L’avviso dell’Atalanta, ambizioni da Champions grazie ai soldi di Hojlund
di Paolo CondòGian Piero Gasperini
(agf)Passo indietro di un anno. Il primo suona il 16 luglio, due gol e un assist nel 6-0 dello Sturm Graz al Röthis in coppa d’Austria: una scampagnata, ma eseguita con spietata efficienza. Siccome il ragazzotto danese era monitorato da un po’, qualcuno comincia a guardare il calendario. Passa una settimana e nella prima gara di campionato, sul campo del Wolfsberger, il nostro uomo disegna l’assist dell’1-1. Il segretario dello Sturm viene allora subissato dalle richieste di accredito per il big-match col Salisburgo del 30 luglio, e Rasmus Hojlund non delude gli osservatori accorsi in Stiria: approfitta di un controllo sciagurato del portiere per affondare il primo colpo di destro, e col sinistro chiude una travolgente ripartenza da lui condotta con mezzo Salisburgo alle calcagna.
Passo indietro di un anno. Il primo suona il 16 luglio, due gol e un assist nel 6-0 dello Sturm Graz al Röthis in coppa d’Austria: una scampagnata, ma eseguita con spietata efficienza. Siccome il ragazzotto danese era monitorato da un po’, qualcuno comincia a guardare il calendario. Passa una settimana e nella prima gara di campionato, sul campo del Wolfsberger, il nostro uomo disegna l’assist dell’1-1. Il segretario dello Sturm viene allora subissato dalle richieste di accredito per il big-match col Salisburgo del 30 luglio, e Rasmus Hojlund non delude gli osservatori accorsi in Stiria: approfitta di un controllo sciagurato del portiere per affondare il primo colpo di destro, e col sinistro chiude una travolgente ripartenza da lui condotta con mezzo Salisburgo alle calcagna.
17 milioni per Hojlund
Finisce 2-1, fuori dallo spogliatoio c’è una ressa di intermediari, il club entra nell’ordine di idee di fare un prezzo. Hojlund riesce ancora a segnare il gol della grande illusione nel preliminare di Champions con la Dinamo Kiev, poi perduto ai supplementari, e nella folla di pretendenti (di italiani ci sono anche Milan e Lazio) l’Atalanta è la più lesta ad assecondare la richiesta dello Sturm. Luca Percassi si fida di Congerton e Zamagna, i suoi occhi sul mercato internazionale, e a fine agosto firma senza titubare un assegno da 17 milioni.
Rasmus Hojlund saluta i tifosi del Manchester United
Dalla cessione del danese 85 milioni
Un anno dopo quei milioni sono diventati 75, e del nuovo assegno l’Atalanta è la beneficiaria. L’accordo con il Manchester United contiene ulteriori 10 milioni di bonus, definiti “non difficili” e che dunque arriveranno, a fissare il conto finale a quota 85. Investimento quintuplicato. La storia del calcio è piena di scelte coraggiose ben premiate. Ci sono pure le solenni fregature — altrimenti sarebbe troppo facile — ma da sette anni l’Atalanta se ne tiene lontana perché riesce a vendere decentemente anche chi non ha mantenuto le attese (Boga, appena ceduto al Nizza). Sette anni fa la famiglia Percassi scelse Giampiero Gasperini come allenatore, seppe assorbire una partenza tremenda (quattro sconfitte nelle prime cinque partite), e da lì in poi l’Atalanta ha cambiato collocazione sia nella classifica che nell’immaginario popolare.
Con Gasperini tre volte in Champions
Un dato fotografa bene il salto: nella classifica all-time della Serie A il club nerazzurro è all’undicesimo posto, in quella delle stagioni di Gasperini è al settimo (480 punti) a un’incollatura dalla Lazio sesta (485) e dalla Roma quinta (488). In questi anni è salita tre volte al terzo posto, e nelle successive Champions ha conquistato due volte gli ottavi e una addirittura i quarti, dove all’89’ del match unico col Psg — era la stagione del Covid — si trovava ancora in vantaggio.
Gasp e la valorizzazione del talento
La centralità di Gasperini nell’età dell’oro atalantina è testimoniata dalla regolarità con la quale le tensioni accumulate nel corso della stagione si sciolgono al momento di programmare il futuro. Gasperini è un uomo impegnativo, se qualcosa non gli sta bene non le manda a dire, nemmeno alla società, pretende mandati precisi al dettaglio — lo scorso anno la polemica sul reale obiettivo durò mesi — mugugna se ha una rosa troppo nutrita, si lamenta se teme che sia troppo scarna, litiga persino con i giocatori più rappresentativi (Gomez). Però il suo lavoro di valorizzazione del talento, unito alla capacità di negoziazione dei dirigenti, ha generato un flusso di guadagni unico nel nostro calcio: sei bilanci consecutivi chiusi con un utile a otto cifre, da 10 milioni in su. E sono soldi virtuosi, visto che vengono impiegati nella costruzione dello stadio, nell’ampliamento di Zingonia, da quest’anno nello sviluppo della seconda Under 23 iscritta alla C dopo quella della Juventus.
Di fronte a dati del genere — che all’anagrafe oggi si chiamano Hojlund mentre ieri erano Bastoni, Romero, Mancini, Ibanez, Kessie, Barrow, Gosens e così via — Gasperini si rivela un formidabile moltiplicatore di risorse. A fine campionato si è incontrato con la società, e l’aria quel giorno era intrisa di elettricità, come se dovesse accadere per forza qualcosa. Macché. Nessun divorzio, si va per l’ottava stagione con l’obiettivo dichiarato di tornare in Champions e quello sottinteso di non porsi limiti.
Touré la scommessa, Scamacca soffiato all’Inter
Nessun dubbio che Hojlund sia forte, ma l’Atalanta è riuscita a farsi pagare un future come se fosse alle soglie del Pallone d’oro perché ha capito la disperazione del Manchester United, fuori dal grande giro ormai da undici anni. Nel corso dei quali i vicini del City se la sono goduta sei volte, l’ultima con annesso treble e un biondo centravanti nordico che comincia per H a farla da padrone. Hojlund sembra un inviato del destino — Loki contro Thor — , tirare sul prezzo sarebbe stata una cafonata. La sua cessione era quindi nelle cose, come la rinuncia a Boga e — la immaginiamo imminente — a Zapata&Muriel, la ditta colombiana protagonista per anni. Il messaggio che l’Atalanta manda alle rivali merita qualche riflessione: l’ivoriano Touré è la scommessa spavalda di chi ha appena “indovinato” Hojlund, Scamacca è il centravanti italiano che volevano tutti, e che l’Atalanta ha soffiato “in finale” all’Inter, De Ketelaere in prestito con diritto e non obbligo — se accetterà Bergamo, e sarebbe assurdo il contrario — è la cartolarizzazione di un credito che il Milan non è riuscito a riscuotere. In pratica l’Atalanta fa in modo che i rossoneri (forse) non ci perdano, ma se frutti copiosi verranno saranno suoi.
Scalvini e Koopmeiners incedibili
Tante opzioni in attacco provano la rinnovata leadership di Gasperini, cultore autentico del gioco offensivo, e del resto l’Atalanta subisce sempre gli stessi gol (serie degli ultimi cinque anni: 46, 48, 47, 48, 48), sono quelli che segna a deciderne la posizione (negli stessi anni: 77, 98, 90, 65, 66). La difesa dei gioielli Scalvini e Koopmeiners sottolinea invece la forza del club, che a questi ritmi di incasso può permettersi una sola cessione a stagione. Fra un radicamento a chilometro zero e la forte prospettiva internazionale, l’Atalanta è il calcio glocal per eccellenza.