Trofeo Berlusconi, a Monza lacrime ed emozioni. Poi con il Milan è partita vera
dal nostro inviato Emanuele GambaAdriano Galliani e Paolo Scaroni con le maglie di Monza e Milan dedicate a Berlusconi
(ansa)Monza-Milan, vale a dire il primo Trofeo Silvio Berlusconi, è finita in pareggio (1-1, poi il Milan ha vinto ai rigori, decisivo l’unico errore di Birindelli), come se fosse un devoto omaggio delle sue due squadre al bi-presidente, che ha portato entrambe a risultati storici. Al vecchio Brianteo ci sono stati momenti struggenti, si sono commossi un po’ tutti, specie per le parole coram populo dell’emozionatissimo Galliani, e Pier Silvio non ha nascosto le lacrime (poi ha esultato al gol del Monza, che di fatto adesso è suo). Marta Fascina ha indossato lo stesso identico vestito blu che mise l’estate scorsa in Monza-Torino, prima storica partita in A dei brianzoli, solo che stavolta si è seduta di fianco a una sedia vuota. Per l’occasione è stato battuto il record di spettatori: 16.917.
Pier Silvio Berlusconi in tribuna
Scintille Gagliardini-Leao
La partita non ha però avuto i r…
Monza-Milan, vale a dire il primo Trofeo Silvio Berlusconi, è finita in pareggio (1-1, poi il Milan ha vinto ai rigori, decisivo l’unico errore di Birindelli), come se fosse un devoto omaggio delle sue due squadre al bi-presidente, che ha portato entrambe a risultati storici. Al vecchio Brianteo ci sono stati momenti struggenti, si sono commossi un po’ tutti, specie per le parole coram populo dell’emozionatissimo Galliani, e Pier Silvio non ha nascosto le lacrime (poi ha esultato al gol del Monza, che di fatto adesso è suo). Marta Fascina ha indossato lo stesso identico vestito blu che mise l’estate scorsa in Monza-Torino, prima storica partita in A dei brianzoli, solo che stavolta si è seduta di fianco a una sedia vuota. Per l’occasione è stato battuto il record di spettatori: 16.917.
Pier Silvio Berlusconi in tribuna
Scintille Gagliardini-Leao
La partita non ha però avuto i riguardi dell’amicizia, perché le squadre ci hanno dato dentro senza remore e anzi quasi talvolta se le sono proprio date: rimarchevole, in particolare, una rissa tra Gagliardini e Leao, scatenata da uno sgambetto perfido dell’ex interista (insultatissimo) a cui poi il portoghese ha messo le mani addosso. Il Monza è cambiato poco, quasi per niente, e quindi funziona a memoria, mentre il Milan si sta ancora palesemente cercando e spesso non si trova. Certo, al tiro è arrivato spesso e ha pure scialato assai (specie Leao, ma anche Théo), tuttavia dà ancora la sensazione di essere una squadra fuori asse ed episodica, più superba che spregiudicata e troppo vincolata ai momenti.
Bene Reijnders
Pulisic ha infiammato il gioco soltanto in occasione del rigore guadagnato (scambio nello stretto con Giroud interrotto da una falciata del debuttante D’Ambrosio), tirato, sbagliato e poi segnato dopo la respinta di Di Gregorio (29’), mentre la potenza di Loftus-Cheek, usato come catapulta in area, è andata a corrente alternata. Molto meglio Reijnders, che tocca mille palloni e quasi sempre bene, però il vero problema è che il Monza è arrivato al tiro cinque volte, quasi ad ogni azione costruita, smascherando la vulnerabilità difensiva rossonera, dovuta al fatto che, in poche parole, sono in pochi a difendere, perché il baricentro è alto. Nel gol di Colpani (37’) hanno avuto un ruolo anche un liscio di Tomori e una diagonale in ritardo di Théo.
ll rigore di Pulisic
Milan, il pressing funziona
In compenso, il pressing milanista funziona. C’entra, è vero, l’ostinazione monzese a costruire dal basso anche quando non è il caso, però la pressione rossonera nella metà campo avversaria è davvero forte: sarà la cifra stilistica del nuovo Milan. Pioli ha messo la squadra considerata titolare (salvo Kalulu al posto di Calabria) e negli ultimi 10’ ha fatto esordire Okafor e Chukwueze.