Altro che rinascimento. Il calcio italiano s’è illuso per una primavera: le milanesi in semifinale di Champions, l’Inter a giocarsi la coppa a Istanbul mentre la Roma e la Fiorentina provavano a portare in Italia anche Europa League e Conference. Ma quando la palla si ferma, scopri che sotto la punta dell’iceberg il ghiaccio è fuso. Le perdite continuano a crescere, e alla fine della stagione 2021/22 erano ancora più alte di un anno prima, nonostante il ritorno allo stadio e la lenta ripresa dei ricavi: 1,4 miliardi di rosso, cento milioni in più di un anno prima. E di questo, la Serie A da sola ha perso un miliardo nell’ultimo anno. Lo rivela il ReportCalcio realizzato dalla Federcalcio di Gabriele Gravina con la collaborazione di Pwc Italia.
Calcio, 5,6 miliardi di debiti, incassi legati sempre alle tv
A pesare sui conti delle squadre sono soprattutto gli stipendi. Che hanno ormai raggiunto l’84% del fatturato. Un salasso, anche perché se è vero che calano i costi del 3,4%, crollano anche i ricavi di quasi il 5%. E infatti l’indebitamento complessivo del calcio nel 2021-2022 supera i 5,6 miliardi. Anche perché i ricavi tv restano sempre la maggior forma di ricavo per le società che faticano a trovare risorse alternative: sono il 37% del totale, più di quanto non incidessero sui ricavi prima della pandemia. Ma per la Serie A l’incidenza delle tv sulle entrate arriva addirittura al 41%.
Ricapitalizzazioni record: 1,1 miliardi
E infatti si ricorre alle ricapitalizzazioni. La stagione 2021-22 è stata quella record per l’Italia da questo punto di vista, con 1,170 miliardi investiti dagli azionisti nei club. E nonostante la Serie A abbia registrato un calo rispetto alle ultime due stagioni. Merito dei club di Serie B, che hanno rovesciato nel sistema circa 250 milioni di soldi freschi. Anche perché sono ancora in calo le plusvalenze, frutto dei processi, forse, e degli effetti tossici sui bilanci di quelle fittizie.
Dalle scommesse 342 milioni di gettito
Ciò nonostante, il traino per lo sport professionistico in Italia resta sempre il pallone, con 7470 professionisti, il 92% di tutti gli sportivi pro in Italia, che in 15 anni hanno generato contributi fiscali e previdenziali per quasi 17 miliardi di euro. Mentre le scommesse continuano a produrre una valanga di soldi: 342 milioni di gettito per l’erario.
Aumentano i tesserati, calciatrici raddoppiate in 14 anni
C’è un lato positivo, però. Dopo la pandemia sono tornati ad aumentare i calciatori tesserati: +25%, tornando ai livelli precedenti la pandemia, con particolare interesse per i giovani. Ma la crescita più significativa riguarda le donne: dal 2008 al 2022 le ragazze che praticano calcio sono raddoppiate, da 18.854 a 36.552. E il movimento femminile promette, nei prossimi dieci anni, di svilupparsi per 7 volte il valore attuale, passando da 6,6 milioni a 46,7 milioni. Insomma, il futuro del calcio è donna.