toscano - ve lo siete inventati voi. Avevo bisogno di stare fermo e imparare dagli altri allenatori. Per il momento rimango fuori, verso dicembre gennaio o febbraio si guarderà e si vedrà se si può avere una postura adatta per tornare a fare l'allenatore dentro lo spogliatoio, dove serve sintesi, fare dei video bellissimi e bisogna avere cose nuove e moderne da dire''.

Stoccata ad Allegri

Il discorso supera poi l'argomento Napoli. Spalletti parlando di calcio moderno non risparmia una stoccata a Massimiliano Allegri, in pieno clima derby toscano: ''Che il calcio è facile lo sanno dire tutti, c'è bisogno che si dica qualcosa di diverso perché vogliamo scegliere se il calcio è facile è basta o se invece deve diventare qualcosa di moderno, come succede in tante altre professioni. Io, così come tanti altri, voglio sentirmi dire qualcosa di diverso: lo ripeto, che il calcio è facile lo sanno dire tutti. È vero che è facile e in questo senso bisogna portarsi dietro le cose fatte da gente come Vialli, Mancini, Baggio, Del Piero e Totti, ma poi c'è da considerare anche il lavoro di altri calciatori che non avevano questa qualità per donazione di Dio ma dovevano ottenerla con lavoro e applicazione giorno per giorno. Per questo bisogna spiegare come hanno fatto quelli senza queste qualità a farcela e se c'è dell'altro in più da poter mettere a disposizione dei giovani. Il calcio ha bisogno di qualità e di cose sempre più qualitative''.

''Io alla Juve? Equazione da poverissimi''

Tra poco più di un mese riparte il campionato, orfano proprio di Spalletti che dal canto suo non vede una squadra più favorita delle altre: ''Vedo le stesse squadre, vedo grande voglia. Qualcuna si deve privare di qualche calciatore forte, ma è normale, dipende dai conti. Ci sono tanti calciatori forti in giro. L'importante è trovare l'ambiente giusto, Napoli in questo è stata eccezionale. Il Napoli parte come una delle pretendenti allo scudetto perché ha una squadra e una società fortissime, ma Juventus, Inter e Milan sono avversari scomodi''. E a proposito di Juventus, dopo il passaggio di Cristiano Giuntoli ai bianconeri, c'è chi pensava che Spalletti potesse fare lo stesso tragitto: ''E' un'equazione da poverissimi, di chi non ha argomenti'', taglia corto il tecnico toscano prima di elogiare il suo ex capitano Di Lorenzo: ''Un calciatore lo giudico spesso per il carattere che ha. Secondo me è fondamentale. Chiaro che serve che abbia qualità, ma serve portare in evidenza una sintesi: la partita è una scatola vuota e tu la devi riempire di cose, chi mette di più è il calciatore più bravo ma bisogna riuscire a stimolare ciascuno a dare un po' di tutto. E Di Lorenzo è quel qualcosa in più che diventa evidente quando si parla di calcio moderno: Di Lorenzo è il calcio moderno''.

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